Forli

Alla Fanzinoteca d’Italia 0.2 la cultura fa rima con RAI CULTURA

RAI-Cultura-Fanzinoteca-Umiliacchi

Intervista a Umiliacchi nel noto programma RAI ‘Di là dal fiume e tra gli alberi’

FORLÌ – Il prossimo 1 febbraio, la città di Forlì sarà sotto i riflettori nazionali di una troupe televisiva. La conduttrice Lucrezia Lo Bianco con i professionisti tecnici e artistici di RAI Cultura faranno tappa anche presso la sede della Fanzinoteca d’Italia 0.2 per le riprese di una nuova puntata del programma televisivo ‘Di là dal fiume e tra gli alberi’, un format d’eccellenza che esplora le realtà culturali e antropologiche più autentiche del Paese. L’attenzione della TV di Stato su questa realtà unica in Italia – che custodisce un raro patrimonio di auto-edizioni fanzinare riconosciuto anche dal Ministero della Cultura – è il risultato di un proficuo impegno e valida attività che da 16 anni la città forlivese, oltre a tutta la nazione, ha la possibilità di fruire gratuitamente. Questa vetrina nazionale, milioni di telespettatori, rappresenta un’occasione imperdibile per mostrare la Fanzinoteca d’Italia 0.2 capace di accogliere, conservare e promuovere forme d’arte popolari e innovative, confermando la Regione Emilia-Romagna come punto di riferimento per la vivacità culturale del Paese. Non un’intervista classica ma una narrazione in cui trovarsi ad ‘abitare’ lo spazio fanzinotecario e raccontarlo, essere evocativo ma allo stesso tempo incisivo. La rEsistenza dei nostri 16 anni, in un mondo che va a 1.000 all’ora sul digitale, dove il tempo si ferma sulla carta, dove la auto-edizione fanzinara è l’ultimo baluardo della comunicazione libera, senza filtri, senza algoritmi. Una esclusiva struttura che vive di donazioni. Da tutta Italia, e anche dall’estero, ci vengono spedite le testate fanzinare da persone consapevoli che solo in questo luogo verranno studiate e preservate. Per noi, come cultura periferica, è una responsabilità enorme: proteggere la creatività minore. Lontano dagli stereotipi, le periferie si stanno trasformando in validi motori di cambiamento, creando cultura non patinata, spesso con un alto tasso di giovinezza, centro di creatività, vitalità e organizzazione culturale. La nostra la cultura periferica non è una versione inferiore di quella ufficiale, anzi, siamo da 16 anni na realtà dinamica in grado di ridefinire il concetto stesso di cultura cittadina.

“Se oggi la RAI accende i riflettori su questa esclusiva ed unica Fanzinoteca in Italia – dichiara GianLuca Umiliacchi Direttore fanzinotecario – è anche grazie al prezioso lavoro svolto in tutti questi anni. Attività di ricerca, salvaguardia e promozione, pilastri fondamentali per la sostenibilità culturale, che da una raccolta ’emotiva’ e spontanea ne ha permesso l’evoluzione professionale dove la fanzinologia applica criteri biblioteconomici e d’archivio specifici a un materiale ‘anomalo’ come le auto-edizioni fanzinare. La nostra cultura periferica rappresenta l’insieme di espressioni artistiche, sociali e relazionali che, sebbene nata lontano dai centri decisionali, da 16 anni è un luogo di grande energia creativa, resistenza e innovazione sociale, capace di generare nuove forme di partecipazione. Preservare la fragilità della carta povera, della ‘stampa libera’ e, soprattutto, rendere il materiale consultabile e studiabile come un vero fondo storico socio-culturale. La sede fanzinotecaria non è un magazzino di ‘pubblicazioni’, ma un centro di documentazione che gestisce un patrimonio di oltre 13.000 documenti, difficili da rintracciare, se non proprio introvabili. È questo rigore ‘fanzinotecario’ che ha convinto il Ministero della Cultura e ora RAI Cultura: non vengono a filmare una collezione di hobbisti, ma un archivio sociale e antropologico unico nel suo genere. Avere teorizzato questa differenza – precisa Umiliacchi – è il mio ‘marchio di fabbrica’. È ciò che mi permette di dire ai media nazionali che la Fanzinoteca è un’istituzione scientifica, non un semplice garage di ricordi. Non di meno, un merito va attribuito anche alla sensibilità dei professionisti dell’informazione, Menabò Group contribuisce a diffondere la cultura come strumento di crescita, per valorizzare l’identità e la difference di ogni realtà. La loro capacità di segnalare e valorizzare le linee guida del nostro operato è stata fondamentale affinché una produzione di tale rilievo potesse individuare nella Fanzinoteca d’Italia 0.2 una storia degna di essere raccontata e presentata all’Italia.”

Una delle produzioni più apprezzate di Rai Cultura, in onda principale su Rai 5 e in replica su Rai 3, nata con l’obiettivo di raccontare l’Italia in modo lento, profondo e lontano dai circuiti turistici di massa ‘Di là dal fiume e tra gli alberi’, titolo chiaro omaggio al romanzo di Ernest Hemingway ‘Dall’altra parte del fiume e tra gli alberi‘, richiama l’idea del viaggio, del superamento di un confine per addentrarsi in territori meno conosciuti e più autentici. L’obiettivo è più come l’identità italiana sia fatta di mille fondamenta che resistono alla globalizzazione. In tutto questo una realtà culturale davvero particolare e affascinante come l’unica ‘biblioteca delle fanzine‘ non poteva mancare. L’iniziativa si inserisce in un quadro di grande fermento per Forlì, proprio nel pieno del percorso verso la candidatura a Capitale della Cultura 2028 che, come ogni capitale, avrà le sue culture periferiche abbandonate. Questo momento è una fase di trasformazione. Per questo noi siamo qui, per ricordare l’esistenza di quella cultura periferica che nasce anche dal basso, dalle passioni autonome. Il nostro obiettivo è rendere questo patrimonio accessibile a tutti, specialmente ai giovani che non hanno mai visto una pubblicazione fatta con colla, forbici e fotocopiatrice. Una sede unica in Italia letteralmente sommersa dalla passione degli italiani, gli spazi non bastano mai per contenere tutta questa libertà espressa.

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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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