Bilancio: approvati sei ordini del giorno

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Modena

Nella seduta del 21 dicembre, dedicata all’approvazione della manovra finanziaria, ok alle quattro mozioni dei gruppi di maggioranza e a due del M5s. No agli altri documenti

MODENA – Più risorse e sostegno dal Governo, per maggiore equità sociale, prosecuzione progetti Pnrr e sicurezza, ma anche accelerazione per le zone 30 e coinvolgimento dei cittadini nell’amministrazione della città. Sono le principali richieste contenute nelle quattro mozioni proposte dai gruppi di maggioranza (Pd, Europa verde – Verdi, Sinistra per Modena e Modena Civica) e nelle due presentate dal Movimento 5 stelle, approvate dal Consiglio comunale nella seduta di giovedì 21 dicembre.

Sono stati in tutto nove gli ordini del giorno collegati al Bilancio di previsione 2024-2026 presentati da alcuni gruppi consiliari, di cui sei approvati e tre respinti.

Delle mozioni approvate, tre sono state presentate dai gruppi di maggioranza (Pd, Europa verde – Verdi, Sinistra per Modena e Modena Civica), due delle quali illustrate dal primo firmatario Antonio Carpentieri del Pd che chiedono di “salvaguardare i progetti del Comune dalla rimodulazione e definanziamento del Pnrr voluto dal Governo” e di “attivarsi urgentemente nei confronti del Governo per ottenere modifiche alla Legge di Bilancio in risposta alle esigenze degli enti locali”; il terzo documento, illustrato dalla prima firmataria Paola Aime di Europa verde-Verdi, chiede di “destinare ricorse economiche per accelerare il progetto Modena 30 chilometri orari, previsto dal Pums”. I documenti sono stati approvati con anche il voto a favore del M5s e il voto contrario di Gruppo indipendente per Modena, Lega Modena, Alternativa Popolare, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Approvata anche la mozione sulle “sicurezze urbane come priorità dell’amministrazione del Bilancio comunale, per sostenere la coesione sociale” sottoscritta da Pd, Europa verde – Verdi e Modena civica (illustrata dal primo firmatario Carpentieri del Pd e approvata con anche il voto a favore del M5s e quello contrario di Gruppo indipendente per Modena, Lega Modena, Alternativa Popolare, Forza Italia e Fratelli d’Italia; astenuto il gruppo di Sinistra per Modena).

Approvati, infine, anche due ordini del giorno presentati dal Movimento 5 stelle che chiedono all’Amministrazione di: “garantire maggiore sicurezza per il quartiere Sacca” (illustrato da Barbara Moretti e approvato con anche il voto a favore di Pd, Europa verde – Verdi, Gruppo indipendente per Modena, Lega Modena, Alternativa Popolare, Forza Italia e Fratelli d’Italia; astenuti Sinistra per Modena e i consiglieri del Pd Federica Di Padova e Fabio Poggi) e di “avviare un percorso che porti alla sperimentazione di un Bilancio partecipativo” (illustrato da Giovanni Silingardi e approvato con anche il voto a favore di Pd, Europa verde – Verdi, Sinistra per Modena, Modena Civica e quello contrario di Lega Modena, Forza Italia, Fratelli d’Italia e del consigliere Fabio Poggi del Pd; astenuti Gruppo indipendente per Modena e Alternativa Popolare).

Respinti, invece, i seguenti documenti: l’ordine del giorno proposto da Alberto Bosi (Alternativa Popolare) per l’introduzione del “fattore famiglia” a integrazione dell’Isee (respinto con il voto a favore di Gruppo indipendente per Modena, Lega Modena, M5s, Alternativa Popolare, Forza Italia e Fratelli d’Italia e quello contrario di Pd, Europa verde – Verdi, Sinistra per Modena e Modena Civica); quello proposto da Giovanni Bertoldi (Lega Modena) che proponeva “misure a sostegno delle politiche per le sicurezze” (respinto con il voto a favore di Gruppo indipendente per Modena, Alternativa Popolare, Forza Italia e Fratelli d’Italia e quello contrario dei gruppi di Pd, Europa verde – Verdi, Sinistra per Modena e Modena Civica; astenuto il M5s); l’ordine del giorno proposto illustrato da Andrea Giordani del Movimento 5 stelle che chiedeva “interventi di rigenerazione nel quartiere Madonnina” (respinto con il voto a favore di Gruppo indipendente per Modena, Lega Modena, Alternativa Popolare, Forza Italia e Fratelli d’Italia e quello contrario di Pd e Modena Civica; astenuti Europa Verde-Verdi e Sinistra per Modena; non ha votato il consigliere Stefano Manicardi del Pd).

“Attivarsi per esprimere contrarietà ai definanziamenti decisi dal Governo sul Pnrr pretendendo opportune coperture economiche a sostegno di enti locali e imprese vincitrici degli appalti”. È l’invito che rivolge all’Amministrazione la mozione presentata dai gruppi di maggioranza (Pd, Europa verde – Verdi, Sinistra per Modena e Modena Civica) e illustrata da Carpentieri del Pd. La revisione del Piano di ripresa e resilienza presentata dal Governo, spiega il documento, è fonte di preoccupazione per l’eventualità che alcuni progetti e opere del Comune (già attuati o in corso di realizzazione) siano, appunto, definanziati e quindi resi inattuabili. A fronte di questa situazione, la mozione invita comunque a proseguire l’iter politico, tecnico e amministrativo per la realizzazione degli investimenti finanziati con i fondi Pnrr.

