Modena

Laura Marinoni in Improvvisamente l’estate scorsa dal 12 al 15 marzo al Teatro Storchi di Modena

Improvvisamente l’estate scorsa foto di Luca Del Pia (1)

MODENA – Teatro Storchi
Largo Garibaldi, 15 – Modena

dal 12 al 15 marzo
giovedì e venerdì ore 20.30 – sabato ore 19.00 – domenica ore 16.00

Laura Marinoni / Stefano Cordella / Tennessee Williams
Improvvisamente l’estate scorsa

di Tennessee Williams
traduzione Monica Capuani
regia Stefano Cordella
con (in o.a.) Elena Callegari, Ion Donà, Leda Kreider, Laura Marinoni, Edoardo Ribatto

durata 1 ora e 45 minuti

Il regista, autore, psicologo e formatore teatrale Stefano Cordella sceglie di misurarsi con Improvvisamente l’estate scorsa di Tennessee Williams, in scena al Teatro Storchi di Modena dal 12 al 15 marzo (giovedì e venerdì ore 20.30, sabato alle 19.00 e domenica alle 16.00).
Uno dei testi più autobiografici dell’autore americano ispirato all’intervento di lobotomia della sorella Rose, avvenuto nel 1943 con il consenso della madre. Un dramma carico di simboli e visioni che si sviluppa come una sorta di thriller psicologico con un cast di cui è protagonista Laura Marinoni e composto da Elena Callegari, Ion Donà, Leda Kreider e Edoardo Ribatto. A firmare la traduzione è Monica Capuani, studiosa che indaga la scena anglofona da anni.

Sabato 14 marzo alle ore 16.30 appuntamento con il ciclo Conversando di teatro promosso da ERT e Associazione Amici dei Teatri Modenesi. La compagnia incontra il pubblico presso il Teatro Storchi, modera Angela Albanese, docente di Letterature comparate Università di Modena e Reggio Emilia, Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali, con ospite Chiara Molinari, cultrice di Letterature comparate Università di Modena e Reggio Emilia e studiosa di teatro.

Il motore narrativo del testo è il mistero che ruota attorno all’improvvisa morte di Sebastian ed è giocato sulle versioni contrapposte delle due donne protagoniste: Violet, la madre di Sebastian, e Catherine, la cugina che ha trascorso con lui l’ultima estate a Cabeza de Lobo. Al dottor Sugar, lo psichiatra incaricato di operare di lobotomia la giovane Catherine, spetta il compito di indagare la verità. Miss Violet è disposta a tutto pur di far tacere la nipote che ha assistito alla morte del figlio e difendere la reputazione di Sebastian e della famiglia.
«Tanti elementi del testo – scrive Stefano Cordella nelle note di regia – rimandano alla creazione (artistica, biblica, biologica) e alla pulsione di morte. L’esperienza della psicoanalisi e l’avvicinamento alla religione cattolica hanno sicuramente avuto un grande impatto in quegli anni sulla scrittura di Williams, che lui definisce “emotivamente autobiografica”. I personaggi sono ispirati ai suoi famigliari e ad alcuni eventi significativi della sua vita: la malattia della sorella Rose, il rapporto simbiotico con la madre, l’esaurimento nervoso, i viaggi “spirituali”, la sessualità. Approfondire i dettagli della biografia dell’autore, scoprirne i tormenti e le fragilità, mi ha permesso di mettere meglio a fuoco quella sensazione da cui sono stato attraversato la prima volta che ho letto il testo: un grande atto di espiazione e purificazione dal dolore. C’è qualcosa di catartico nella violenza, nella brutalità che Williams sprigiona nel racconto finale di Catharine».

