CESENA – Teatro Bonci
Piazza Guidazzi – Cesena
28 e 29 marzo 2026
sabato ore 20.30; domenica ore 16.00
Peeping Tom
Chroniques
regia Gabriela Carrizo
in co-creazione con Raphaëlle Latini
creazione e performance Simon Bus, Seungwoo Park,
Charlie Skuy, Boston Gallacher, Balder Hansen
produzione Peeping Tom, Théâtre National de Nice – CDN Nice Côte d’Azur
in coproduzione con
ExtraPôle Provence-Alpes-Côte d’Azur, Festival d’Avignon, Festival de Marseille,
Théâtre National de Marseille La Criée – CDN, Les Théâtres Aix-Marseille, anthéa – Antipolis Théâtre d’Antibes, Châteauvallon-Liberté – SN, la Friche la Belle de Mai -Théâtre Les Salins SN Martigues,
KVS – Koninklijke Vlaamse Schouwburg Brussels, Tanz Köln Cologne,
Festival Aperto/Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Triennale Milano, Teatre Nacional de Catalunya Barcelona, Torinodanza Festival/Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Le Vilar Louvain-la-Neuve,
Centro Danza Matadero Madrid, FOG Triennale Milano Performing Arts festival, La Villette Paris,
schrit_tmacher Nederland | PLT, Les Théâtres de la Ville de Luxembourg,
Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
durata 75 minuti
Peeping Tom, una delle formazioni di teatrodanza più visionarie del panorama europeo, arriva per la prima volta al Teatro Bonci di Cesena il 28 e il 29 marzo, con Chroniques, nuova creazione 2025.
Coprodotto da ERT in una rete internazionale, lo spettacolo diretto dalla coreografa italo-argentina Gabriela Carrizo, cofondatrice nel 2000 con il francese Franck Chartier della compagnia di base in Belgio, ha debuttato nel giugno scorso al Theatre National de Nice, toccando successivamente nel corso di una lunga tournée anche le città italiane di Reggio Emilia, Torino e Milano.
Peeping Tom sviluppa da oltre vent’anni performance dalla fisicità estrema, quasi acrobatica, immerse in ambienti dall’estetica iperrealista che si rivelano instabili e con sviluppi inquietanti. Il pubblico diventa voyeur, osservatore silenzioso dei lati oscuri di un personaggio o di una comunità, trascinato in territori subconsci fatti di incubi, paure e desideri. Con l’ultimo lavoro, la compagnia si spinge ancora più in là nell’esplorazione delle zone liminali dove la realtà si incrina, chiedendosi cosa succede quando il tempo collassa e i corpi non obbediscono più alle leggi fisiche.
Il titolo lo dichiara: non siamo di fronte a una narrazione lineare ma una costellazione di frammenti, “cronache” che in un cortocircuito spazio-temporale attraversano epoche e immaginari, oscillando tra medioevo e fantascienza, futuro distopico e antichità arcaica. Come ha dichiarato la regista, il progetto nasce «dalla necessità di trattare il tempo su un’altra scala» con «una distorsione cronologica che lo rende una sostanza plastica, non una semplice unità di misura, capace di svelare frammenti di mondi in trasformazione, in mutazione, dando così vita a cronache diverse che si costruiscono e nello stesso momento si dissolvono».
Tra gli immortali, ogni atto (e ogni pensiero) è l’eco di chi lo ha anticipato in passato o il fedele presagio di chi, in futuro, lo ripeterà fino alla vertigine scrive Jorge Luis Borges. E se ogni gesto umano fosse solo una vertiginosa, infinita ripetizione?
Cinque ambigui personaggi cercano di sfidare l’immortalità mentre sono intrappolati in un labirinto temporale, trascinati da repentini cambiamenti di epoche e scenari senza sapere se sono al crepuscolo o all’alba della loro esistenza. Tra realtà e incubo, si scontrano, si perdono e si reinventano. Nulla è stabile, tutto si trasforma.
I corpi degli straordinari danzatori – l’olandese Simon Bus, il coreano Seungwoo Park, il canadese Charlie Skuy, lo scozzese Boston Gallacher, il norvegese Balder Hansen – sembrano mossi da forze esterne, quasi disumanizzati, mentre si confrontano con leggi e fenomeni fisici diversi, meteorologici, astronomici e biologici. La performance esplora la loro capacità di resistere a questo ambiente ostile (fatto di una materia viva e in mutazione che non si riesce a dominare) mettendosi in relazione con l’altro, creando comunità. Accanto a loro prendono vita i robot retro futuristi del duo Lolo y Sosaku, artisti argentino e giapponese di base a Barcellona.
La scena di Amber Vandenhoeck è un mondo indefinito, deserto roccioso, grotta o suolo lunare, che fluttua tra le rovine del passato e i miraggi di un futuro incerto. Questo paesaggio sulfureo e oscuro è il terreno per nuove creazioni o è fatto di resti di ciò che esisteva un tempo?
La composizione sonora originale che unisce rumori e suoni in un amalgama cupo e ipnotico è di Raphaëlle Latini, coautrice dello spettacolo.
Una danza cinematografica, venata di humor, che non racconta una storia ma nutre l’immaginario di chi guarda.
La rappresentazione di domenica 29 sarà audio descritta grazie alla collaborazione con il Centro Diego Fabbri di Forlì, nell’ambito del Progetto Teatro No Limits.
