Prendendo in considerazione il numero assoluto di brevetti, l’Emilia-Romagna si posiziona tra le prime diciassette regioni in Europa e al secondo posto tra le regioni italiane. Se però prendiamo in considerazione il numero di brevetti in rapporto alla popolazione residente, l’Emilia-Romagna si conferma anche nel 2024 come prima regione in Italia per domande di brevetto depositate pro-capite, con 207 domande per milione di abitanti (146 in Lombardia, 134 Veneto). Inoltre, tra i primi quindici soggetti italiani per numero di brevetti europei depositati ben sette sono emiliano-romagnoli: Coesia, Ferrari, Chiesi, Manitou, Sacmi, SCM Group e IMA. I settori trainanti, che variano da regione a regione, per l’Emilia-Romagna sono in particolare meccanica, logistica, farmaceutica ed energia.
“I numeri si inseriscono in un quadro nazionale che segna una flessione del 3,5% complessiva, ma che vedono la nostra regione in controtendenza positiva- commenta Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna con delega allo Sviluppo economico-. Un segno chiaro della capacità di innovazione degli imprenditori. È solo innovando, infatti, che si può rimanere competitivi. E, come Regione, continueremo a garantire il sostegno all’internazionalizzazione delle imprese attraverso appositi bandi per l’innovazione e l’internazionalizzazione, così da favorire il loro posizionamento a livello globale”.
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