Controllo della qualità dell’aria a Cesena

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La replica dell’Assessora Lucchi al consigliere Valletta

comune-cesenaCESENA – La dichiarazione di Francesca Lucchi, Assessore alla Sostenibilità Ambientale ed Europa del Comune di Cesena:

“Nel suo intervento ripreso oggi dalla stampa locale, il Consigliere Vittorio Valletta dichiara di ritenere non valide e, quindi, inattendibili le misure della qualità dell’aria registrate dalla stazione di rilevamento cesenate. Tali dichiarazioni ci rendono a dir poco perplessi: riteniamo, infatti, che il Consigliere Valletta, per motivi professionali, conosca bene il funzionamento della rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria, la cui gestione è affidata all’Arpae e, quindi, sappia che la centralina oggetto delle sue critiche è collocata in una posizione di riferimento, in contesto altamente urbanizzato ed idoneo alle misurazioni.

Ci spiace pertanto dover smentire le sue affermazioni, ma soprattutto ci spiace che venga strumentalizzato un tema di tale importanza, per fare polemica sterile. Dalla qualità dell’aria dipendono basilari aspetti di salute pubblica, che vanno tutelati a tutti i costi; con la sua attività di monitoraggio, Arpae svolge su questo fronte un ruolo fondamentale di supporto, sul quale crediamo sia concorde anche il Consigliere Valletta.

Quello che ci preme di più è tranquillizzare i cittadini: il controllo sulla qualità dell’aria in città è svolto in modo serio ed efficace, e non è la posizione della centralina a fare la differenza. Ma soprattutto c’è l’impegno comune di mettere in campo tutte le azioni possibili per migliorarla.

Ed è indispensabile che ci sia un impegno condiviso di tutto il territorio, perché l’aria non riconosce i confini amministrativi e, per definizione, si muove! E potremmo aggiungere ‘purtroppo’, ma anche ‘per fortuna’.

Purtroppo, perché, trovandoci ai margini del Bacino Padano, si ripercuotono anche su di noi le criticità diffuse in quest’area, che per caratteristiche orografiche e condizioni meteo climatiche non favorisce il ricircolo naturale dell’aria, con tutti i problemi che si sono evidenziati anche nell’ultimo periodo.

Ma per fortuna le condizioni meteo degli ultimi due giorni hanno permesso il ricircolo e contribuito a ridurre i valori di inquinanti, dopo i picchi degli ultimi giorni. Così, dopo tre giorni di eccezionali sforamenti, a Cesena da ieri è tornata la normalità, registrando un valore di PM10, pari alla soglia consentita (50 microgrammi/mc).

Certamente, il tema della qualità dell’aria richiede un forte impegno delle singole città, ma soprattutto va affrontato e risolto su scala globale, con azioni sinergiche. E’ questo che sta svolgendo la Regione Emilia Romagna, attraverso l’Accordo di Bacino, sottoscritto con le altre Regioni coinvolte, prevedendo un forte impegno all’interno del Piano Integrato Aria; ed è quello che si è cercato di fare nella giornata di ieri, attraverso una convocazione straordinaria della cabina di regia presieduta dall’Assessore Gazzolo, per la qualità dell’aria a cui tutti i comuni sopra i 30.000 abitanti hanno partecipato.

In quest’ottica di sistema, in cui le misure e gli sforamenti di particolato prevedono dinamiche regionali e sovraregionali, fa sorridere come il Consigliere Valletta, noto per altro per le sue competenze tecniche, ponga l’accento sul dettaglio puntuale. E’ evidente a chiunque che le misurazioni non possano dare risultati attendibili e utili alla definizione di strategie ad ampio raggio e su grande scala, nè se misurate in un punto di particolare traffico, nè in un punto di particolare quiete. Nello specifico la centralina di Cesena è collocata in Piazzale G. Franchini Angeloni, a metà strada tra Viale Bovio e Via Gaspare Finali, e rispettivamente ad un centinaio di metri di distanza da entrambe.

Preme inoltre evidenziare come, parlando di inquinanti, si è solitamente portati a parlare solamente di traffico. Il consigliere Valletta dovrebbe sapere che le polveri sottili formate dai trasporti influiscono mediamente per il solo 45% delle componenti totali, mentre mediamente il 40% è prodotto dalle varie forme di riscaldamento, il 12% è derivante dall’industria ed il restante 3% è di derivazione agricola. Con una visione d’insieme è chiaro come non esista una singola posizione ottimale di misurazione degli inquinanti, ma che a prescindere dalla posizione, si possano fare ragionamenti a livello complessivo, monitoraggi periodici che mostrino andamenti nel tempo e, soprattutto definire e validare nuove azioni.

Fin qui, si è fatto molto a Cesena, se ne è discusso ampiamente anche nella cabina di regia regionale, che ci pone come una delle città più attive (ad esempio, siamo l’unica che ha una così forte esperienza e risultati con il progetto dei parcheggi scambiatori). Le attività condotte negli ultimi anni hanno portato ad una trend di costante riduzione del numero annuale di sforamenti sul nostro territorio. Questo aspetto, in sinergia con le azioni e le politiche di questi anni (tra le quali anche la chiusura di Piazza della Libertà), ci hanno consentito di confermare la nostra intenzione di non risolvere l’emergenza con ulteriori ordinanze, in aggiunta a quella che è già in vigore dal 1 ottobre, come invece succederà in questi giorni negli altri comuni, ma di affermare il nostro impegno nel mettere in piedi nuove attività strutturali, che mirino ad un miglioramento complessivo durante tutto il corso dell’anno.”