MODENA – Teatro Storchi
Largo Garibaldi, 15 – Modena
dal 4 al 7 dicembre
giovedì e venerdì ore 20.30 – sabato ore 19.00 – domenica ore 16.00
Castelli di rabbia
dal romanzo di Alessandro Baricco
adattamento teatrale e regia di Valter Malosti
con Beatrice Vecchione, Dario Battaglia, Andrea De Luca, Noemi Grasso, Federico Palumeri,
Jacopo Squizzato
e con gli attori dell’ensemble italiano del Teatro Nazionale Croato Ivan Zajc di Rijeka: Aurora Cimino, Serena Ferraiuolo, Giuseppe Nicodemo, Mirko Soldano, Leonora Surian Popov, Andrea Tich
chitarra elettrica live Andrea Cauduro
produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
in coproduzione con Hrvatsko Narodno Kazalište Ivana Pl. Zajca –
Croatian National Theatre Ivan Zajc Rijeka (Croazia) – Dramma Italiano
il testo di Alessandro Baricco è rappresentato in Italia dall’Agenzia D’Arborio1902 Srls – Roma
durata 125 minuti senza intervallo
Per il suo nuovo spettacolo Valter Malosti sceglie di adattare per il teatro il romanzo Castelli di rabbia, l’esordio narrativo di Alessandro Baricco, best seller che a oggi ha venduto oltre mezzo milione di copie e che si è aggiudicato il Prix Médicis étranger e il Premio Selezione Campiello.
Una coproduzione internazionale che ha debuttato in prima assoluta il 17 ottobre a Rijeka e che, dopo la prima nazionale all’Arena del Sole di Bologna, arriva sul palcoscenico del Teatro Storchi di Modena dal 4 al 7 dicembre. Lo spettacolo, prodotto da Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale con Hrvatsko Narodno Kazalište Ivana Pl. Zajca – Croatian National Theatre Ivan Zajc Rijeka, vede in scena un cast di attori italiani e del Dramma Italiano del Teatro Nazionale Croato di Fiume.
Come ha scritto Enzo Siciliano, Castelli di rabbia è “una piccola galassia di storie che si intrecciano con vorticanti scie luminose”, una sorta di favola carica di stupore dove non manca l’ironia, una favola piena di destino sotto una luce che è insieme pirotecnica e crepuscolare, dove a trionfare sulla vita, amaramente, è l’immaginazione. Baricco ha costruito un’opera audace ma anche altamente comunicativa, sperimentale e pop.
«In questi anni ho cercato di esplorare teatralmente la lingua italiana in una sorta di corpo a corpo entusiasmante – commenta Valter Malosti – e una delle prime fascinazioni che ho per un testo da mettere in scena, di qualunque forma esso sia, nasce certamente dalla lingua ma soprattutto dal suono di quella lingua, dalla sua musica. Di Castelli di rabbia mi ha appunto colpito la grande ricchezza dell’impasto linguistico, stilistico e sonoro, e dunque la sua indubbia evidenza orale. Una scrittura che ha una chiara e netta forza musicale oltre che teatrale, quasi una partitura».
«Alla fin fine», dice Alessandro Baricco in un’intervista del 1993 a Marco Drago, «quel che consegno al lettore è un’idea di tempo, di pause, di respiri, di velocità… I miei romanzi sono pieni di musica e di musicisti, di sintassi e strutture musicali. Il cuore di Castelli di rabbia è la scena in cui le due bande che partono dagli estremi del paese s’incontrano. È quello il punto attorno al quale si costruisce il romanzo, è lì che tutto si intreccia. E il movimento delle bande è assolutamente lo stesso movimento della scrittura».
Ed è proprio da questa centralità della musica che muove la regia. Un lavoro corale con attori-cantanti (in scena gli interpreti dell’ensemble del Dramma Italiano di Fiume accanto ad un nutrito gruppo di giovani attrici e attori di grande talento) che eseguono in scena le struggenti partiture vocali del compositore Bruno De Franceschi, coadiuvato nella sua ricerca da Andrea Cauduro. Il progetto sonoro realizzato da Gup Alcaro dà spazialità e ambiente a voci e suoni, intrecciandosi con il movimento musicale della scrittura che è naturalmente il cuore pulsante del progetto. Una favola crepuscolare e pirotecnica carica di stupore e ironia «dove – afferma il regista – a trionfare sulla vita è, amaramente, l’immaginazione».
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