FORLÌ-CESENA – RIMINI – “Prendendo spunto dai dati del rapporto “Io sono cultura”, che racconta il valore economico e sociale delle imprese che operano nel settore culturale e creativo, desidero rivolgere un pensiero a tutte le persone che in questo momento stanno lavorando per animare le nostre piazze e i nostri teatri in queste ore di festa – dichiara Carlo Battistini, presidente della Camera di commercio della Romagna -. Il Sistema produttivo culturale e creativo naturalmente non è solo svago, ma un’industria vera e propria che nel nostro territorio ha superato la soglia del miliardo di euro di valore prodotto. Dietro ogni evento, ogni allestimento e ogni innovazione digitale, ci sono competenze straordinarie: dai professionisti del design e della comunicazione a chi opera nelle performing arts. I dati 2024 relativi all’intero Sistema ci consegnano un quadro di crescita per le imprese e l’occupazione e, sebbene le incidenze sulla ricchezza totale siano ancora leggermente inferiori alle medie nazionali, la vitalità del nostro ‘core cultura’ (+1,2% di imprese) supera la media regionale. Questo ci dice che la strada è quella giusta: la cultura è il lievito che accresce il valore di tutto il nostro sistema produttivo.”
Sistema produttivo culturale e creativo (Spcc): Romagna – Forlì-Cesena e Rimini
In base ai dati di fonte Unioncamere, Istituto Tagliacarne e Fondazione Symbola, elaborati dall’Osservatorio economico e sociale della Camera di commercio della Romagna, nel 2024 nell’area Romagna – Forlì-Cesena e Rimini sono 3.857 le imprese del “core cultura” (attività generanti ricchezza e occupazione, direttamente riconducibili ai settori culturali e creativi): il 52,7% sono attività afferenti al mondo dei servizi (architettura, design e comunicazione), il 34,9% attività di produzione di beni e servizi culturali replicabili (audiovisivo e musica, videogiochi e software, editoria e stampa), il 12,3% attività di performing arts e arti visive (quelle legate a beni e servizi culturali non riproducibili, tipo gli spettacoli dal vivo) e lo 0,1% attività connesse alla conservazione e valorizzazione del patrimonio storico e artistico. Rispetto al 2023 si rileva un incremento dell’1,2% delle imprese del “core cultura”, superiore a quello regionale (+0,9%) ma più basso della variazione nazionale (+1,8%).
Per quel che riguarda il lavoro, nel 2024 si riscontrano 11,6 mila occupati nelle imprese del “core cultura” (+0,5% sul 2023) e 5,9 mila occupati nelle imprese del “creative driven” (imprese non appartenenti alla filiera, che impiegano contenuti e competenze culturali per accrescere il valore dei propri prodotti) (+1,3%). Nel confronto con l’anno precedente, i 17,5 mila occupati del Sistema produttivo culturale e creativo sono in aumento (+0,8%).
In termini di incidenza degli occupati del Spcc sul totale dell’occupazione (4,9%), questa risulta essere inferiore a quella regionale (5,9%) e nazionale (5,8%).
Per quel che concerne la ricchezza prodotta, nel 2024 il valore aggiunto delle imprese del “core cultura” ammonta a 667 milioni di euro (stabile sul 2023) mentre quello delle imprese del “creative driven” si attesta sui 351 milioni di euro (+2,6%). Nel complesso, i 1.019 milioni di euro di valore aggiunto del Sistema produttivo culturale e creativo sono tendenzialmente in crescita (+0,9%).
In termini di incidenza della ricchezza del Spcc sul totale della ricchezza prodotta (4,1%), come per gli occupati, anche questa risulta inferiore a quella dell’Emilia-Romagna (5,3%) e dell’Italia (5,7%).
Sistema produttivo culturale e creativo (Spcc): focus provinciale Forlì-Cesena
In base ai dati di fonte Unioncamere, Istituto Tagliacarne e Fondazione Symbola, elaborati dall’Osservatorio economico e sociale della Camera di commercio della Romagna, nel 2024 in provincia di Forlì-Cesena sono 1.895 le imprese del “core cultura” (attività generanti ricchezza e occupazione, direttamente riconducibili ai settori culturali e creativi): il 52,3% sono attività afferenti al mondo dei servizi (architettura, design e comunicazione), il 35,9% attività di produzione di beni e servizi culturali replicabili (audiovisivo e musica, videogiochi e software, editoria e stampa), l’11,7% attività di performing arts e arti visive (quelle legate a beni e servizi culturali non riproducibili, tipo gli spettacoli dal vivo) e lo 0,1% attività connesse alla conservazione e valorizzazione del patrimonio storico e artistico. Rispetto al 2023 si rileva una crescita dell’1,1% delle imprese del “core cultura”, superiore a quella regionale (+0,9%) ma più bassa della variazione nazionale (+1,8%).