La seconda mozione presentata dai gruppi di maggioranza, e illustrata sempre da Carpentieri del Pd, chiede al Governo di apportare modifiche alla Legge di Bilancio, per supportare la tenuta finanziaria dei Comuni e liberare risorse in chiave redistributiva e anti-inflazione. Il documento puntualizza, infatti, che rispetto ad attuali problematiche gravanti anche sui Comuni, come l’impatto dell’inflazione sui servizi pubblici, il disagio abitativo e il trasporto pubblico, “sono giunte dalla manovra finanziaria del Governo risposte altamente insufficienti”. L’atto chiede inoltre all’Amministrazione di sollecitare l’Esecutivo affinché attui “urgenti aggiornamenti” sulle riforme politico-istituzionali in corso che potrebbero ulteriormente impattare proprio gli enti locali (come il ruolo dei Comuni e delle autonomie della annunciata riforma costituzionale).

La terza mozione presentata dai gruppi di maggioranza e illustrata da Paola Aime (Europa verde – Verdi) chiede di anticipare al 2026 (rispetto alla scadenza del 2030 prevista dal Piano urbano della mobilità sostenibile) l’obiettivo di Modena “a 30 chilometri orari”, come limite di velocità in ambito urbano. Si tratta, precisa l’atto, di una richiesta sempre più diffusa tra cittadini e organizzazioni del territorio, prevedendo anche l’installazione di dispositivi che limitino la velocità dei mezzi di trasporto, al fine di contrastare gli incidenti stradali. Per questo scopo, il documento chiede dunque di individuare una specifica voce nel piano investimenti del Comune e di prevedere, contestualmente, azioni di monitoraggio e una campagna di controllo e sanzionamento della Polizia locale.

“Mantenere la promessa di elevamento di fascia della Questura di Modena e di aumento degli organici di tutte le forze dell’ordine, per rispondere alle esigenze del territorio”. È la richiesta della mozione presentata da Pd, Europa verde – Verdi e Modena Civica rivolta al Governo. Illustrando il documento, il capogruppo Pd Carpentieri, ha precisato che le sicurezze sono un tema politico di “assoluta rilevanza” e che i reati e i fenomeni di degrado urbano rappresentano una priorità politica. La mozione chiede dunque all’Amministrazione di sostenere la proposta di emendamento dell’Anci per la creazione di un Fondo nazionale sicurezza urbana e di proseguire investimenti sulla videosorveglianza, sostenendo anche interventi (privati e pubblici) di recupero e rigenerazione urbana, in quanto deterrenti di fenomeni di illegalità.

Sicurezza e partecipazione cittadina al governo della città sono i temi delle due mozioni approvate del M5s. La prima, presentata da Barbara Moretti, chiede all’Amministrazione di garantire maggiore sicurezza per il quartiere Sacca, anche attraverso interventi di riqualificazione urbana “in grado di offrire, rispetto ai reati, condizioni deterrenti”. La mozione chiede dunque di recepire le istanze di gruppi e comitati cittadini, potenziando l’illuminazione pubblica del quartiere e garantendo risparmio energetico. Contestualmente, viene chiesto di verificare l’adeguata copertura della rete di telecamere di videosorveglianza. Avviare un percorso che porti a una prima applicazione sperimentale di Bilancio partecipativo è l’invito rivolto all’Amministrazione da Giovanni Silingardi. “Si tratta di un meccanismo – ha precisato il consigliere – grazie al quale la popolazione contribuisce a stabilire come e a chi assegnare le risorse pubbliche, migliorando quindi la trasparenza e il controllo della gestione pubblica”. Per favorire l’attuazione della proposta, l’atto chiede quindi di prevedere nelle prossime variazioni di Bilancio specifici fondi da destinare all’attuazione del progetto.

Sostegno alle famiglie, alle politiche per le sicurezze e al futuro assetto del quartiere Madonnina, sono i temi dei tre ordini del giorno respinti. In particolare, la mozione presentata da Alberto Bosi (Alternativa Popolare) chiedeva all’Amministrazione di rendere più eque le tariffe per i servizi per le famiglie con figli a carico, verificando l’ipotesi di introdurre, sperimentalmente, il “fattore famiglia comunale”, a integrazione dell’Isee. “Si tratta di un fattore – ha spiegato Bosi – che, tramite un coefficiente, permette di tenere maggiormente conto dei bisogni del nucleo familiare, aiutando quindi le famiglie più povere della nostra città”. La mozione presentata da Giovanni Bertoldi (Lega Modena) invitava l’Amministrazione a stanziare più risorse economiche sulla sicurezza. Il capogruppo ha spiegato che, “nonostante la criminalità a Modena sia in drammatico aumento, il Comune riduce progressivamente le risorse economiche a favore della Polizia locale”. Pertanto, l’atto chiede di “invertire” questa tendenza e assicurare un più efficace contrasto alla criminalità, avviando iniziative per aumentare gli investimenti sulla sicurezza e ampliare i fondi destinati alla Polizia locale. Infine, la mozione illustrata da Andrea Giordani (Movimento 5 stelle) chiedeva di migliorare, attraverso studi e progetti partecipati, il futuro assetto del quartiere Madonnina. In particolare, è stato chiesto di riservare priorità alla demolizione del cavalcavia della ex ferrovia, con il conseguente recupero della visione della Ghirlandina e dell’area interessata (destinandola a piazza pedonale e servizi di livello). Il documento, inoltre, oltre a chiedere di individuare possibili forme di finanziamento per gli interventi di rigenerazione pubblici e privati, invita a valorizzare gli elementi architettonici di qualità presenti nel tragitto verso il centro storico (come gli edifici liberty di via Tabacchi).