RIMINI – Vi siete mai chiesti cosa si cela dietro al lavoro di un investigatore privato? Quando qualcuno si rivolge al criminologo Massimo Affronte, titolare dell’agenzia investigativa Hunter & McCall, raramente lo fa per gelosia. Dietro le richieste di accertare un tradimento c’è quasi sempre una causa di separazione, un assegno di mantenimento o l’affidamento dei figli. Altro che mito romantico.
“Molto spesso il mio interlocutore non è il coniuge, ma l’avvocato”, spiega Affronte. “Il nostro lavoro è documentare elementi concreti da utilizzare in tribunale. Non giudichiamo, raccogliamo fatti”.
Le statistiche. La distribuzione tra uomini e donne è equilibrata, ma cambia l’approccio. “Le donne sono più attente ai dettagli: quando sospettano qualcosa, nel 99% dei casi hanno già elementi solidi e spesso conoscono il nome dell’amante. Gli uomini tendono a partire da una sensazione e più facilmente si sbagliano”.
Amore social. Anche il mestiere è cambiato. Se un tempo dominavano pedinamenti e appostamenti, oggi gran parte delle informazioni si raccoglie online, tramite OSINT: lo studio di dati pubblici come profili social, interazioni e foto. “Non violiamo profili privati”, precisa Affronte, “ma analizziamo ciò che è accessibile pubblicamente per ricostruire relazioni e abitudini”.
Amore vs interessi. “Il tradimento di per sè interessa fino a un certo punto”, conclude. “Conta l’impatto su mantenimento, patrimonio e affidamento dei figli”. Nel lavoro dell’investigatore privato, sospetti e prove si incontrano dove diritto e vita reale si intrecciano.
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