La poesia “Figlia di Romagna” recita:
“Sapore agreste
dai filari di frutti
radici lontane di civiltà contadine
usi e costumi di mestieri antichi
tempo remoto
oggetti rannicchiati e vuoti
nel Museo della Rocca Malatestiana
un’ovattata luce si inclina
fiabesca alla somma Piazza della Fontana Masini,
Cesena figlia di Romagna
con il sole che traspare a brandelli
nelle fessure del giorno sopra
vie lastricate romaniche
si elevano alte in Duomo i profili
delle anime sante di Don Baronio
e dei Pontefici Pio VI e Pio VII
preghiere sgranate in rosari nei refettori
dei frati benedettini nella mistica
Basilica del Monte
dove anche l’edera mette radici
primi e unici preziosi scritti amanuensi
protesi sul Mondo scrigno vivido e aperto
nel cuore che palpita di storia
catalogata in Archivi nella dotta Biblioteca Malatestiana
e al calare del sipario l’entusiasmo dello scroscio
di un applauso si eleva alto sulla scena
di una Prima nel mitico Teatro Bonci
Cesena avvolta in palazzi antichi
respira l’amore al tramonto
riflessi dorati e sanguigni
ondeggiano impavidi e limpidi
profilo cheto
e inerme dei suoi appennini…
(foto dell’incontro con Sindaco e Assessore)
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