Al Ridotto del teatro “A. Bonci” torna l’urbanistica, ma sotto forma di mostra

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L’esposizione a cura di Vincenzo Stivala sarà inaugurata venerdì 8 aprile

CESENA – Spettacolo e ricerca, attenzione all’arte ma non meno alla tecnica. Inquadra alla perfezione la vera anima del Ridotto del Teatro cittadino “Alessandro Bonci” la mostra “L’Urbanistica” (non solo carte) Uffici Ridotto Teatro Bonci 1998 – 2018” a cura del cesenate Vincenzo Stivala, architetto di origini salentine, ed ex dipendente comunale, che venerdì 8 aprile, alle 17.30, sarà inaugurata nel foyer del teatro alla presenza del curatore, dell’Amministrazione comunale e del direttore Franco Pollini. L’esposizione, che sarà visitabile fino al 1° giugno 2022, si rivelerà al pubblico nei termini di una lunga narrazione fotografica che copre vent’anni, dal 1998 al 2018.

Una ventina di anni fa infatti il Ridotto del Teatro ha ospitato alcuni uffici del Settore Programmazione Urbanistica durante la redazione del Piano Regolatore Generale e delle successive Varianti. Nello stesso periodo quegli uffici erano conosciuti, almeno dagli addetti ai lavori, come “l’Urbanistica”. Il Ridotto ha accolto e accompagnato il lavoro delle persone diventando un vero e proprio laboratorio tecnico, inserito in spazi di qualità e habitat di pregio. La scelta di spostare quegli uffici comunali dal Palazzo Albornoz al Ridotto (un ambiente di teatro) del Bonci fu ritenuta adeguata e funzionale al lavoro del Piano Regolatore Generale. “Certo – commenta Vincenzo Stivala – il Teatro è essenzialmente un luogo destinato allo spettacolo, alle manifestazioni artistiche o culturali per cui tale decisione poteva sembrare alquanto insolita. Il teatro però richiama alla mente anche invenzione, creatività, ricerca. Considerando questi elementi, si potrebbe pensare che la scelta di questa sede, per redarre il PRG, guardasse anche verso quelle prospettive. Circa quattro anni fa, poco prima del trasloco, quando si organizzava il ritorno degli uffici del Settore Governo del Territorio (ex Programmazione Urbanistica) nel Palazzo Comunale, ho avuto la tentazione di scattare qualche fotografia di quegli spazi per raccontare, a fini personali, il periodo lavorativo trascorso in quell’edificio”.

Le fotografie esposte dunque rappresentano una visita, un breve “incontro” con il Ridotto iniziando dalla scalinata di ingresso, su per il pianerottolo per poi affacciarsi nel salone centrale, una sorta di “piazzetta dell’urbanistica”, il cuore del Settore, dove si aprivano le porte di tutti gli uffici e avvenivano le riunioni ufficiali, le conferenze di servizi più complesse e partecipate, ma anche gli incontri occasionali, le conversazioni quotidiane, e l’attesa del pubblico nei giorni di ricevimento. Anni dopo è affiorata l’idea di mettere in ordine quelle immagini e trovare così il modo per riconoscere e apprezzare il carattere e le doti di quegli ambienti. Ambienti che, in qualche modo, hanno influito sul lavoro che è stato eseguito al loro interno, che hanno consentito alle persone che vi hanno lavorato di trovarsi bene. Queste le chiavi di lettura e le ragioni di porre “in bianco e nero” le mie impressioni fotografando il salone e le stanze del Ridotto. Nel prossimo futuro quegli spazi ritorneranno alla loro originaria funzione dedicata a manifestazioni, spettacoli ed iniziative culturali. Sapere però che in passato il Ridotto è riuscito ad accogliere (con merito a mio modo di vedere) attività e persone diverse dal consueto mondo dell’arte e dello spettacolo, serve, opportunamente, a riconoscergli un meritato e ulteriore valore aggiunto

Vincenzo Stivala, vive in Romagna. L’interesse per la fotografia comincia nel periodo universitario, anche per il ruolo non proprio marginale di questa “tecnica” nel percorso di studi. Diventa in seguito una attività personale più continua e strutturata. Un mezzo per colmare l’esigenza di imparare a guardare, a vedere e descrivere “le cose così come sono”, con semplicità, cercando di dare luogo a utili esperienze del reale. Questa modalità neutra, ordinaria, quotidiana aiuta ad avvicinarsi e assimilarsi al soggetto. Fotografia è attenzione, cura, incontro.