“Piacenza – sottolinea Garilli – è sempre presente in questa ricorrenza, perché tornare qui vuol dire toccare con mano una pagina di storia che nella sua inaudita violenza si erge, per il nostro Paese, a simbolo dell’orrore e della brutalità della guerra. Onorare la memoria delle 560 vittime innocenti, in gran parte bambini, donne e anziani, che il 12 agosto 1944 caddero sotto i colpi delle truppe naziste, significa coltivare la memoria affinché vi sia la piena consapevolezza, anche per le generazioni più giovani, di ciò che avvenne quel giorno. Perché nessuno possa dimenticare, o restare indifferente, di fronte all’atrocità di un crimine che nega e cancella ogni umanità”.
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