Dobbiamo lavorare insieme per fare in modo che le nostre imprese e i nostri lavoratori acquisiscano le competenze necessarie per utilizzare le tecnologie digitali e l’IA e allo stesso tempo, incentivare gli investimenti in tecnologia e digitalizzazione che sono la chiave per aumentare la produttività e quindi la nostra competitività.
La questione dei dazi, che sta giustificatamente monopolizzando la nostra attenzione, non va certo sottovalutata, ma mentre tutta l’attenzione è rivolta verso i rapporti con gli USA e le sue politiche dirompenti non deve sfuggire un dato.
Il PIL del mondo nel 2023 è stato di 105 trilioni di dollari, con gli Stati Uniti prima economia con 26,9 mila miliardi di dollari ma al secondo posto la Cina con 19,4 trilioni. Da notare che l’UE complessivamente sarebbe la terza con 17 mila miliardi di dollari. Senza la UE aggregata, il Giappone segue con 4,4 trilioni e la Germania con 4,3 trilioni. L’Italia contribuisce con 2,2 mila miliardi di dollari ed un export pari ad un terzo del PIL.
Mentre l’export della Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) verso gli USA ha rappresentato nel 2024 il 9%, cioè 669 milioni su 7,4 miliardi con un calo del 21% rispetto all’anno precedente, quello verso la Cina è stato di 108 milioni, l’1,8% da Forlì-Cesena (-19,2%) e l’1% da Rimini (-32,2%). Ricordo che esportiamo verso l’Europa circa il 70% del totale.
Nello stesso tempo l’import dalla Cina ha raggiunto i 529 milioni di euro, oltre il 13% dell’import totale di Forlì-Cesena e Rimini.
Analoga tendenza, con qualche differenza percentuale, si registra anche a livello nazionale e regionale.
Dunque, all’attenzione giustamente rivolta verso il “problema dazi USA” va affiancata quella posta sui rapporti con la terza economia mondiale, la Cina. Sta infatti avvenendo che l’abbondante capacità produttiva cinese che trova meno sbocchi verso gli Stati Uniti, si riversi verso l’Europa creando ulteriore difficoltà proprio mentre le nostre imprese si trovano ad affrontare la doppia transizione ed una bassa crescita.
La politica di potenza degli Stati Uniti Uniti ha fatto pesantemente irruzione nei rapporti internazionali ed economici; perciò, l’Unione Europea senza timidezza deve affrontare insieme ai Governi nazionali la sfida di mantenere il proprio ruolo di terza economia del mondo. Le nostre imprese hanno bisogno che sia riequilibrato il rapporto con la Cina in parallelo alla negoziazione dell’accordo con gli USA, sia in tema di tariffe sia in tema di regolazione del mercato.”
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