Il periodico Siglo XXI elogia l’archivio romagnolo: creare strutture analoghe per la tutela della memoria indipendente
FORLÌ – L’impegno culturale e sociale portato avanti da 16 anni dalla Fanzinoteca d’Italia 0.2 (Centro Nazionale Studi Fanzine), varca nuovamente i confini nazionali e riceve un inatteso quanto prestigioso riconoscimento dalla stampa estera. In un recente articolo, pubblicato a fine agosto, dal periodico spagnolo Siglo XXI Diario Digital Independiente, a firma di Jesús Millán Muñoz, l’istituzione con sede a Forlì viene indicata come un modello d’eccellenza e un presidio indispensabile per la salvaguardia della memoria editoriale indipendente, ovvero le auto-edizioni fanzinare. Al centro della riflessione del giornalista spagnolo vi è l’immenso patrimonio custodito nell’archivio romagnolo — quantificato in esattezza in 13.148 documenti tra fanzine musicali, fumettistiche, letterarie, poetiche, sportive di Mail Art e altre. Materiali auto-editi, fuori dai circuiti commerciali e sprovvisti di canali di distribuzione tradizionali, che nell’era contemporanea rischiano una dispersione ancora più subdola, spesso inghiottiti dalla fragilità e dalla volatilità dei supporti digitali. Nell’articolo in questione, oltre ad elogiare la Fanzinoteca d’Italia 0.2, viene rilanciata la necessità di creare strutture analoghe anche nella penisola iberica per salvare dall’oblio la produzione culturale invisibile e non commerciale. Il pezzo sottolinea la profonda valenza etica e sociale del lavoro svolto dall’associazione culturale di volontariato Fanzine Italiane, nei suoi 21 anni di attività, un’opera di ricerca, studio e catalogazione portata avanti interamente sulla base della gratuità e della coerenza militante. Nessun’altra realtà in Italia, viene evidenziato, si è accollata con tale costanza l’onere di dare una dimora e una prospettiva di conservazione centenaria alle opere di migliaia di autori “di quinta fila” — poeti, disegnatori, compositori — la cui voce andrebbe altrimenti perduta come «foglie d’autunno». Negli stessi giorni, a fare da eco, la Fanzinoteca è stata citata da altre testate spagnole: Euro Mundo Global e La Verdad de Ceuta.
(Links agli articoli: https://www.diariosigloxxi.com/texto-diario/mostrar/5998026/13148-documentos-fanzinoteca-ditalia – https://www.laverdaddeceuta.com/home/noticias/redaccion/cartas-director/1-000-fanzines-de-la-fanzinoteca-ivan-vargas – https://www.euromundoglobal.com/noticia/435467/)
“Iniziamo col cogliere il valore etico e politico del riconoscimento ricevuto – afferma GianLuca Umiliacchi Direttore fanzinotecario – fortemente legato a temi di attualità e di pubblica utilità. Questo articolo rappresenta un attestato di stima di inestimabile valore per la Fanzinoteca d’Italia 0.2: un riconoscimento autentico, nato spontaneamente dall’osservazione critica di un intellettuale straniero che individua nel modello di Forlì la risposta concreta a un vuoto culturale europeo. Possiamo affermare che la proposta lanciata da Jesús Millán Muñoz di fondare una o più grandi fanzinoteche in Spagna, prendendo a ispirazione il lavoro svolto in Italia e il faro della Fanzinoteca di Poitiers, si inserisce perfettamente nella visione internazionale che la realtà romagnola coltiva da decenni attraverso gli scambi intercontinentali. Il fatto che un osservatore esterno comprenda così lucidamente il concetto di “giustizia culturale” per le auto-edizioni fanzinare dimostra la validazione del metodo e che la filosofia fanzinotecaria italiana ha travalicato i confini locali per farsi manifesto teorico e pratico condivisibile. La Fanzinoteca d’Italia 0.2 non si limita a custodire il proprio archivio, ma dimostra concretamente che la salvaguardia della memoria sotterranea è un’esigenza sociale non più rimandabile, offrendo una struttura metodologica pronta a essere replicata altrove: un concreto modello esportabile. L’appello finale dell’articolo “A qué puerta llamo para darles este mensaje…” – precisa lo Staff organizzativo – suona come un invito a istituzioni e soggetti culturali spagnoli a fare rete, ponendo le basi per future sinergie transfrontaliere in cui l’esperienza italiana potrebbe fungere da fattibile e prezioso tutor o partner di scambio. Questa voce proveniente dalla Spagna conferma che la semina culturale portata avanti con coerenza e gratuità da molti anni sta generando i suoi ottimi frutti, dimostrando che la passione civile, quando è rigorosa e strutturata, sa parlare una lingua universale capace di ispirare l’Europa. Un’occasione collettiva di crescita e visibilità per l’intero universo fanzinotecario e fanzinoteconomico italiano.”
