Centro di documentazione sulla casa popolare e operaia di Bologna, al via il concorso di progettazione

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Il nuovo hub sorgerà in Bolognina

BOLOGNA – È on line l’avviso del concorso di progettazione per la realizzazione del Centro di documentazione sulla casa popolare e operaia di Bologna al Quartiere Navile tra via Zampieri e via Di Vincenzo, in Bolognina, destinato a raccogliere ed esporre l’ampio patrimonio archivistico dello ex Iacp di Bologna: un racconto lungo oltre un secolo di trasformazioni della città pubblica.

Il concorso è promosso da Comune, Acer e Ordine degli Architetti di Bologna.

L’intervento si inserisce nella più ampia e complessiva strategia legata al Polo della Memoria Democratica di Bologna che verrà realizzato presso la Stazione 2 Agosto 1980. Il Centro di Documentazione sulla casa popolare diventerà così parte di un percorso storico che integrerà il nuovo Polo in Stazione con il Memoriale della Shoah, i luoghi della memoria della Resistenza e della Liberazione, il Museo della memoria di Ustica, i nuovi spazi destinati a “officina della conoscenza” ricavati nell’immobile che costituiva l’accesso all’ex Mercato Ortofrutticolo in via Fioravanti, oltre a Piazza Lucio Dalla e gli spazi pubblici di piazza Liber Paradisus.

Le proposte vanno presentate on line entro le ore 12 del 7 febbraio 2023. Il vincitore dovrà poi sviluppare il progetto di fattibilità tecnica ed economica e gli altri livelli progettuali fino all’esecutivo. Eventuali chiarimenti potranno essere richiesti entro il 20 gennaio 2023.

Tutta la documentazione sarà disponibile sul sito dedicato https://www.concorsiarchibo.eu/museo-casa-popolare

Il costo stimato per la realizzazione dell’opera è di 1.620.000 euro. L’appalto rientra nell’ambito del finanziamento europeo PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e resilienza finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU – M5 C2 Investimento 2.2 “Piani Urbani Integrati”.

“Si tratta di un importante intervento che va a situarsi all’interno della Città della Conoscenza, – dichiara la vicesindaca con delega alla Casa, Emily Clancyprogetto cardine per il mandato di questa Amministrazione. Grazie a questa progettazione, viene finalmente valorizzato un fabbricato cosiddetto ex fuochisti, un magazzino in disuso di proprietà di Acer-Bologna per funzioni pubbliche, trasformandolo in Centro di documentazione sulla casa popolare e operaia di Bologna, quale tassello imprescindibile della via della conoscenza. Si tratta di una nuova dotazione pubblica a servizio della città, con sale studio per la consultazione di materiali originali, quali progetti, foto, testi e documenti. Un ulteriore passo in avanti verso la nuova concezione che vogliamo imprimere a nostri quartieri di edilizia pubblica: sempre più aperti e accoglienti con la città e il contesto che li circonda”.

Raffaele Laudani, assessore all’Urbanistica e progetto Città della Conoscenza e Polo della memoria democratica:
“Il Centro di documentazione sulla casa popolare sarà un tassello fondamentale della Via della Conoscenza e parte integrante del Polo della Memoria, in stretto rapporto con gli spazi della Stazione del 2 Agosto e gli altri luoghi della memoria democratica che si trovano alla Bolognina. Servirà a raccontare uno dei tanti ambiti in cui Bologna è stata modello di innovazione e punto di riferimento per il Paese, ma anche un luogo per analizzare criticamente una delle grandi sfide urbane dei nostri tempi, quella abitativa, che vede le città di fronte alla necessità di trovare nuove soluzioni per garantire ildiritto all’abitare. In questo senso anche la scelta del concorso di progettazione è paradigmatica, perché la qualità delle trasformazioni urbane è oggi una precondizione per il governo progressista e democratico delle nostre città”.

Marco Bertuzzi, presidente Acer:
“La realizzazione del Centro di documentazione della casa popolare in una delle nostre corti della Bolognina ci rende orgogliosi per molteplici motivi. Prima di tutto perché è la trasformazione di una struttura diventata inutilizzata in un museo di grande valore scientifico e storico. Dopo l’abbattimento dell’ex lavanderia di via Zampieri e il cambio di destinazione della palestra di via dello Scalo, completiamo l’opera di valorizzazione di spazi novecenteschi divenuti anacronistici e inutilizzati. Siamo inoltre felici di offrire alla città un centro di documentazione sull’edilizia pubblica come ancora non ne esistono in Italia e che potrà essere punto di riferimento per storici, ricercatori e studiosi dell’architettura del Novecento. Gli archivi dell’attività tecnica dell’ex Iacp, poi Acer, che vi confluiranno, rappresentano infatti anche una straordinaria banca dati della storia sociale della città, dalle prime case popolari sorte nel 1906 proprio a due passi da dove nascerà il museo, nel cuore della Bolognina, attraverso l’epoca fascista, i grandi progetti di epoca moderna come il Treno della Barca, fino ai giorni nostri. Di fatto, attraverso la storia delle case popolari, con le tradizionali corti bolognesi simbolo di aggregazione e socialità, saremo in grado di raccontare e illustrare la storia della città negli ultimi 120 anni”.

Marco Filippucci, presidente dell’Ordine degli Architetti:
“Il concorso inteso come la più equa ed efficace forma di partecipazione e promozione dell’architettura nel nostro Paese è un’opportunità per tutti. Una procedura non solo di opportunità equa e qualitativa di un progetto, ma anche come opportunità per il territorio come operazione di informazione per i cittadini. In questa questo concetto di opportunità il concorso del ”Centro di documentazione della casa popolare” trova la sua identità migliore, proponendo anche la ricucitura con il contesto locale collegando elementi di interesse come il mercato di via Albani, il tessuto storico della Bolognina e la nuova area dell’ex MOF, in definitiva il concorso come elemento generatore di un importante processo di rigenerazione urbana.”