MODENA – Teatro delle Passioni
Via Antonio Peretti, 9 – Modena
dal 10 al 15 febbraio
martedì, mercoledì e venerdì ore 20.30 – giovedì e sabato ore 19.00 – domenica ore 18.00
Crave
di Sarah Kane
traduzione Barbara Nativi
regia e interpretazione Leda Kreider
produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, TrentoSpettacoli
durata 1 ora e 15 minuti
spettacolo in italiano e inglese con sovratitoli in italiano
prima assoluta
L’attrice e regista italoamericana Leda Kreider, Premio Mariangela Melato per giovani attori nell’ambito del Premio Hystrio 2025, incontra la scrittura intensa della drammaturga britannica Sarah Kane. Autrice tra le più influenti della scena europea contemporanea e scomparsa suicida a soli 28 anni, ha lasciato opere capaci di dare voce alle zone più fragili e contraddittorie dell’esperienza umana, aprendo nuovi linguaggi e forme per il teatro del presente.
Dal 10 al 15 febbraio (martedì, mercoledì e venerdì ore 20.30; giovedì e sabato ore 19.00; domenica ore 18.00) al Teatro delle Passioni di Modena va in scena in prima assoluta Crave: un intreccio di quattro voci dal ritmo musicale sincopato, quasi jazz. Una produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale e TrentoSpettacoli.
«Sarah Kane crea immagini vivide, cesellate – afferma Leda Kreider – e le sfrutta per sprofondare all’interno di crepe scoscese, squarciando con violenza e ironia cupe zone d’ombra interiori. L’andamento della narrazione segue una continua pulsazione emotiva: le relazioni intessute tra le voci rendono estremamente necessarie le parole date, che fuoriescono come schegge di un pensiero viscerale».
In un’intervista Sarah Kane afferma a proposito di Crave: «personalmente non riscrivo molto durante le prove, però riscrivo sempre qualcosa. Certe volte è necessario sentire le battute per capire se vanno bene oppure no. In modo particolare con Crave riuscivo a sentire quando potevo migliorare la musicalità del linguaggio. Normalmente quando scrivo so quello che una battuta vuole dire. Con Crave, invece, seguivo il ritmo senza sapere cosa avrei detto. Un paio di volte, ho usato un codice musicale, indicando solo il ritmo senza le parole».
Crave è stato tradotto con Febbre ma significa desiderio, bramosia, fame in un certo senso. Quando si traspone un testo in un’altra lingua cosa si perde? Cosa si trasforma? Cosa emerge con più chiarezza nel passaggio da una lingua all’altra?
«Oggi è necessario tornare a dare importanza alla Parola» commenta Leda Kreider: il linguaggio è centrale in questo testo. Sarah Kane riprende l’uso delle lingue straniere e il meccanismo dell’intertestualità da La terra desolata di T. S. Eliot: rielabora un nuovo linguaggio amalgamando frammenti letterari e citazioni religiose.
Sola in scena, Leda Kreider interpreta A (Adult/Abuser/Author), B (Boy), C (Child) e M (Mother), quattro voci considerate come la suddivisione di un’unica personalità: la lingua di C resta in inglese così da far dialogare l’italiano con la lingua madre del testo. Le quattro voci abitano lo spazio scenico, un ambiente semplice sul tono del bianco che restituisce l’idea di un flusso emotivo in costante movimento. Oltre alla scenografia – ideata da Paolo di Benedetto – e alla centralità della parola, anche la partitura sonora ha un ruolo essenziale: curata dal sound designer Gianluca Agostini e dalla violinista Virginia Sutera, diventa una sorta di quinta voce che interviene, sostiene e sorprende l’attrice.
Fondamentale la partitura delle immagini, elaborata da Raffaella Rivi, che si intreccia strettamente con la scansione del testo ed espande la visione del ricordo.
«È importante riportare al centro di una discussione culturale e teatrale il tema della complessità dei linguaggi che ci circondano attraverso le parole di una drammaturgia contemporanea: grazie a un’analisi approfondita di un testo come Crave, pregno di significati legati alla letteratura e a una profonda emotività, si può forse aprire un’indagine complessa sul tema dell’amore, del desiderio e della morte, e cercare di recuperare un ascolto più profondo di sé e dell’altro, attraverso la ritualità del teatro».
«Lo studio del testo – si legge nelle note di regia di Leda Kreider – offre una prospettiva di analisi che apre molte possibilità.
Le battute dei personaggi “giovani” sembrano essere quelle dei personaggi “adulti”, ma in una fase precedente. Ciò che viene detto di A e ciò che effettivamente dice A è l’evoluzione di ciò che viene detto di B e di ciò che dice B, stesso principio nel rapporto tra C e M.
I componenti delle due coppie — A e C, M e B — si trovano, quindi, in due “epoche” diverse, ma, al tempo stesso, nel mezzo di un rapporto incrociato che ci infila in un loop temporale, un cerchio, dal quale è impossibile uscire, basato su brama (“crave”) e violenza.
M si rapporta con B che diventerà A che si sta rapportando con C che diventerà M, e quindi B si rapporta con M che è stata C che si rapporta con A che è stato B, e così andando avanti all’infinito.
