
BOLOGNA – Una settimana dedicata al mito classico e alle sue riletture contemporanee, per riflettere su guerra e pace dalla classicità ai giorni nostri, dai conflitti greci a Gaza. Centrale è la rievocazione del ciclo di Troia, con tre spettacoli di grande intensità: Attorno a Troia del Teatro del Lemming (posti limitati), Come vent’anni fa di Akròama che recupera l’Ecuba di Euripide e Coefore di Galleria Toledo da Eschilo. Con uno sguardo al mito del Minotauro offerto da 9cTeatro con Pasifae Autodafé (in coproduzione con Teatri di Vita) e uno all’Oriente con Le vie del Buddha del Teatro del Loto. Fino a toccare la Storia attuale, con la performance Borgo Rafah di Teatri di Vita.
Cuoe di mito è curato da Teatri di Vita nell’ambito di “Bologna Estate 2025”, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena, con il sostegno della Regione Emilia Romagna e di Emil Banca.
L’appuntamento è a Teatri di Vita (piazzetta Sergio Secci 1, ex via Emilia Ponente 485, Bologna; tel. 333.4666333; teatridivita.it) da martedì 9 a domenica 14 settembre (a eccezione dello spettacolo Pasifae Autodafé, in programma a Teatri di Vita Studio, via del Pratello 90/a).
L’abbonamento complessivo agli spettacoli è di 39 euro.
SCHEDE
Pasifae Autodafé
di e con Andrea Mattei
direzione Davide Tortorelli
fotografia Nicolas Labati
produzione 9C Teatro APS in coproduzione con Teatri di Vita
-> A TEATRI DI VITA STUDIO, VIA DEL PRATELLO 90/a, BOLOGNA
9-10-11-12 settembre, ore 19
13-14 settembre, ore 21
Chi è Pasifae? Una donna, una regina, un mito, un pretesto. Nella mitologia greca, Pasifae è spinta dagli dèi a innamorarsi e congiungersi con un toro, da cui nascerà il Minotauro, e poi gettata dal marito, il re Minosse, nel mare. Nell’interpretazione di Andrea Mattei, autore del testo vincitore del Premio del Direttore nel concorso Giovani Realtà del Teatro e qui diretto da Davide Tortorelli, la regina, ormai morta ma insepolta, chiede agli spettatori-giudici di ascoltare le sue ragioni e arrivare a una condanna o un’assoluzione: donna sadica e crudele o vittima del fato? Un autodafé che mescola affondi affilati tipici della migliore stand-up comedy agli afflati del racconto mitico, non privo di riferimenti scottanti all’attualità. “Pasifae Autodafé” è il primo pezzo di una trilogia sul mito scritta da Mattei, che proseguirà con “Una Giocasta”.
Andrea Mattei si forma alla Scuola di Teatro di Bologna Galante Garrone, a cui seguono diverse masterclass con Teatro Due e ERT. L’incontro con Liv Ferracchiati e Daria Deflorian lo avvicina alla scrittura scenica, e proprio “Pasifae Autodafé” è il suo primo testo che approda in scena. Come attore ha lavorato per diversi registi come Natalino Balasso, César Brie, Daniele Abbado, Nicoletta Robello, Matteo Tarasco e Giacomo Giuntini. Davide Tortorelli è diplomato al Conservatorio di Parma in chitarra classica e si è perfezionato poi in direzione d’orchestra. Come dramaturg si è formato alla Scuola Iolanda Gazzerro (ERT). Per Marco Baliani è stato attore (Antigone) e aiuto regista (Edipo). Inoltre ha recitato in diversi film. A Fidenza ha fondato e diretto 9c Teatro APS, dove svolge il ruolo di regista, dramaturg e attore. Inoltre è educatore in comunità per minori. Entrambi hanno lavorato nella produzione di Teatri di Vita XYZ Dialoghi leggeri tra inutili generazioni di Andrea Adriatico.
