Parma

Dall’omonimo libro di Stefania Re, lo spettacolo “Tutti i segni di una manifesta pazzia” in scena a Manzini Off, Parma – domenica 1° novembre, ore 17.00

PARMA – Il passaggio che traduce la scrittura letteraria in pura azione teatrale torna al centro della rassegna “Tratto da…” – realizzata da Progetti&Teatro aps con il sostegno di Fondazione Cariparma, Comune di Parma, Cooperativa Sirio e Consorzio Solidarietà Sociale – intrecciandosi, anche per il secondo spettacolo in programma, con il tema della salute mentale.

Il valore del testo e la sua metamorfosi artistica verrà, così, nuovamente esplorato domenica 1° novembre, alle ore 17, nello spazio Manzini Off- Wopa in via Catania 3 a Parma, con lo spettacolo “Tutti i segni di una manifesta pazzia”, una produzione Progetti&Teatro.

Quest’azione teatrale – a cura di Carlo Ferrari e Franca Tragni, con le musiche di scena di Patrizia Mattioli e tecnica/luci di Erika Borella – restituisce parola viva e movimento all’omonimo libro di Stefania Re “Tutti i segni di una manifesta pazzia. Dinamiche di internamento femminile nel manicomio di Colorno (1880 – 1915)”.

Nel testo l’autrice, storica e ricercatrice, indaga il processo di “medicalizzazione” della follia femminile entro e attraverso l’istituzione del manicomio, in un arco temporale compreso fra gli ultimi decenni dell’Ottocento e la Prima guerra mondiale: al centro l’universo femminile ma soprattutto le tante, troppe, “interferenze” fra l’idea della natura femminile e il ruolo sociale assegnato alle donne. L’analisi condotta a partire dalla documentazione amministrativa e sanitaria del manicomio di Colorno (PR) porta alla luce dinamiche di segregazione, processi di costruzione di figure alienate, relazioni impossibili fra personale sanitario e ricoverate. La donna diventa presenza scomoda, ingombrante, ingestibile, non normale, pericolosa per sé e gli altri: un problema da risolvere o meglio, da allontanare e dimenticare. Lo spettacolo (a ingresso libero con offerta sino ad esaurimento posti) proverà a dare voce alle tante realtà, ai molteplici vissuti attraversati nel libro, compiendo una preziosa e doverosa opera di memoria civile, e focalizzandosi sulla sottile linea che, storicamente, ha separato diversità e patologia, segnando la storia di molte vite.

Sempre nel pomeriggio di domenica 1° novembre, poco prima dello spettacolo, sarà possibile per il pubblico confrontarsi con l’autrice del libro, in un breve incontro/dibattito che vedrà coinvolti anche gli interpreti teatrali Franca Tragni e Carlo Ferrari.

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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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