Defrag di Vitaliano Trevisan dal 14 al 26 aprile Teatro delle Moline Bologna

Defrag 1 ©Matilde Piazzi

BOLOGNA – Teatro delle Moline

via delle Moline 1/b, Bologna

dal 14 al 26 aprile 2026

martedì ore 20.30 | mercoledì ore 19.00

giovedì, venerdì e sabato ore 20.30 | domenica ore 17.00

Jacopo Squizzato, Vitaliano Trevisan

Defrag

di Vitaliano Trevisan

regia Jacopo Squizzato

con Beatrice Schiros, Alice Torriani, Roberta Lanave

scene Alberto Favretto

luci Tiziano Ruggia

costumi Jacopo Squizzato con la consulenza volontaria di Sara Gicoradi

musiche originali e sound design Andrea Gianessi

sguardo sul movimento Alessandro Pallecchi

direttore di scena e capo macchinista Andrea Chianese

capo elettricista Rebecca Mosaner

tecnico del suono Andrea Gianessi

sarta Anna Vecchi

scene costruite nel Laboratorio di Scenotecnica di ERT

responsabile del Laboratorio e capo costruttore Gioacchino Gramolini

costruttori Veronica Sbrancia, Andrea Chianese, Tiziano Barone, Keolo Camara, Lorenzo Gigante

scenografe decoratrici Sarah Menichini con Martina Perrone, Alice Di Stefano, Bianca Passanti, Noemi Ruth Biganzoli

logistica Achour Meradji

produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale

un ringraziamento a Francesca Causarano

nell’ambito del Patto per la Lettura di Bologna

prima assoluta

durata 75 minuti

Dopo Scandisk, prima parte della trilogia della memoria Wordstar(s) di Vitaliano Trevisan, edita da Sironi nel 2004, l’attore e regista Jacopo Squizzato presenta il secondo capito Defrag al Teatro delle Moline di Bologna dal 14 al 26 aprile. Una produzione di Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale.

Autore di romanzi, racconti, drammaturgie e sceneggiature, Trevisan, prematuramente scomparso all’inizio del 2022, è stato uno dei protagonisti, per quanto spesso da una posizione defilata e scomoda, del panorama letterario degli ultimi venti anni, con la sua raffinata “scrittura-bisturi” che ha fatto emergere il lato più scuro dell’immaginario della sua terra d’origine, il Nordest.

Nella trilogia Trevisan si misura con il tema del lavoro e della memoria individuale, trattandola come se fosse una materia informatica da organizzare, per rendere il nuovo vissuto sopportabile.

In Scandisk gli operai di un magazzino di cuscinetti a sfera, riordinando le pile di bancali, progettavano un colpo per cambiare radicalmente le loro vite.

In Defrag l’autore riprende il processo informatico di “deframmentazione”, ma qui l’operazione di riassemblaggio diventa un paradosso drammaturgico e relazionale, l’incontro con l’altro è il solo vero campo di battaglia: «i ricordi e le relazioni non si ricompongono in un flusso organico e coerente – scrive Jacopo Squizzato – bensì emergono come schegge autonome, destinate a urtarsi senza mai fondersi». Il testo composto da tre monologhi incarnati da tre personaggi femminili – interpretati da Beatrice Schiros, Alice Torriani, Roberta Lanave – riflette le dinamiche relazionali all’interno di una famiglia: ogni frase diventa un corpo contundente da lanciare contro l’altra.

Nella messa in scena di Squizzato siamo alla fine degli anni ’90, in una lussuosa stanza di una villa, una madre e due figlie si annodano con tono brillante in parole intrecciate di gelosia, rancore, invidia, desiderio di proprietà sull’altro che mettono a nudo le crepe di legami segnati dai conti e dagli affari.

Tra confessioni spezzate, silenzi carichi di memoria, l’autore innesca un dispositivo tragicomico nel quale le tre donne si sferzano con le fantasie di una vita regolare professata ma mai realmente desiderata ne attuata – la casa perfetta, un lavoro di successo, un marito ideale. Ragionano per sommatoria: come se la loro esistenza fosse un conto corrente da riempire di certezze.  Lo sguardo dell’autore scruta sotto la superficie, trova le forze che le animano e le fa “deflagrare” in una somma di illusioni che si traduce in una deframmentazione della realtà. Defrag non propone catarsi né riconciliazioni finali: è un insieme di lampi che si riflettono l’uno nell’altro senza mai fondersi. La tensione rimane aperta, ogni voce rimbalza contro le altre.