Coefore
drammaturgia e regia Laura Angiulli
con Alessandra D’Elia, Caterina Pontrandolfo, Valentina Martiniello, Paolo Aguzzi, Andrea Palladino
ambientazione Rosario Squillace
luci Cesare Accetta
elaborazione musicale Mario Gabola
direzione tecnica Lucio Sabatino
assistente regia Luca Cristiano
best boy Munasinha Mudiyansel Samantha
produzione Il Teatro Coop. Stabile d’Innovazione Galleria Toledo
9-10 settembre, ore 21
Sono passati 8 anni da quando Laura Angiulli si confrontò con una grande figura del mito e della tragedia greca nello spettacolo Cassandra, che con Galleria Toledo portò anche a Teatri di Vita. A distanza di tempo, dopo aver attraversato ulteriori tappe del mito e soprattutto della grande drammaturgia classica, ritorna a confrontarsi con quei temi in Coefore, decidendo di mantenere le stesse attrici. Con un importante scarto, rispetto all’originale di Eschilo, rivisto nella traduzione: la centralità della voce collettiva del Coro, affidata a due figure femminili, il cui ruolo si fa qui incitamento al compimento della vendetta, con espressioni di ferocia assolutamente in tono con quella che stringe gli animi dei due fratelli: “Delitto strepitando attira Vendetta”. Coefore, infatti, che è la seconda parte dell’Orestea, narra il ritorno di Oreste ad Argo per vendicare la morte del padre Agamennone, ucciso dalla madre Clitennestra e dal suo amante Egisto. Oreste, con l’aiuto della sorella Elettra, compie il matricidio, ma poi viene perseguitato dalle Erinni.
Laura Angiulli è direttrice artistica dal 1991 di Galleria Toledo, uno degli spazi teatrali storici di Napoli, situato nei Quartieri spagnoli. Dalla fine degli anni ’70 ha curato drammaturgia e regia di decine di spettacoli, tra cui Io sposo l’ombra, Manuale di sopravvivenza, Temporale e alcuni lavori presentati nelle scorse stagioni a Teatri di Vita come il trittico shakespeariano dedicato a Amleto, Giulio Cesare, Riccardo III. Nel cinema ha diretto Tatuaggi, lungometraggio ispirato a Haute sourveillance di Jean Genet, premiato nel 1997 alla Mostra del Cinema di Venezia, dove nel 2008 è stato presentato il suo film Verso est, mentre nel 2019 ha diretto il film Il re muore, premiato al London Independent Film Awards.
Borgo Rafah
produzione Teatri di Vita
9-10 settembre, ore 22
Borgo Rafah nasce come breve performance legata alle periferie: un ‘ponte’ ideale tra la periferia della città di Bologna (Borgo Panigale) e la ‘periferia’ negletta e martoriata costituita da Gaza e dalla Palestina, per offrire una testimonianza della guerra e del genocidio.
Le vie del Buddha
ovvero: il Ground Zero d’Oriente nella Valle degli uomini che pregano verso Occidente
di Stefano Sabelli
musiche dal vivo a cura di Jennà Romano
produzione Teatro del Loto – Teatrimolisani
11-12 settembre, ore 21
Dopo averci raccontato le tre religioni nell’emozionante Figli di Abramo, Stefano Sabelli torna con il suo teatro affabulatorio per portarci nel grande mito dell’Oriente, attraverso il racconto di un’esperienza unica vissuta in prima persona in un frangente storico di straordinario impatto.
A dicembre 2001, tre mesi e mezzo dopo l’11 settembre, Stefano Sabelli partecipa con Vittorio Sgarbi (allora Sottosegretario ai Beni culturali), Alain Elkann e alcuni giornalisti, alla prima Missione culturale del MIBAC in Afghanistan, promossa in sostegno del nuovo Governo Karzai. Al rientro, il reportage scritto da Sabelli fu pubblicato con le foto di questo viaggio. Un capitolo di quel diario è diventato un recital che è testimonianza di uno sgomento sempre attuale. Quel primo gruppo di occidentali, tornato nella magnifica Valle di Bamiyan dopo la liberazione dall’occupazione talebana, si trovò, infatti, di fronte, la visione d’annientamento di uno dei più straordinari siti archeologici mondiali a opera dei seguaci del Mullah Omar: i grandi Budda della montagna, che per millenni hanno segnato il cammino e i commerci sulla Via della Seta, di cui ora rimangono solo pochi frammenti ai piedi di quelle maestose nicchie scavate nella roccia. Un racconto di viaggio che, fra riflessioni ironiche, incantamenti e rimandi alle molteplici fedi dell’Uomo e alle culture, che hanno attraversato quella straordinaria valle patrimonio di tutta l’Umanità, si fa testimone di un crogiuolo di civiltà e costumi che, sulla Via della Seta, da Alessandro Magno in poi, si sono incrociate e rincorse lì, a Bamiyan, fino ai giorni nostri.
Stefano Sabelli è fondatore e direttore del Teatro del Loto, in provincia di Campobasso. Attore e regista, ha portato a Teatri di Vita Figli di Abramo, nell’ambito di un’intensa ricerca ed esplorazione artistica e culturale delle religioni e civiltà guardando l’Oriente e il suo rapporto con l’Occidente: una trilogia che comprende Le Vie del Buddha e Le Vie dei Profeti. Giuseppe Spedino Motta è cantautore e polistrumentista, diplomato in Conservatorio in chitarra classica e conosciuto anche come uno dei massimi virtuosi ed innovatori al mondo della zampogna. Nel 2015 con l’album Terribilmente Demodé vince il Premio “Di canti e di Storie” di Squilibri Editore ed è finalista per la Targa Tenco come miglior album in dialetto.