Per quel che riguarda il lavoro, nel 2024 si riscontrano 5,9 mila occupati nelle imprese del “core cultura” (+2,3% sul 2023) e 3,4 mila occupati nelle imprese del “creative driven” (imprese non appartenenti alla filiera, che impiegano contenuti e competenze culturali per accrescere il valore dei propri prodotti) (+0,1%). Nel confronto con l’anno precedente, i 9,3 mila occupati del Sistema produttivo culturale e creativo sono in aumento (+1,5%).
In termini di peso degli occupati del Spcc sul totale dell’occupazione (4,9%), questo risulta essere inferiore a quello regionale (5,9%) e nazionale (5,8%). Nella classifica nazionale, stilata su 107 province, Forlì-Cesena si piazza al 41° posto per relativa incidenza (primi tre posti: Milano, Firenze, Roma); sesta posizione, invece, assieme a Rimini, nella classifica regionale (dopo Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza).
Per quel che concerne la ricchezza prodotta, nel 2024 il valore aggiunto delle imprese del “core cultura” ammonta a 332 milioni di euro (+1,5% sul 2023) mentre quello delle imprese del “creative driven” si attesta sui 198 milioni di euro (+2,6%). Nel complesso, i 531 milioni di euro di valore aggiunto del Sistema produttivo culturale e creativo sono tendenzialmente in crescita (+2,3%).
In termini di peso della ricchezza del Spcc sul totale della ricchezza prodotta (3,8%), come per gli occupati, anche questo risulta inferiore a quello dell’Emilia-Romagna (5,3%) e dell’Italia (5,7%). Nella classifica nazionale, sempre su 107 province, Forlì-Cesena occupa il 57° posto per relativa incidenza (primi tre posti: Milano, Gorizia, Roma); ottava posizione, invece, nella classifica regionale (dopo Modena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Rimini, Piacenza e Ravenna).
Sistema produttivo culturale e creativo (Spcc): focus provinciale Rimini
In base ai dati di fonte Unioncamere, Istituto Tagliacarne e Fondazione Symbola, elaborati dall’Osservatorio economico e sociale della Camera di commercio della Romagna, nel 2024 in provincia di Rimini sono 1.962 le imprese del “core cultura” (attività generanti ricchezza e occupazione, direttamente riconducibili ai settori culturali e creativi): il 53,1% sono attività afferenti al mondo dei servizi (architettura, design e comunicazione), il 34,0% attività di produzione di beni e servizi culturali replicabili (audiovisivo e musica, videogiochi e software, editoria e stampa), il 12,8% attività di performing arts e arti visive (quelle legate a beni e servizi culturali non riproducibili, tipo gli spettacoli dal vivo) e lo 0,1% attività connesse alla conservazione e valorizzazione del patrimonio storico e artistico. Rispetto al 2023 si rileva un incremento dell’1,3% delle imprese del “core cultura”, superiore a quello regionale (+0,9%) ma più basso della variazione nazionale (+1,8%).
Per quel che riguarda il lavoro, nel 2024 si riscontrano 5,7 mila occupati nelle imprese del “core cultura” (-1,4% sul 2023) e 2,6 mila occupati nelle imprese del “creative driven” (imprese che non appartengono alla filiera ma che impiegano contenuti e competenze culturali per accrescere il valore dei propri prodotti) (+2,8%). Nel confronto con l’anno precedente, gli 8,2 mila occupati del Sistema produttivo culturale e creativo sono sostanzialmente stabili (-0,1%).
In termini di peso degli occupati del Spcc sul totale dell’occupazione (4,9%), questo risulta essere inferiore a quello regionale (5,9%) e nazionale (5,8%). Nella classifica nazionale, stilata su 107 province, Rimini si piazza al 41° posto per relativa incidenza (primi tre posti: Milano, Firenze, Roma); sesta posizione, invece, assieme Forlì-Cesena, nella classifica regionale (dopo Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza).
Per quel che concerne la ricchezza prodotta, nel 2024 il valore aggiunto delle imprese del “core cultura” ammonta a 335 milioni di euro (-1,5% sul 2023) mentre quello delle imprese del “creative driven” si attesta sui 153 milioni di euro (+2,7%). Nel complesso, i 488 milioni di euro di valore aggiunto del Sistema produttivo culturale e creativo sono tendenzialmente in lieve calo (-0,6%).
In termini di peso della ricchezza del Spcc sul totale della ricchezza prodotta (4,3%), come per gli occupati, anche questo risulta inferiore a quello dell’Emilia-Romagna (5,3%) e dell’Italia (5,7%). Nella classifica nazionale, sempre su 107 province, Rimini occupa il 45° posto per relativa incidenza (primi tre posti: Milano, Gorizia, Roma); quinta posizione, invece, nella classifica regionale (dopo Modena, Bologna, Reggio Emilia e Parma).
Fonte: Unioncamere – Istituto Tagliacarne – Fondazione Symbola
Elaborazioni: Osservatorio economico e sociale della Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini” a cura dell’Ufficio Informazione economica
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