Centri per disabili, agevolazioni solo in base all’Isee

16

Ok in Consiglio comunale al nuovo Regolamento che definisce i criteri di accesso e la definizione delle “rette” allineandosi alle recenti sentenze

MODENA – Per determinare l’eventuale agevolazione economica che spetta a chi accede ai Centri socio-riabilitativi residenziali e diurni per persone disabili si farà esclusivamente riferimento all’Isee socio-sanitario o socio-sanitario residenziale dell’ospite e, quindi, attraverso l’indicatore economico sarà stabilita la quota di compartecipazione della tariffa, definita dalla Regione Emilia-Romagna, riconosciuta al gestore per il servizio erogato nelle strutture. La novità è introdotta nel nuovo Regolamento comunale dei Centri socio riabilitativi residenziali e diurni per persone disabili che entrerà in vigore l’1 luglio, come stabilito nella delibera, presentata dall’assessora alle Politiche sociali Roberta Pinelli nella seduta di giovedì 8 aprile del Consiglio comunale di Modena, approvata con i voti di Pd, Sinistra per Modena, Verdi, Modena civica e Movimento 5 stelle. Contrari Lega Modena, Fratelli d’Italia – Popolo della famiglia e Forza Italia.

“L’attenzione del Comune verso le condizioni di disabilità è massima, come dimostra l’impegno per integrare i fondi statale e regionale per la non autosufficienza – ha commentato l’assessora Pinelli -. La modifica del Regolamento assicura un più fedele allineamento alle recenti sentenze sull’applicazione dell’Isee come indicatore unico della valutazione della situazione economica ai fini dell’ottenimento di agevolazioni tariffarie. Di fatto elimina per i Centri diurni la tariffa base fissata per tutti dal Comune di Modena in 6 euro al giorno a fronte di una spesa media di 128 euro riconosciuti ai gestori del servizio; mentre la quota media per le prestazioni nei Centri residenziali nel 2019 è mediamente ammontata, per l’utente, a 32 euro, a fronte di una spesa di 187 euro”.

“Il nuovo metodo di definizione del diritto all’agevolazione – prosegue l’assessora Pinelli – continua a basarsi sul reddito delle persone disabili e, come in passato, il contributo richiesto per usufruire delle prestazioni è proporzionale alla disponibilità economica, ma non tiene più conto, per esempio, dell’assegno di accompagnamento”.

Il Regolamento, sottoposto nelle scorse settimane alla Commissione consiliare Servizi, è riferito alle persone disabili maggiorenni e alle loro famiglie e prevede l’innalzamento dell’età dei destinatari delle prestazioni da 60 a 65 anni, per i quali vengono attivati percorsi personalizzati multidimensionali che nel tempo, alla luce di mutate esigenze e condizioni degli ospiti, possono essere modificati e adeguati, anche con nuovi servizi. Nel documento è confermato il ruolo centrale delle stesse famiglie, introducendo inoltre la possibilità, estesa anche a tutori e amministratori di sostegno, di prendere decisioni per conto dell’ospite nel caso non sia in grado di comprendere l’attività attivata a suo favore.

L’impianto del documento non cambia, a partire dalle finalità: innanzitutto garantire alla persona disabile livelli adeguati di tutela tenendo conto delle caratteristiche personali, del contesto familiare e delle aspettative, attraverso interventi atti a conservare e potenziare autonomie e abilità; in secondo luogo, definire procedure, modalità e criteri per l’accesso che rispondano a principi di equità. I criteri per la formazione delle graduatorie di ammissione degli ospiti mantengono al centro i bisogni socio-educativo, riabilitativo, assistenziale e sanitario della persona disabile alla quale nella scheda di valutazione è assegnato un punteggio massimo di 70 su 100. Alla capacità di supporto socio-educativo assistenziale della rete familiare, oltre che dei servizi pubblici e privati eventualmente attivati (misurata attraverso appositi indicatori che valutano diverse variabili), invece, è attribuito il punteggio massimo di 30 su 100; a parità di punteggio le domande sono ordinate sulla base della data di inserimento in graduatoria.

Una commissione composta da cinque membri (funzionari e dirigenti di Comune e Ausl, che si riunisce con cadenza trimestrale), dispone gli accessi ai servizi e un’équipe integrata socio-sanitaria, l’Unità di valutazione multidimensionale (Uvm), si occupa di attribuire i punteggi; la stessa Uvm può valutare anche, nel tempo, la modifica dei servizi residenziali o diurni assegnati. Inoltre, nel documento è formalizzato pure l’iter di verbalizzazione dei lavori delle commissioni, una pratica già adottata dall’organismo.

Tra le altre novità previste dal nuovo Regolamento, l’introduzione del limite massimo di assenze non giustificate da malattia (30% delle giornate programmate in sei mesi), superato il quale scatta la dimissione dal servizio diurno; l’assegnazione di una quota di almeno 120 euro mensili agli ospiti dei Centri socio riabilitativi residenziali per le spese personali; l’adeguamento del trattamento dei dati personali in base alle prescrizioni normative del Gdpr (regolamento Ue 2016/679).