Caporalato, il Sindaco di Cesena richiama a un maggiore impegno nel territorio

Paolo Lucchi: “A fianco di CGIL, CISL e UIL per combattere lo sfruttamento”

comune-cesenaCESENA –  Paolo Lucchi, Sindaco di Cesena:

“Questa mattina ho partecipato al convegno “Agromafie, caporalato e sfruttamento a Forlì-Cesena”, organizzato da Flai-CGIL di Cesena e Forlì.

È stato brutale sentire Arturo Zani, dirigente CGIL che al tema dedica da anni una grande attenzione, raccontare come sia operativa anche nel nostro territorio un’organizzazione basata sullo sfruttamento, paghe da 4/5 euro all’ora, nessun diritto, turni di lavoro massacranti, anche di 10/15 ore ininterrotte, e spesso per sette giorni su sette, con i lavoratori assoggettati ad un controllo totale da parte dei ‘caporali’, fatto di ricatto e violenza.

Ci tormenta e ci preoccupa che ciò avvenga nella nostra realtà, che questo sistema si sia radicato in una delle terre culla dei diritti, della qualità della vita, dei servizi sanitari e sociali invidiati da tutti. Ma non offerti a tutti, poiché i “caporali” che organizzano questo sistema illegale, vogliono che le donne e gli uomini da loro vessati non esistano. Certo, in questi anni, a partire almeno dal 2012, il fenomeno è in parte venuto alla luce grazie all’impegno di CGIL, CISL e UIL, con l’attività investigativa attuata dalle forze dell’ordine ed in particolare, lo ha ricordato Zani, con un intervento continuo della Guardia di Finanza. Ed in parte, dopo gli arresti del 2016, si è ridimensionato. Ma quello che è definito “mercato delle braccia”, sta riprendendo vigore, purtroppo. E non possiamo permettercelo, in nessuna parte d’Italia e certamente non qui da noi, in Romagna. La legge sul caporalato introdotta dal precedente Parlamento ha costruito nuovi strumenti di intervento. Ma il rischio che stiamo correndo – con la proposta di reintroduzione dei voucher in agricoltura – è che il caporalato trovi nuovi spazi. La protesta di CGIL, CISL e UIL, che in questi giorni stanno manifestando di fronte al Parlamento per ricordarlo, deve diventare anche la nostra – dei Comuni, dei Partiti, del sistema Associativo e Cooperativo serio che da noi, per fortuna, è radicatissimo – di un’intera comunità. Perché sentir parlare di caporalato e sfruttamento nel cesenate, non può che farci ribellare ad una condizione che nessuno deve nascondere e che dobbiamo debellare in fretta.”