
CONSELICE (RA) – Era il 21 maggio del 1890 quando le forze dell’ordine aprirono il fuoco su un gruppo di manifestanti, uomini e donne, che scioperavano di fronte alla residenza comunale di Conselice per chiedere pane e lavoro.
I gendarmi uccisero tre persone: Albina Belletti, mondina poco più che ventenne, assassinata con due colpi di revolver alla nuca; Annunciata Felicetti, risaiola, e Francesco Tabanelli, sarto. Circa una trentina di manifestanti riportarono gravi ferite.
A distanza di 136 anni, di fronte al monumento che ricorda l’eccidio, si è tenuta una breve cerimonia commemorativa. Erano presenti, tra gli altri il Sindaco, Andrea Sangiorgi, il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi, il responsabile delle cooperative agricole braccianti, Stefano Patrizi, il presidente della CAB Massari, Gianluca Tedaldi e il presidente di Conase, Andrea Dalmonte.
«La cooperazione romagnola – dice il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi – è nata dalla solidarietà tra i lavoratori e le classi più umili, che non chiedevano nient’altro se non condizioni di vita più dignitose per loro e le loro famiglie. Continuare a tenere viva la memoria di quelle lotte è fondamentale per ricordare da dove proveniamo e dove vogliamo andare: i diritti che sono stati conquistati e che oggi diamo per scontati, come il voto alle donne di cui celebriamo gli 80 anni, si difendono anche in questo modo».









