Ogni incontro è accompagnato da una psicologa e da un’artigiana. Si può scegliere di lavorare la lana oppure di sperimentare la tecnica dell’acquerello, e non serve essere esperte: non conta il risultato, conta il tempo che ci si regala. Mentre le mani lavorano, la mente si fa più leggera, ed è più facile raccontarsi, ascoltare, conoscersi. L’artigiana guida la parte pratica e creativa, la psicologa cura quella della relazione e dell’ascolto. Non si tratta di un percorso terapeutico, ma di uno spazio accogliente e informale, dove donne con esperienze, provenienze e vissuti diversi possono incontrarsi, riscoprire le proprie capacità e costruire nuovi legami. Un piccolo, prezioso antidoto all’isolamento, che fa crescere il senso di appartenenza alla comunità.
L’iniziativa fa parte di LEI “Laboratori per Educare ad Interagire”, un percorso regionale dedicato alla promozione delle pari opportunità e alla prevenzione delle discriminazioni e della violenza di genere. LEI parte da un’idea semplice e profonda: la violenza si previene non soltanto intervenendo quando è già accaduta, ma coltivando ogni giorno una cultura del rispetto. Significa contrastare stereotipi e discriminazioni, creare occasioni in cui le persone possano diventare più consapevoli delle proprie relazioni, imparare a riconoscere le situazioni problematiche e scoprire gli strumenti e le reti di supporto a cui rivolgersi. È un lavoro che coinvolge il territorio e punta a rendere l’intera comunità più capace di riconoscere e prevenire la violenza, favorendo ascolto, fiducia e solidarietà. “Donne in cerchio” appartiene al filone dei laboratori artistici e manuali rivolti alle donne, in cui la creatività diventa uno strumento di incontro, espressione e condivisione.
C’è poi una data che dà al percorso un significato speciale. L’ultimo incontro cade il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. L’intenzione è che il percorso culmini in un momento di restituzione pubblica, con i lavori realizzati e il racconto di ciò che le partecipanti hanno vissuto, per rendere visibile a tutta la comunità il valore delle relazioni nate intorno a quel tavolo.
«Abbiamo immaginato “Donne in cerchio” come un luogo in cui stare bene insieme» spiega Serena Previ, vice sindaco del Comune di Bedonia e assessora con deleghe alle Politiche sociali, alle Politiche scolastiche e alle Pari opportunità. «Quando le mani sono occupate a intrecciare la lana o a stendere il colore, le parole arrivano più facilmente, e con le parole arrivano la fiducia e l’amicizia. La prevenzione della violenza passa anche da qui: dalla possibilità di creare legami, di sentirsi riconosciute nel proprio valore, di sapere che non si è sole. Per questo abbiamo voluto che il percorso arrivasse fino al 25 novembre: non per celebrare una ricorrenza, ma per portare in quella giornata un’esperienza vissuta, che lasci qualcosa al nostro territorio. Le pari opportunità e il contrasto alla violenza di genere si costruiscono con la sensibilizzazione, certo, ma anche con occasioni concrete e accessibili come questa. Invito ogni donna di Bedonia e delle nostre valli a concedersi questo tempo: è un regalo che si fa a se stessa e alla propria comunità».
La partecipazione è gratuita, con iscrizione obbligatoria. Per informazioni e iscrizioni è possibile chiamare il 331 6263536.
L’iniziativa è promossa dal Comune di Bedonia nell’ambito del progetto LEI, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e in collaborazione con l’Unione dei Comuni Valli Taro e Ceno, l’ASP – Azienda pubblica di servizi alla persona “Cav. Marco Rossi Sidoli” e LASSE Cooperativa Sociale Onlus.
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