Peeping Tom è una compagnia di teatrodanza fondata nel 2000 in Belgio dai coreografi Gabriela Carrizo, di origine italo-argentina, e Franck Chartier, francese. Come interpreti, Carrizo e Chartier hanno danzato con Alain Platel, Rosas, Maurice Béjart, Angelin Preljocaj e Needcompany.
La prima opera, prodotta insieme alla cantante e artista belga Eurudike De Beul con cui inizia una lunga collaborazione, è Caravana (1999), ambientata in una casa mobile. Allo spettacolo segue il film Une vie inutile.
Il marchio di fabbrica di Peeping Tom è un’estetica iperrealista sostenuta da scenografie concrete: un giardino, un salotto e una cantina nella prima trilogia Le Jardin (2002), Le Salon (2004) e Le Sous-Sol (2007), due roulottes residenziali in un paesaggio innevato in 32 rue Vandenbranden (2009), un teatro bruciato in À Louer (2011) o una casa di riposo in Vader (2014). Universi che si rivelano tuttavia instabili, sfidando le logiche del tempo e dello spazio: con l’uso di tecniche di montaggio cinematografico, questi artisti riescono a espandere i confini di una storia.
Peeping Tom si apre alla collaborazione con altre compagnie e teatri. Nel 2013, Gabriela Carrizo crea la pièce breve The missing door con e per i danzatori del Nederlands Dans Theater (NDT I), mentre Franck Chartier adatta 32 rue Vandenbranden per l’Opera di Göteborg. Del 2015 è The Land, una produzione firmata da Carrizo con attori del Residenztheater (Monaco) presentata in prima mondiale al Cuvilliéstheater per aprire il festival DANCE 2015. Lo stesso anno Chartier scrive The lost room con i danzatori della compagnia Nederlands Dans Theater, seguito di The missing door, e nel 2017 The hidden floor segna la terza collaborazione tra Peeping Tom e NDT.
Dopo la seconda trilogia del 2019, Vader, Moeder, Kind, che indaga la natura chiusa delle situazioni familiari,
nel 2020 dalla precedente esperienza con il Nederlands Dans Theater nasce Triptych: The missing door, The lost room and The hidden floor.
Nel 2021, la compagnia produce per la prima volta una performance per uno spazio esistente: La Visita è la continuazione di alcune delle storie dei personaggi di Moeder, ma riambientate alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia. Il museo, simbolo di stabilità nel tempo, si confronta qui con l’effimero e la volatilità.
Nel 2022 Gabriela Carrizo scrive La Ruta, la sua seconda pièce breve per NDT 1, mentre Franck Chartier firma il duetto Oiwa con il Ballet National de Marseille. Nel 2023 Franck Chartier crea S 62° 58′, W 60° 39′, presentato in anteprima alla Biennale de la Danse di Lione.
Dalla sua fondazione nel 2000 a Bruxelles la compagnia ha presentato le sue creazioni in tutto il mondo ricevendo diversi importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Laurence Olivier nel Regno Unito, nel 2009 per 32 rue Vandenbranden e nel 2024 per La Ruta.
Chroniques
regia Gabriela Carrizo
in co-creazione con Raphaëlle Latini
creazione e performance Simon Bus, Seungwoo Park, Charlie Skuy, Boston Gallacher, Balder Hansen
assistente alla regia Helena Casas
distribuzione Frans brood productions
produzione Peeping Tom, Théâtre National de Nice – CDN Nice Côte d’Azur
in coproduzione con ExtraPôle Provence-Alpes-Côte d’Azur, Festival d’Avignon, Festival de Marseille, Théâtre National de Marseille La Criée – CDN, Les Théâtres Aix-Marseille, anthéa – Antipolis Théâtre d’Antibes, Châteauvallon-Liberté -SN, la Friche la Belle de Mai – Théâtre Les Salins SN Martigues, KVS – Koninklijke Vlaamse Schouwburg Brussels, Tanz Köln Cologne, Festival Aperto/Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Triennale Milano, Teatre Nacional de Catalunya Barcelona, Torinodanza Festival/Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Le Vilar Louvain-la-Neuve, Centro Danza Matadero Madrid, FOG Triennale Milano Performing Arts festival, La Villette Paris, schrit_tmacher Nederland | PLT, Les Théâtres de la Ville de Luxembourg, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
con il supporto di Tax Shelter of the Belgian Federal Government
spettacolo presentato a Cesena in collaborazione con Gruppo HERA
Tournée 2026
2 – 8 aprile 2026, La Villette – Paris (FR)
14 e 15 aprile 2026, Teatro Stabile – Udine (IT)
28 – 30 aprile 2026, Les Théâtres de la Ville – Luxembourg (LU)
21 – 23 maggio 2026, Kobenhavn Danser – Copenhagen (NL)
4 – 14 giugno 2026, Teatre Nacional de Catalunya – Barcelona (ES)
2 e 3 ottobre 2026, STUK – Leuven (BE)
19 ottobre 2026, Zaventem (BE)
12 – 15 novembre 2026, Centro Danza Matadero – Madrid (ES)
Informazioni:
Teatro Bonci piazza Guidazzi 8, 47521 Cesena – tel. 0547 355959 info@teatrobonci.it
Orari biglietteria (giorni feriali)
dal martedì al sabato ore 10.00-13.00 e 16.00-19.00 e fino a inizio spettacolo nei giorni di rappresentazione serale. Domeniche e festivi di rappresentazione: apertura da un’ora prima a inizio spettacolo.
Online: cesena.emiliaromagnateatro.com | vivaticket.com
Biglietti: da 8 a 30 €, esclusi diritti di prevendita.
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