Alessandro Rivali “Ho cercato di scrivere Paradiso”: oggi al Museo della Città

RIMINI – Ezra Pound torna, idealmente, a Rimini. Come si sa, è stretto il legame tra il grande poeta americano, autore dei Cantos, e la città di Sigismondo Pandolfo Malatesta. A Rimini il poeta fa tappa nel 1922 e nel 1923 per fare degli studi archivistici alla Biblioteca ‘Gambalunghiana’ e a visitare il Tempio Malatestiano; intorno a Rimini il poeta scrive i ‘Malatesta Cantos’ (VIII-XI) e su di essa compone un ‘lamento’ dopo i bombardamenti della Seconda guerra. A Rimini Ezra Pound, che fu segretario personale di William B Yeats, amico e consigliere di Ernest Hemingway, mentore di Thomas S. Eliot – che a lui dedicherà La terra desolata – farà ritorno l’11 settembre del 1963, insieme a Olga Rudge, ad assistere a un concerto della Sagra Malatestiana, “bianco di chiome e di barba breve, alto, un po’ curvo, raccolto in sè, gli occhi azzurri d’acquamarina lampeggianti di pagliuzze d’oro”, come lo descrive Luigi Pasquini.

Ezra Pound, idealmente, torna a Rimini sabato 24 novembre 2018, alle ore 17.30, al Museo della Città: Alessandro Rivali, infatti, parlerà con Davide Brullo del libro, edito da Mondadori, Ho cercato di scrivere Paradiso.

Il libro, una lunga intervista a Mary de Rachewiltz, la figlia di Pound, è una ricognizione dentro l’opera del grande poeta americano, ricca di materiali inediti.

L’incontro è parte della rassegna “Frontespizio”, curata dal Comune di Rimini, ed è in collaborazione con il quotidiano culturale Pangea (pangea.news).

Ingresso libero
Info 0541 793851

Frontespizio. Piccola rassegna di libri nuovi
“Come la prima pagina interna, che di un libro fornisce gli elementi essenziali e sostanziali, questa rassegna vuole accompagnare i lettori davanti alla porta di ingresso di nuovi testi. L’etimo della parola “frontespizio” (dal tardo latino frontispicium, composta di frons, frontis ‘fronte’ e del tema di specĕre ‘guardare’), evoca l’atto di guardare un volto, che restituisce la conoscenza delle principali espressioni e dei caratteri peculiari di una persona. Anche queste presentazioni ci faranno incontrare il volto di un libro e insieme quello del suo autore. Presentare equivale anche a declinare al presente, al qui e ora, gli infiniti argomenti legati all’arte della scrittura. La presenza in sala dell’autore è dunque un’occasione per collocare il pubblico in una inedita postazione, aggiuntiva rispetto alla lettura del libro. Conoscere le premesse dalle quali quel testo nasce, gli intenti dai cui lo scrittore è partito per costruirne l’impalcatura, offre un importante arricchimento di senso. Quando si diffuse il termine italiano “Frontespizio”, agli inizi del XVII secolo, le pagine di apertura di un libro contenevano, oltre ai nomi e ai titoli, anche un’architettura di immagini: colonne e timpani, figure allegoriche e oggetti simbolici erano disegnati e incisi a decorazione e viatico di quelle porte d’ingresso al testo.” Massimo Pulini

Tutto il calendario di Frontespizio6
http://www.museicomunalirimini.it/mostre_eventi/agenda/pagina1070.html