Consiglio metropolitano, dichiarazione di inizio seduta del Gruppo Uniti per l’Alternativa sugli scontri in centro storico e contestuale richiesta di dimissioni del Sindaco metropolitano Matteo Lepore

BOLOGNA – Trasmettiamo di seguito il testo dell’intervento di inizio seduta del Gruppo Uniti per l’Alternativa, reso in apertura della seduta odierna del Consiglio metropolitano dal consigliere Nicholas Vacchi, sugli scontri in centro storico e contestuale richiesta di dimissioni del Sindaco metropolitano Matteo Lepore.

Signor Presidente, Sindaco metropolitano, Colleghi Consiglieri della Città metropolitana,
prendo la parola per il gruppo metropolitano Uniti per l’alternativa, oggi, con profonda rabbia e immenso sconcerto per i gravissimi fatti che hanno ferito Bologna, che ha vissuto una notte di pura follia, ci riferiscono una notte di guerriglia urbana che non ha precedenti recenti e che rappresenta una macchia indelebile.
 
C’è stato riferito dell’assalto alle massime Istituzioni dello Stato sul territorio, la Prefettura e la Questura, delle barricate incendiarie alzate sfruttando i cantieri del tram, del lancio di bombe carta, della distruzione dei beni pubblici e del ferimento di decine e decine di agenti della Polizia di Stato.
Questi, se provati, non sono incidenti casuali. Sono il risultato diretto di un clima d’odio che è stato irresponsabilmente alimentato da più parti.
 
La responsabilità politica di questa devastazione ricade interamente sulla figura del Sindaco e Sindaco metropolitano, Matteo Lepore.
Un primo cittadino, che rappresenta per legge non solo il Comune ma anche l’intera Città metropolitana di Bologna, ha il dovere di unire, di tutelare la legalità e di difendere le Istituzioni.
 
Lei, signor Sindaco metropolitano, sembra aver fatto l’esatto contrario: ha forse dismesso i panni della massima autorità locale?
Convocando e presiedendo quel presidio, che ci è apparso ideologico, in Piazza del Nettuno, prima ancora che la Magistratura potesse fare chiarezza su una delicata vicenda di cronaca, Lei pare aver offerto una sponda morale e politica oltre che una legittimazione politica alle frange più violente e antagoniste.
Lei, di fatto, pare aver puntato il dito contro chi indossa una divisa, e la risposta di certuni non si è fatta attendere: il centro storico è stato messo a ferro e fuoco.
 
All’indomani dei fatti, non bastano i vostri tardivi comunicati di condanna. “Chi semina vento raccoglie tempesta”. Lei -nei fatti- sembra aver rischiato di provocare la rottura del patto istituzionale con gli organi dello Stato e ha rischiato di esporre i cittadini e le forze dell’ordine a un pericolo inaccettabile.
 
Chi era in centro a Bologna, lunedì sera, ha avuto paura di percorrere le strade con quella serenità che dovrebbe appartenere ad ogni libero cittadino.
 
Per queste ragioni, il gruppo Uniti per l’alternativa, espressione istituzionale di Fratelli d’Italia, afferma che la sua esperienza amministrativa è politicamente terminata.
Bologna non può essere ostaggio dell’ideologia.
Le chiediamo un ultimo atto di dignità istituzionale: tuteli quel che resta della credibilità di questa Città e rassegni le sue immediate dimissioni da Sindaco e da Sindaco metropolitano di Bologna.
 
Nicolas Vacchi, consigliere metropolitano capogruppo
anche per i consiglieri
Angela Bertoni, Simone Carapia, Alessandro Santoni