Per ora, ha specificato l’assessora Urbelli, “non esiste per i farmacisti la possibilità di dichiararsi obiettori di coscienza anche se esiste una discussione aperta sul tema ed è stato depositato un disegno di legge in proposito. Le farmacie hanno comunque dichiarato la disponibilità a valutare un’eventuale dichiarazione di obiezione da parte dei dipendenti purché questa non sia in conflitto di interessi con il diritto dei cittadini a ottenere il farmaco richiesto. Oltre a garantire questo diritto – ha proseguito – le Farmacie comunali favoriscono l’educazione e l’informazione a un corretto uso dei farmaci. Nel caso della contraccezione d’emergenza, le Farmacie comunali promuovono il protocollo di indirizzo realizzato dal Sifac, la Società italiana di farmacia clinica, uscito a marzo, che ha lo scopo di garantire un approccio uniforme e scientifico all’utilizzo della pillola anticoncezionale d’emergenza”.
Nella replica la consigliera Venturelli si è dichiarata “soddisfatta e anche rincuorata dalla risposta” affermando che “bisognerebbe estendere il ragionamento anche a tutte le altre farmacie cittadine”.
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