“Ho prodotto Io+Te perché credo in un cinema che racconta la verità delle relazioni contemporanee, senza abbellimenti. Ho scelto di sostenere la regia di Valentina De Amicis e un cast autentico per mettere al centro temi spesso taciuti, tra cui la maternità, la paura di legarsi, la complessità delle scelte di coppia, e per restituire alle Marche la luce e l’intimità che hanno accompagnato le riprese.” – commenta Roberto Venuso, produttore della Genesis S.r.l..
“Ho visto sbocciare e concretizzarsi questo film giorno dopo giorno: è una grande emozione il suo arrivo nelle sale – commenta il presidente di Fondazione Marche Cultura, Andrea Agostini – Conservo un ricordo affettuoso delle visite sul set e di una giornata partecipatissima, all’interno del festival Tipicità, con tutto il cast di Io+te, un’occasione per parlare della potenza del cinema e del suo grande potenziale per promuovere i territori. Tutti hanno speso parole bellissime per le Marche, il fascino dei luoghi, la luce delle ambientazioni e l’intimità che si respira nella nostra regione. Sono certo che questi elementi si percepiranno nel film“.
Con Matteo Paolillo (Mare Fuori) ed Ester Pantano (Oi vita mia di Pio e Amedeo) nei ruoli dei protagonisti, e un cast che comprende Camilla Semino Favro, Eva Cela, Jacqueline Luna, la partecipazione amichevole di Antonio De Matteo e Pia Lanciotti, Io+Te racconta l’incontro tra due mondi lontani che si attraggono, si respingono e si trasformano.
Lei è Mia, 36 anni, ginecologa affermata, indipendente, allergica alle relazioni stabili, abituata a vivere l’amore come un’esperienza da consumare e lasciarsi alle spalle. Ama sperimentare, cambiare, non legarsi. Il suo lavoro è ordinato, schematico, e proprio per questo nella vita privata cerca il contrario: emozioni nuove, incontri senza promesse, storie che non chiedano futuro. Lui è Leo, 26 anni, poeta per natura, allergico ai social, innamorato della musica e delle cose autentiche, con una visione dell’amore che sembra appartenere a un’altra epoca.
Il loro incontro nasce quasi per caso, in un bar, interrompendo un appuntamento qualunque. Da lì prende forma una relazione travolgente, fuori dagli schemi, fatta di passione, complicità e condivisione. Ma come spesso accade, l’innamoramento è solo l’inizio. Quando la realtà irrompe, con il suo carico di responsabilità, paure e domande, tutto cambia.
Io+Te non racconta un amore ideale, ma uno vero. Un amore che si scontra con il tempo che passa, con le differenze, con le aspettative, con il desiderio di costruire qualcosa e la paura di perdersi. E soprattutto, un amore che deve confrontarsi con il tema della maternità: il corpo che cambia, le scelte dolorose, il senso di colpa, la solitudine, la fragilità, ma anche la difficoltà, spesso taciuta, di diventare genitori.
Il film affronta senza retorica il fatto che non sempre restare incinta è semplice, che non sempre la vita segue il percorso che immaginiamo, che il desiderio di un figlio può trasformarsi in un’assenza insopportabile. Mette in scena il vuoto, la rabbia, il senso di ingiustizia, e il modo in cui tutto questo incide sull’identità di una donna e sulla tenuta di una coppia.
Nel periodo più romantico dell’anno, Io+Te sceglie di raccontare l’amore senza edulcorarlo: con le sue contraddizioni, le sue ferite, le sue rinunce. Un film che parla di relazioni nell’era della tecnologia, della paura di impegnarsi, ma anche della necessità di farlo, perché restare è spesso più difficile che andare via.
Una storia che ci ricorda che amare non è solo sentirsi bene, ma attraversare insieme il dolore, l’incertezza, la perdita e le domande senza risposta. Perché forse l’amore, da solo, non basta. Ma senza amore, niente ha davvero senso.
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