Coronavirus, scendono in campo le Unità Speciali di Continuità Assistenziale

Team di medici in tutta la provincia dedicati all’assistenza domiciliare dei pazienti positivi che non necessitano di ricovero ospedaliero. Al via a Carpi e Vignola, prossime attivazioni sugli altri distretti

MODENA – Per contrastare un’emergenza straordinaria servono risposte straordinarie. Come quella messa in campo dall’Azienda USL di Modena, insieme ai sindacati FIMMG e SNAMI per la Continuità Assistenziale, da un lato, e dall’altro con SUMAI per la specialistica ambulatoriale, che ha portato all’istituzione delle cosiddette Unità Speciali di Continuità Assistenziale (Usca), dedicate all’assistenza domiciliare di pazienti con sintomi sospetti per covid-19 o pazienti già noti come positivi, isolati a domicilio o dimessi dagli Ospedali.

Formate da medici di continuità assistenziale, medici che frequentano il corso di formazione specifica regionale in medicina generale, medici specialisti ambulatoriali che hanno dato la loro disponibilità e medici iscritti all’Ordine dei medici di Modena e che si avvalgono della collaborazione di infermieri ed altri operatori sanitari, le Usca della provincia di Modena saranno dislocate sul territorio con l’obiettivo di ampliare il più possibile le fasce orarie di attività.

In questi giorni la prima Usca è partita a Carpi, una delle realtà che hanno avuto da subito un gran numero di persone covid-19 positive in isolamento, e da venerdì è attiva anche a Vignola. Nei prossimi giorni prenderanno il via in tutta la provincia, mentre l’Azienda sta acquisendo progressivamente le disponibilità dei diversi professionisti.

“L’istituzione delle Unità Speciali – spiega Anna Franzelli, direttrice del Dipartimento di cure primarie – è volta a rafforzare la gestione dell’emergenza sanitaria per l’epidemia da coronavirus nell’ambito dell’assistenza territoriale, e si affianca e potenzia il preziosissimo lavoro dei Medici di medicina generale, Pediatri di libera scelta e Medici di continuità assistenziale, a cui il cittadino dovrà continuare a rivolgersi per problemi di salute e che svolgeranno un’importante azione di valutazione diagnostica iniziale. Dobbiamo davvero ringraziare tutti i professionisti che hanno dato la loro disponibilità a collaborare a questa preziosa attività per i nostri cittadini”.

Sarà infatti il Medico di Medicina Generale, il Pediatra o il medico di Continuità Assistenziale ad attivare l’Unità Speciale che, anche dopo un primo contatto telefonico con il paziente, programma l’intervento a domicilio, raccordandosi, se necessario, con il Dipartimento di Sanità Pubblica. Il medico dell’Unità Speciale può disporre la permanenza al domicilio e il monitoraggio del paziente a casa propria, ma anche gli accertamenti diagnostici veloci, o in caso di condizioni cliniche critiche attivare il 118 e quindi il ricovero.

Come previsto dall’accordo sindacale, sottoscritto nei giorni scorsi, l’Azienda USL metterà a disposizione dei medici delle Usca un’auto e ambienti – non accessibili al pubblico – dedicati alle attività di documentazione, ricezione delle chiamate, inserimento dati. Inoltre, tramite il Dipartimento di Cure Primarie, provvederà al rifornimento dei kit con i dispositivi di protezione individuale necessari.