Di fronte a questo scenario, l’intellettuale spagnolo lancia un appello pubblico affinché anche la Spagna si doti di grandi fanzinoteche pubbliche o autonome, prendendo a ispirazione proprio il faro della Fanzinoteca d’Italia 0.2, proiettando la realtà forlivese come punto di riferimento oltre i confini nazionali, trovando oggi in Europa un’eco e un’ispirazione sempre più condivise. Questo riconoscimento spontaneo e internazionale aggiunge valore al grande impegno dei 16 anni di attivismo culturale gratuito, dimostrando come la tutela delle auto-edizioni fanzinare e della cultura indipendente non sia soltanto un esercizio d’archivio, ma un atto capace di parlare all’intero contesto europeo. Infatti, una risonanza internazionale di questo tipo offre l’opportunità ideale per valorizzare l’eccellenza del lavoro svolto e ribadire l’importanza cruciale del Centro Nazionale Studi Fanzine nel panorama non solo locale, ma nazionale e europeo. Per rendere l’idea, attualmente tra le varie Fanzinoteca in Spagna si possono annoverare: Fanzinoteca della Biblioteca pubblica Josep Badía i Moret, a L’Ametlla del Vallés; Fanzinoteca di Tabaiba, El Rosario, Tenerife, Isole Canarie; Fanzinoteca di Tabakalera, San Sebastián; Fanzinoteca di via Santa Eulalia, Barcellona; Fanzinoteca della Casa da Xuventude a Ourense; Fanzinoteca del Centro di documentazione del Museo Nazionale d’Arte Reina Sofía; Fanzinoteca de Badajoz; Fanzinoteca del Cómics, IVAM, Valencia; Fanzinoteca de la Biblioteca Regional de Murcia; Fanzinoteca Biblioteca del Centro de Arte Dos de Mayo; Fanzinoteca del Centro MUSAC; Fanzinoteca Manchega, etc.. Questo articolo estero, che prende a modello un’istituzione italiana, è un’ulteriore conferma in grado di scuotere i media nazionali, molti dei quali ignorano l’esistenza di questo immenso patrimonio culturale. Raccontare come un intellettuale straniero abbia guardato a noi come a un faro, non può che stimolare una riflessione analoga in Italia, dove presidi similari operano spesso con risorse limitate e senza il dovuto riconoscimento delle istituzioni pubbliche. La riflessione finale dell’articolo — che si chiede ironicamente a quale porta bussare per replicare un simile modello in Spagna — certifica l’assenza di strutture analoghe e valorizza per contrasto la generosità e la gratuità dell’impegno portato avanti dall’associazione. Una sede unica letteralmente sommersa dalla passione degli italiani, gli spazi non bastano mai per contenere tutta questa libertà di espressione e desiderio di comunicazione. Per informazioni dettagliate sulle iniziative 3393085390 (orario 10/18) fanzinoteca@fanzineitaliane.it – www.fanzinoteca.it








