Contrasto alla violenza di genere: Rimini investe 34 mila euro per rafforzare il sostegno psicologico alle donne
Municipio di Rimini- L’Opinionista x Emiliaromagnanews24
RIMINI – Il Comune di Rimini mette in campo 34 mila euro per potenziare il sostegno psicologico rivolto alle donne che stanno uscendo da situazioni di violenza. Le risorse, assegnate dalla Regione Emilia‑Romagna e distribuite tra il 2026 e il 2027, consentono di ampliare gli interventi del Centro antiviolenza comunale e delle Case rifugio, con nuovi percorsi dedicati alla fase più fragile e decisiva del cammino di autonomia.
Negli ultimi anni il Centro antiviolenza accoglie circa 250–300 donne l’anno, attivando percorsi psicologici dedicati anche ai figli e garantendo, insieme alle Case rifugio, migliaia di notti di ospitalità. È un quadro che conferma un bisogno crescente di sostegno, soprattutto nel momento in cui le donne scelgono di interrompere la violenza e ricostruire la propria vita.
Le nuove risorse permetteranno di attivare interventi aggiuntivi rispetto a quelli già coperti dal Fondo statale per le pari opportunità: gruppi di auto‑aiuto, laboratori di mindfulness, attività dedicate alla genitorialità resiliente, percorsi mamma‑figli, psicomotricità per bambine e bambini, mediazione interculturale e un incremento delle ore dello sportello psicologico del Centro antiviolenza. Il servizio sarà gestito da Rompi il Silenzio APS, affidataria dei servizi del Centro antiviolenza e delle Case rifugio fino al 2027, con erogazione delle risorse sulla base delle attività svolte e rendicontate secondo la convenzione in essere.
«Uscire dalla violenza – sottolinea Chiara Bellini, vicesindaca con delega alle politiche di genere – è un atto di libertà e coraggio che richiede presenza istituzionale e continuità. Il sostegno psicologico è il luogo in cui le donne possono rimettere ordine nelle ferite subite e costruire strumenti nuovi per riprendere in mano la propria vita, e dove i figli trovano spazi protetti e figure capaci di accompagnarli nella ricostruzione emotiva. Rimini continua a investire in una rete che non le lascia sole, riconoscendo nella loro scelta di ricominciare un gesto di autodeterminazione che riguarda l’intera comunità.»