BOLOGNA – Martedì 27 ottobre 2026, ore 19:00, al DAMSLab/Auditorium
piazzetta Pasolini 5/b, Bologna
PROSSEDA VS TEOTRONICO
Sfida alla tastiera tra un pianista robot e un pianista “umano”
Il pianista Roberto Prosseda incontra TeoTronico,
robot pianista dotato di 53 dita, in una singolare sfida musicale che
mette a confronto interpretazione umana e riproduzione automatizzata
Martedì 27 ottobre 2026, alle ore 19.00, al DAMSLab/Auditorium di Bologna, il pianista Roberto Prosseda incontra TeoTronico, robot pianista dotato di 53 dita, in una singolare sfida musicale che mette a confronto interpretazione umana e riproduzione automatizzata. L’appuntamento fa parte della programmazione de La Soffitta 2026 – Bologna crocevia di culture del Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna, ed è organizzato da Anna Scalfaro e realizzato in collaborazione con Associazione Mendelssohn.
Due pianoforti, due interpreti profondamente diversi. Da una parte Roberto Prosseda, pianista di fama internazionale; dall’altra TeoTronico, robot pianista nato a Imola nel 2008 e oggi dotato di 53 dita, capace di riprodurre file MIDI su un normale pianoforte acustico, eseguendo una partitura in maniera letterale o replicando interpretazioni di grandi pianisti conservate nei rulli di pianola.
“Prosseda vs. TeoTronico” riprende, aggiornandola al presente, la lunga tradizione delle sfide alla tastiera che attraversa la storia della musica, da Mozart e Muzio Clementi a Beethoven e Daniel Steibelt, fino a Liszt e Sigmund Thalberg. Questa volta, però, il confronto non è soltanto tra due virtuosi: a fronteggiarsi sono un musicista umano e una macchina, chiamati a misurarsi sul terreno dell’interpretazione. TeoTronico, dotato anche di parola, metterà in discussione le interpretazioni a suo giudizio troppo “soggettive” dei musicisti umani, argomentando anche verbalmente le proprie scelte estetiche e interpretative.
Alternandosi ai due pianoforti, Prosseda e TeoTronico eseguiranno pagine di Chopin, Scarlatti, Mozart, Rimskij-Korsakov/Rachmaninoff, Scriabin e Milhaud. Il programma comprende anche brani per due pianoforti, nei quali uomo e robot saranno chiamati a suonare insieme. Il concerto diventa così un esperimento musicale e, insieme, un confronto su questioni oggi particolarmente attuali: che cosa distingue la riproduzione dall’interpretazione? Dove risiedono la creatività e l’espressività musicale? Quale rapporto può instaurarsi tra intelligenza umana e intelligenza artificiale? TeoTronico è infatti in grado di eseguire con estrema precisione ciò che è codificato nella partitura, mentre l’interpretazione umana introduce scelte, sfumature, intenzioni ed emozioni. La sfida musicale si trasforma così anche in un dialogo, ironico e insieme serio, sulla relazione tra fedeltà al testo e creatività, esattezza e libertà interpretativa, intelligenza naturale e artificiale.
Il progetto nasce anche dal desiderio di avvicinare i bambini e i nuovi pubblici alla musica classica, utilizzando proprio la presenza del robot come elemento capace di suscitare curiosità e, allo stesso tempo, di rendere immediatamente percepibile la differenza tra riproduzione e interpretazione. «La presenza di un robot – spiega Roberto Prosseda – può attrarre, incuriosire, ma anche aiutare a capire le differenze tra riproduzione, quella che fa il robot, e interpretazione, quella che facciamo noi musicisti umani». Da questa intuizione iniziale, la sfida si apre a interrogativi che riguardano sempre più da vicino il nostro rapporto con la tecnologia. «In un’epoca in cui le macchine e l’informatica sembrano volersi appropriare di gran parte delle attività svolte dall’uomo – prosegue Prosseda – questa insolita sfida alla tastiera punta l’attenzione sull’importanza della creatività e delle emozioni come priorità assoluta del far musica». La crescente presenza dell’intelligenza artificiale porta così il confronto oltre la dimensione strettamente musicale, trasformando il dialogo tra pianista e robot anche in una riflessione estetica ed etica sul rapporto tra essere umano e macchina.
Roberto Prosseda svolge da anni un’intensa attività concertistica internazionale e ha collaborato con alcune delle più importanti orchestre del mondo, tra cui London Philharmonic, Filarmonica della Scala, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Berliner Symphoniker e Gewandhausorchester. Particolarmente noto per il lavoro dedicato a Felix Mendelssohn, di cui ha inciso per Decca l’integrale della produzione pianistica, affianca al repertorio classico e romantico un costante interesse per la musica contemporanea.
TeoTronico, progettato da Matteo Suzzi, è nato a Imola nel 2008 e nella sua versione attuale dispone di 53 dita. Il suo repertorio comprende le integrali per tastiera di numerosi autori e può inoltre riprodurre le incisioni su rullo dei grandi pianisti del passato. Si è esibito in numerosi contesti italiani ed europei, dalla Philharmonie di Berlino al Teatro Comunale di Modena, ed è stato protagonista anche di apparizioni televisive in Italia e all’estero.









