“Che Delizia Belfiore!”, al via la fase conclusiva del progetto

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Presentati in Comune i dettagli da ass. Gulinelli e dalle archeologhe responsabili degli scavi

FERRARA – L’iniziativa “Che Delizia Belfiore!” è la conclusione del progetto triennale ideato e diretto dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, realizzato a cura del Gruppo Archeologico Ferrarese (GAF), con l’apporto delle scuole e dei cittadini ferraresi. Il progetto, i cui primi 3 anni si sono svolti tra il 2022 e il 2024, ha come obiettivo la riqualificazione dell’area dell’antica Delizia estense, un tempo esistente nell’area verde oggi compresa tra Via Santa Maria degli Angeli, Via Giacomo Leopardi e Via Orlando Furioso, ora lasciata incolta, che misura circa un ettaro e mezzo.

I dettagli operativi dell’a parte conclusiva del progetto sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa svoltasi lunedì 13 aprile 2026 in residenza municipale dall’assessore alla Cultura Marco Gulinelli insieme a Carolina Ascari Raccagni funzionaria Archeologa della Soprintendenza SABAP e Chiara Guarnieri ispettore onorario all’Archeologia.

Si tratta di un intervento su cui l’Amministrazione comunale ha scelto di investire fin dalle prime fasi: “Abbiamo creduto da subito in questo progetto, sostenendolo interamente con risorse comunali – sottolinea il sindaco Alan Fabbri – perché recuperare la nostra storia significa investire sull’identità della città e sul suo futuro. Belfiore non è solo un sito archeologico, ma un pezzo della Ferrara estense che torna a vivere e che può diventare un punto di riferimento culturale e educativo per le nuove generazioni, oltre che un importante esempio di riqualificazione di un’area abbandonata attraverso un progetto di parco archeologico verde”.

Gli obiettivi principali sono la riscoperta dell’antica Delizia di Belfiore, mai scavata e ora non più esistente oltre al coinvolgimento di studenti e cittadinanza sull’importanza della conoscenza e della conservazione dei propri Beni Culturali e alla valorizzazione un’area verde dalle grandi potenzialità.
“Le indagini alla Delizia di Belfiore sono un esempio di sinergia tra enti e soggetti differenti – sottolinea l’architetto Eugenia Valacchi, Soprintendente per le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara – volta in primo luogo alla tutela e poi alla valorizzazione dei risultati raggiunti. Il traguardo di una conoscenza cui si giunge tramite una partecipazione condivisa rende possibile che la tutela sia partecipata e non imposta”.

Per realizzare questi obiettivi il GAF, affiancato da esperti archeologi professionisti, ha attivato un percorso di collaborazione con le scuole superiori ferraresi per avvicinare i ragazzi al mondo dell’archeologia, della tutela e della conoscenza del proprio passato. Gli studenti, dopo un’apposita formazione, hanno preso parte attiva alle campagne di scavo, coadiuvati dai professionisti e dai membri esperti del gruppo. Le campagne di scavo sono diventate un vero e proprio “cantiere aperto” a chiunque volesse conoscere ed avvicinarsi a questa attività.

“Il valore di questo progetto – evidenzia l’assessore alla Cultura Marco Gulinelli – sta proprio nel modello che propone: unire ricerca scientifica, formazione e partecipazione. Per troppo tempo la Delizia di Belfiore è rimasta invisibile, sepolta e dimenticata. La cultura non è qualcosa di astratto: è studio, impegno, capacità di sporcarsi le mani e andare a fondo in un passato che spesso non si conosce come si dovrebbe”.

Il precedente progetto triennale ha consentito di realizzare una serie di sondaggi di scavo che nel corso delle diverse annualità hanno ampliato l’area di indagine portando in luce buona parte delle strutture della Delizia; è avvenuta anche la scoperta di una grande di una vasca da butto che ha portato in luce una serie di ceramiche, vetri ed oggetti particolari (un pedone degli scacchi ad esempio) databili alla metà del XVI secolo. La zona scavata nel 2024 è probabilmente da riconoscere come quella dedicata alle cucine e agli ambienti di servizio. Nell’anno in corso sarà realizzato uno scavo che consenta di unire le due aree già indagate, in modo da permettere la ricostruzione, la più veritiera possibile, della planimetria dell’antica Delizia, della quale non rimane più alcun resto. Le indagini geomagnetiche, realizzate nel primo anno del progetto, hanno infatti evidenziato la presenza di murature nell’area che si vuole indagare. Nello stesso tempo l’entusiastica adesione delle scuole al progetto e il coinvolgimento attivo degli alunni anche in attività collaterali quali la realizzazione di podcast, power point e presentazioni al pubblico dei risultati raggiunti, invitano a proseguire questo progetto che si pone come strumento attivo di avvicinamento dei giovani alla propria storia. L’interesse al Progetto del Dipartimento di Didattica della Storia dell’Università di Bologna ne è la dimostrazione.

“Le nuove indagini – hanno sottolineato le archeologhe Chiara Gurarnieri e Carolina Ascari Raccagni – vedranno la prosecuzione dello scavo archeologico in un’area che permetta di unire le zone già scavate, l’ultimazione delle indagini scientifiche, come lo studio dei resti ossei, il restauro e lo studio dei materiali scoperti e raccolti, il tutto finalizzato alla realizzazione di una mostra e di un libro dedicato a questa importante e significativa scoperta”.