Modena

Cin-ci-là con l’adattamento e la regia di Corrado Abbati domenica 4 gennaio al Teatro Storchi

Cin-Ci-Là (1) – fotostampaert

MODENA – Teatro Storchi

Largo Garibaldi, 15 – Modena

domenica 4 gennaio ore 16.00

Cin-ci-là

operetta di Carlo Lombardo e Virgilio Ranzato

Produzione del centenario (1925 – 2025)

coreografie Francesco Frola

allestimento scenico InScena Art Design

direzione musicale Alberto Orlandi

con Il Balletto di Parma

adattamento e regia Corrado Abbati

produzione In Scena

durata 1 ora e 40 minuti

fuori abbonamento

Domenica 4 gennaio alle ore 16.00 il Teatro Storchi di Modena ospita Cin-ci-là, l’operetta di Carlo Lombardo e Virgilio Ranzato, una fra le più note del repertorio italiano. Con la sua struttura musicale immediata e il registro narrativo leggero che caratterizza il genere, il titolo continua ancora oggi, a un secolo dalla sua prima rappresentazione, a essere riproposto al pubblico. Lo spettacolo è in programma anche in un altro teatro ERT, il Bonci di Cesena, il 15 febbraio 2026.

Realizzata dalla Compagnia Corrado Abbati, con le coreografie di Francesco Frola e con in scena Il Balletto di Parma, questa edizione parte dall’allestimento del Teatro Verdi di Trieste per proporre una lettura aggiornata del lavoro, senza rinunciare ai tratti distintivi dell’operetta tradizionale.

Ambientata a Macao, la storia prende avvio dalla consuetudine del Ciun-Ki-Sin, periodo in cui ogni attività pubblica viene sospesa fino al compimento del matrimonio tra la principessa Mjosotis e il principe Ciclamino. Poiché i due giovani non sembrano avere piena consapevolezza dei loro doveri, il Mandarino di Macao teme che la sospensione possa protrarsi indefinitamente. L’arrivo dell’attrice parigina Cin-ci-là, accompagnata dal suo corteggiatore Petit-Gris, introduce un elemento di svolta: sarà lei, secondo il Mandarino, a guidare Ciclamino, mentre Petit-Gris si assume spontaneamente il compito di istruire la principessa.

Le iniziative dei due “tutori” non producono però effetti immediati e il popolo, stanco dell’attesa, pretende la conclusione del Ciun-Ki-Sin. Quando finalmente il carillon che sancisce la fine del periodo di sospensione si fa sentire, la vicenda sembra risolversi, salvo poi complicarsi nuovamente a causa di un secondo, inatteso rintocco. Il malinteso viene infine chiarito e il racconto si chiude nel rispetto delle convenzioni dell’operetta, con la riappacificazione generale e il futuro erede per la città di Macao.

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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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