E noi, dal testo, potremmo intuire che A ed M sono le versioni “corrotte” delle due figure giovani. Quindi da chi sono stati creati i mostri?
D’altronde anche Sarah Kane lo chiede: è nato prima l’uovo o la gallina?».
Tournée 2025/2026
17 febbraio 2026, Teatro Cuminetti – Trento
Leda Kreider italoamericana (Marostica – VI) classe 1991, si diploma all’Accademia del Teatro Verdi di Padova nel 2014 e alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano sotto la direzione di Carmelo Rifici nel 2017.
Tra le varie esperienze formative studia con Luca Ronconi, Mauro Avogadro, Michele Abbondanza, Peter Stein, Fausto Paravidino, Massimo Popolizio, Annamaria Guarnieri, Pupi Avati, Lucia Calamaro, Massimiliano Civica.
Dopo il periodo accademico prende parte allo spettacolo Uomini e No al Piccolo Teatro di Milano con la regia di Carmelo Rifici, con il quale debutterà nuovamente a gennaio 2020 in Macbeth, le cose nascoste al LAC di Lugano. È Porzia in Giulio Cesare di Shakespeare, con la regia di Alex Rigola, al Teatro Stabile del Veneto. Aderisce al progetto di movimento espressivo Choros di Alessio Maria Romano.
Nel luglio 2018 debutta alla Biennale Teatro di Venezia in Orestea – Agamennone, Schiavi, Conversio della Compagnia Anagoor, regia di Simone Derai, in scena anche a Parigi e Mulheim. Con Anagoor torna a collaborare nel 2022 con lo spettacolo Ecloga XI, ospite a VIE Festival 2022.
Ha seguito come collaboratrice-assistente alla regia Cuore di Cane, regia di Giorgio Sangati al Piccolo Teatro di Milano, e Se Questo è un Uomo, regia di Valter Malosti al TPE di Torino.
A maggio 2019 debutta al Teatro Fabbricone di Prato nel ruolo di Margherita in Scene da Faust con la regia di Federico Tiezzi. Nel 2020 al Teatro della Tosse di Genova cura il movimento per gli attori ne I Rifiuti, la Città e la Morte di Fassbinder con la regia di Giovanni Ortoleva, con il quale torna a lavorare nel 2022 in Lancillotto e Ginevra. Nel 2021 incontra Laura Sicignano allo Stabile di Catania e partecipa allo spettacolo Donne in Guerra, e nel 2022 in Ifigenia in Tauride al Teatro Greco di Siracusa diretta da Jacopo Gassmann. Nel 2023 e 2024 è protagonista con Anna Bonaiuto, Sandro Lombardi, Marco Foschi e Anna Della Rosa in PRIMA e DURANTE, scritti e diretti da Pascal (debutto al Piccolo Teatro Grassi di Milano). Nel 2024 è Lisa in Demoni diretta da Claudio Autelli per il CTB di Brescia, dove ritorna anche con Interrogatorio a Maria di Giovanni Testori diretta da Paolo Bignamini. Nel 2025 è Catherine in Improvvisamente L’Estate Scorsa di Tennessee Williams, con la regia di Stefano Cordella, produzione LAC di Lugano e Teatro Carcano. Sta lavorando insieme ad Antonio Perretta al suo secondo progetto di regia, Hamlet – Cronache dall’Interzona, dall’opera di Pasquale Stanziale, per il quale ha vinto il Bando Vene.re 2025, spettacolo ora in produzione con il Teatro di Menotti di Milano. Inizia a sperimentare la scrittura per il teatro in un laboratorio con Lucia Calamaro, Angela Demattè e incontra Monica Capuani durante un workshop sulla drammaturgia contemporanea inglese. È nel cast di alcune serie televisive diretta da Andrea Molaioli in Bella da Morire e Fedeltà, Matteo Rovere in Romulus e Carlo Carlei in Fiori Sopra L’Inferno per Rai 1 ed è nel film Pluto diretta da Renzo Carbonera.
A settembre 2025 riceve il Premio Mariangela Melato per giovani attori nell’ambito del Premio Hystrio.
Crave
di Sarah Kane
traduzione Barbara Nativi
regia e interpretazione Leda Kreider
assistente alla regia Antonio Perretta
scene Paolo di Benedetto
progetto sonoro Gianluca Agostini
musiche composte ed eseguite al violino Virginia Sutera
visual Raffaella Rivi
luci Lorenzo Maugeri
produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, TrentoSpettacoli
progetto selezionato nell’ambito del bando Maturazione 2024, parte dell’Accordo di Programma tra Regione Veneto e Teatro Stabile del Veneto per la realizzazione del Progetto Te.S.eO. Veneto – Teatro Scuola e Occupazione (DGR n.1646 del 19 dicembre 2022)
Biglietteria
Tel. 059 2136021 | biglietteria@emiliaromagnateatro.com
Aperta dal martedì al sabato ore 10.00 – 14.00; martedì e sabato anche ore 16.30-19.00
Vendita online: modena.emiliaromagnateatro.com | www.vivaticket.com
Biglietti:17 / 9 €
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