PARMA – Fu partigiana, una delle 21 madri costituenti e sindaca dal 1951 al 1958.
Albareto ha ricordato Angela Gotelli, una delle sue figlie più illustri, nel corso di un convegno, ospitato al Palafungo, promosso dall’Amministrazione comunale nell’80° anniversario della ricostituzione del Comune di Alberto, l’unico del Parmense che fu soppresso per le posizioni fermamente antifasciste dei suoi cittadini e cittadine, nel corso di un evento che ha ottenuto il patrocinio di Provincia di Parma e Regione Emilia-Romagna.
Nata nel 1905 a San Quirico di Albareto, Angela Gotelli partecipò attivamente alla Resistenza e nel 1946 fu eletta all’Assemblea costituente, tra le sole 21 donne chiamate a contribuire alla nascita della Repubblica. Nel 1951 fu eletta sindaca di Albareto, unica donna in un consiglio comunale composto, per il resto, interamente da uomini. Fu anche deputata per tre legislature e sottosegretaria di Stato.
“Angela Gotelli – ha evidenziato Carlo Berni, sindaco di Albareto – fu uno dei simboli dello spirito antifascista di Albareto. Fu una delle prime sindache donna in Italia. Ebbe un ruolo fondamentale per la crescita del paese grazie al suo spirito di innovazione. Guardava avanti, nel tempo. Tanto che alcune delle opere pubbliche, come le scuole nel capoluogo e nelle frazioni e gli alloggi popolari, furono pensate e realizzate durante il suo mandato da sindaca”.
“Fu un esempio di forza e determinazione – hanno aggiunto il presidente della Provincia di Parma Alessandro Fadda ed il consigliere regionale Matteo Daffadà, durante i saluti istituzionali -. Pose al centro dell’attenzione l’importanza della scuola, un servizio fondamentale nelle aree interne, un presidio indispensabile ancora oggi per evitare lo spopolamento delle zone montane”.
“Tra gli insegnamenti più significativi – ha rimarcato Nicola Carozza, biografo ufficiale di Angela Gotelli – il suo inno alla partecipazione politica ed il coinvolgimento dei giovani. E poi l’emancipazione femminile con la possibilità di studiare e di lavorare, senza dimenticare i temi del welfare e della sanità. Angela Gotelli era fermamente convita che la sanità fosse un tema politico e per questo si batté per una sanità in grado di pensare agli ultimi”.
In prima fila per la memora l’Isrec – Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Parma, rappresentato dalla presidente Carmen Motta: “Fu una figura emblematica per il territorio parmense e spezzino. Interpretò i valori alla base della nostra Costituzione. Come Isrec le abbiamo dedicato una delle pubblicazioni di ‘Vite ritrovate’ con cui ricordiamo le figure emblematiche della Resistenza e della costruzione della Repubblica italiana. Abbiamo ritenuto fosse fondamentale recuperare non solo la memoria, ma la vita concreta di una donna che ha dedicato la propria esistenza alle istituzioni. Un ricordo doveroso nell’80° del voto alle donne”.
A curare il volume “Vite Ritrovate. Angela Gotelli” Alessandra Mastrodonato: “La pubblicazione è stata un’occasione preziosa per portare alla luce la storia di Angela Gotelli. Una ricerca che ha permesso di consultare fonti inedite e l’archivio privato della famiglia Gotelli così come tutta la documentazione conservata in comune ad Albareto. Emerge grande attenzione al territorio e alle infrastrutture locali, in primis alle scuole”.
Aneddoto personale per l’ex senatrice della Repubblica Albertina Soliani: “Ero una giovane della Democrazia cristiana nel mio paese, Boretto, in provincia di Reggio Emilia ed incontrai Angela Gotelli in occasione dell’inaugurazione del primo asilo nido di Boretto. Angela Gotelli arrivò a piedi, dalla stazione. Le andai incontro, a nome delle donne democristiane del mio paese. La sentii molto partecipe rispetto ad una scelta, quella dell’asilo nido, che significava occuparsi dell’infanzia e guardare al futuro dei bambini facendo in modo che potessero vivere una vita piena. Questa era l’idea della Repubblica che aveva Angela Gotelli e che ha fatto propria per tutta la sua vita”.
La commemorazione si è svolta alla presenza dei familiari di Angela Gotelli, a partire dal pronipote Domenico Gotelli.
Foto: da sinistra Matteo Daffadà, Domenico Gotelli, Nicola Carozza, Alessandro Fadda, Albertina Soliani, Carlo Berni, Patrizia Maestri, Carmen Motta e Alessandra Mastrodonato.
Video: scaricabile a questo link: https://we.tl/t-poWxeRzvqnuS5L83
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