Vitaliano Trevisan (Sandrigo 1960 – Crespadoro 2022) è stato uno scrittore, attore e regista teatrale italiano. Personalità eclettica, ha affiancato alla scrittura, il lavoro di drammaturgo, il cinema, ma anche diversi lavori manuali. Dopo una giovinezza trascorsa come impiegato nel settore edilizio e dell’arredamento, raggiunge il successo nazionale e la notorietà nel 2002 con il romanzo I quindicimila passi, libro che ha ricevuto il premio Lo Straniero e il Premio Campiello Francia 2008.

Nel 2003 è attore protagonista e co-sceneggiatore del film Primo amore di Matteo Garrone, girato a Vicenza, presentato in concorso al 54º Festival di Berlino. È attore nel film Riparo di Marco Simon Puccioni (miglior film al Festival di Annecy nel 2007) e in Dall’altra parte del mare di Jean Sarto.

I suoi testi teatrali sono stati messi in scena da Toni Servillo, Valter Malosti, Renato Chiocca e Giuseppe Marini. Nel 2016 scrive il memoir Works (Einaudi Stile Libero, 2016) in cui, attraverso il racconto di diversi lavori svolti nel corso della propria vita, dipinge un vasto e critico affresco del mondo del lavoro in Italia. Nel settembre 2017, per la produzione del Teatro di Roma – Teatro Nazionale, un suo testo viene inserito nel progetto collettivo Ritratto di una nazione, con la regia di Fabrizio Arcuri. Nel 2015 riceve la “Menzione Franco Quadri” con Cerchio rosso. Studio per un affresco e nel 2017 il Premio Riccione con Il delirio del particolare. Ein Kammerspiel.

La sua ultima apparizione in video è del 2021, nel film documentario La Rua. La magia di Vicenza, regia di Daniele Cazzola con la sceneggiatura di Davide Fiore, dove recita la parte del Giano Bifronte, personaggio di cui è autore.

Jacopo Squizzato si è formato alla scuola per attori del Teatro Stabile di Torino, diretta da Mauro Avogadro e Valter Malosti. Parallelamente, ha maturato un’esperienza quindicennale nel teatro lirico-sinfonico lavorando alla direzione di scena per la Fondazione Arena di Verona, dove ha coordinato allestimenti di opere con orchestre e cast internazionali, perfezionando il dialogo tra partitura musicale e movimento scenico. Fin dai suoi primi lavori, ha coltivato una curiosità per la drammaturgia contemporanea che lo ha spinto verso un linguaggio teatrale fatto di gesto, parola e spazio come elementi inseparabili. In scena ama “scarnificare” ogni elemento accessorio, lavorando su materiali essenziali: pareti nude, luci direzionali, pochi oggetti simbolici.

I suoi lavori sono andati in scena per la Biennale Teatro, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Teatro Franco Parenti, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Festival delle Colline Torinesi, Odin Teatret, Firehouse Theatre di Richmond, Goteborg Festival, Turku Festival, Todi Teatro Festival. Nel 2017 Squizzato è stato selezionato come finalista al Bando Registi Under 30 della Biennale Teatro diretta da Antonio Latella, presentando Nikola Tesla. A Portrait, un ritratto in versi e flussi di coscienza del celebre inventore. È stato parte del cast del Dittico della Bufera diretto da Carmelo Rifici, che lo ha scelto per interpretare la parte di Verscinin in Tre Sorelle di Checov. La sua ultima drammaturgia in adattamento tratta dall’opera narrativa di Trevisan è stata letta in forma semiscenica da Valerio Binasco, Carlo Cecchi, Daria Deflorian, Massimiliano Gallo, Valentina Picello, Fausto Cabra e Gabriele Portoghese. In questi progetti Squizzato esplora il confine tra lettura e azione, trasformando ogni singola frase in un motore di visione e pensiero. Nel 2024 ha debutto al Teatro delle Moline di Bologna con Scandisk, prodotto da ERT.

Teatro Arena del Sole, via Indipendenza 44 

Prezzi dei biglietti: da 7 a 17 €

Biglietteria: dal martedì al sabato 11.00 alle 14.00 e dalle 16.30 alle 19.00; nei giorni di spettacolo apertura mezz’ora prima dell’inizio.

Tel. 051 2910910 – biglietteria@arenadelsole.it | bologna.emiliaromagnateatro.com