Come vent’anni fa
drammaturgia e regia Lelio Lecis
con Tiziana Martucci
spazio scenico Valentina Enna
costumi Marco Nateri
assistente costumi Chiara Spada
direzione tecnica Lele Dentoni
assistente tecnico Nicola Pisano
musiche Bob Dylan
musiche originali Mauro Palmas
arrangiamenti musicali Riccardo Leone
produzione Akròama
11-12 settembre, ore 22
13-14 settembre, ore 21.30
Una donna sola, malinconica, visionaria, ripercorre con le parole situazioni personali, sospese in un’atmosfera per lei stessa indecifrabile, di realtà o pura invenzione. A tratti la donna ricorda di avere un altro ruolo, forse ancora una visione, nel quale impersona/incarna Ecuba, urlante il suo dolore tra le fiamme che devastano Troia. In una continua e doppia dissociazione dell’essere, prestando il proprio corpo allo spirito estremamente sconvolto della moglie di Priamo, la donna viaggia a forte velocità verso la completa solitudine, nella quale solo le sue invenzioni e le possessioni di Ecuba troveranno vita. Ambiente, luci, echi acustici e mnemonici, interpretazione, contribuiscono a far risaltare la suggestione e il lirismo della tragedia euripidea; musiche, oggetti e verbalizzazioni contemporanee richiamano al mondo della coscienza le impronte indelebili del classico e del mito che fortunatamente tracciano l’anima nelle nostre frammentazioni e solitudini metropolitane.
Akròama è la compagnia di teatro contemporaneo di Cagliari che il pubblico di Teatri di Vita ha già avuto occasione di conoscere, apprezzare e applaudire in passato, in spettacoli come La casa della madre, Stanza con giardino, Il paese del vento, Lo straniero e, più recentemente, Il deserto dei tartari dal romanzo di Buzzati. Dal 1977 la compagnia, fondata da Lelio Lecis, ha attraversato prestigiosi festival da Spoleto a Santarcangelo, da Edimburgo a Salisburgo. Attualmente gestisce a Cagliari il Teatro delle Saline.
Attorno a Troia
Ilio Troiane Aeneas
con Diana Ferrantini, Marina Carluccio, Nicole Crespi, Veronica Di Bussolo, Maddalena Dal Maso, Chiara Tosti, Katia Raguso, Elena Fioretti
drammaturgia musica e regia Massimo Munaro
foto Marina Carluccio
produzione Teatro del Lemming
13-14 settembre, ore 18 – 18.45 – 19.30 – 20.15 (POSTI LIMTATI)
In un’unica opera è racchiuso un ciclo di lavori che, dall’Iliade alle Troiane all’Eneide, indaga il tema della distruzione di una civiltà, dello smarrimento e dell’esilio. Attraverso questo ciclo il Teatro del Lemming si interroga sulla possibilità della conservazione di una identità culturale, la nostra, della sua trasformazione e di una sua possibile rifondazione. “Il periodo storico che stiamo vivendo fa sentire ciascuno di noi come Achei lanciati alla distruzione di città e contemporaneamente come Troiani alla deriva. Il nostro volto sempre più assume su di sé il volto del conquistatore insieme a quello dello sconfitto. Giochiamo entrambi i ruoli, alternativamente, nella ruota della storia. Oggi essi però sembrano darsi contemporaneamente. Siamo i distruttori del pianeta e insieme, proprio per questo, attraverso i cambiamenti climatici, le guerre e le pandemie, le vittime di questa distruzione. E nella terribile condizione dei migranti sta insieme l’origine e il destino della nostra civiltà e della necessità di una sua possibile rifondazione…”
Il Teatro del Lemming, che torna a Teatri di Vita dopo diverse altre occasioni nelle scorse stagioni, è da tempo riconosciuto come uno dei gruppi di punta del nuovo teatro italiano ed europeo, fondatore di una originale poetica di coinvolgimento chiamata teatro dello spettatore, che rifugge la massa e ricerca una relazione intima e personale con ciascun individuo. La compagnia, guidata da Massimo Munaro, ha vinto numerosi premi tra cui il Premio Totola, il Premio Piccoli Palcoscenici, il Premio Ubu Giuseppe Bartolucci e il Silver Snowflake al Sarajevo Winter Festival.
“Cuore di mito”, una settimana a spasso nella mitologia