Come spesso accade nei testi di Williams, il conflitto tra apparenza e verità diventa centrale nello sviluppo della storia ma qui assume contorni ancora più inquietanti e ancestrali, a partire dall’ambientazione: un giardino/giungla tropicale davanti alla villa di famiglia dove Sebastian, aspirante poeta, trascorreva la maggior parte del tempo a comporre le sue opere, tra piante carnivore e uccelli predatori.
«Per poter evocare le “visioni” presenti nel testo – prosegue Stefano Cordella – abbiamo immaginato un impianto scenico che mescolasse piani temporali e spaziali: il giardino-giungla diventa l’inconscio dell’autore Williams e, allo stesso tempo, del poeta Sebastian. Ricordi e visioni si confondono in una sovrapposizione di simboli che rimanda al meccanismo dei sogni. È solo in questa dimensione onirica che il desiderio di essere pienamente se stessi può essere appagato, andando oltre le apparenze imposte da una società sempre più misera e spietata».

Improvvisamente l’estate scorsa è una disturbante discesa agli inferi animata da personaggi che sono vittime e carnefici allo stesso tempo. I gesti d’affetto diventano strumenti di manipolazione per ottenere soldi, sesso o per nascondere la verità. Il mondo che Williams descrive è desolante, crudo, a un passo dalla pazzia; anche i concetti di arte e fede sembrano svuotarsi pian piano di senso.
Tanti elementi del testo rimandano alla “creazione” (artistica, biblica, biologica) ma è come se l’autore vedesse nella distruzione l’unica opzione possibile per raggiungere la catarsi. La scena diventa così lo spazio della memoria, in cui ricordi e traumi si confondono in un una sovrapposizione di simboli che rimanda al meccanismo dei sogni.

Stefano Cordella
Classe 1985, è regista, autore, psicologo e formatore teatrale. Nel 2009 si diploma come attore all’Accademia dei Filodrammatici di Milano. Successivamente, partecipa a una masterclass sulla drammaturgia shakespeariana con Declan Donnellan presso la Biennale di Venezia. Porta avanti la sua formazione con Carmelo Rifici, Lucia Calamaro, Daria Deflorian, Christian Burgess, Alessandro Serra. È tra i cofondatori di Oyes (premio Hystrio Iceberg 2018), compagnia di cui è stato direttore artistico fino al 2022 curando ideazione e regia di diversi spettacoli, tra cui Vania, Io non sono un gabbiano, Schianto, Vivere è un’altra cosa, Oblomov Show. Nel 2016, dopo aver vinto il Festival di Regia Teatrale Fantasio, mette in scena Lo Soffia il Cielo dai testi di Massimo Sgorbani, produzione Trentospettacoli per cui dirige anche H – Il campione del mondo (7 round con Ernest Hemingway) e partecipa ai progetti Teatro Giornale di Roberto Cavosi e Spoon River di Angela Dematté. Dal 2018 è curatore artistico, insieme a Filippo Renda, di HORS, festival per giovani compagnie emergenti presso il Teatro Litta di Milano (MTM). Gli ultimi lavori prodotti da MTM sono Le Notti Bianche da Dostoevskij e Bovary da Flaubert. Collabora stabilmente con il Teatro Stabile del Veneto per cui realizza gli spettacoli R+G, Amleto – Tutto ciò che vive, Quando tutto questo finirà, e sta lavorando a una rilettura del Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare. Dal 2019 è tra i docenti dell’Accademia d’Arte Drammatica Carlo Goldoni di Venezia.

Improvvisamente l’estate scorsa
di Tennessee Williams
traduzione Monica Capuani
regia Stefano Cordella
con (in o.a.) Elena Callegari, Ion Donà, Leda Kreider, Laura Marinoni, Edoardo Ribatto
scene Guido Buganza
costumi Ilaria Ariemme
disegno luci Marzio Picchetti
suono Gianluca Agostini
aiuto regia Noemi Radice
produzione LAC Lugano Arte e Cultura
in coproduzione con Teatro Carcano Milano
partner di produzione Gruppo Ospedaliero Moncucco – Clinica Moncucco e Clinica Santa Chiara

Improvvisamente l’estate scorsa viene presentato per gentile concessione della University of the South, Sewanee, Tennessee

Biglietteria
Tel. 059 2136021 | biglietteria@emiliaromagnateatro.com
Aperta dal martedì al sabato ore 10.00 – 14.00; martedì e sabato anche ore 16.30-19.00
Vendita online: modena.emiliaromagnateatro.com | www.vivaticket.com
Biglietti: 30 / 8 €

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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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