40° anniversario della strage di Ustica, l’intervento di Daria Bonfietti, Presidente dell’associazione dei parenti delle vittime

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BOLOGNA – Nel quarantesimo anniversario della strage di Ustica, oggi nella sala del Consiglio comunale di Palazzo d’Accursio si è tenuto l’incontro delle istituzioni con i parenti delle vittime della strage.

Di seguito l’intervento integrale di Daria Bonfietti, presidente dell’associazione dei parenti delle vittime della strage di Ustica.

“Signor Sindaco,
senza retorica e con umiltà voglio esprimere il dolore per le tante vittime innocenti di questi mesi e la mia vicinanza ai loro parenti e ancora un sentito ringraziamento agli operatori tutti, che nell’adempimento delle loro funzioni, ci hanno dato esempio di professionalità, abnegazione, rispetto per i più deboli.

Signor Sindaco di Bologna
È sempre stato di grande importanza per tutti i parenti delle vittime della strage di Ustica incontrarla in questa aula che è il cuore della vita democratica della città.
È stato detto che in questa città siamo tutti parenti dei parenti delle vittime della strage di Ustica:
sempre abbiamo sentito questo affetto, questa comprensione, questa condivisione degli impegni e degli obiettivi.

Saluto e ringrazio il Presidente della Camera, On. Roberto Fico
la sua presenza è significativa per l’indubbio valore Istituzionale: il Parlamento è nella Repubblica il cuore della democrazia, la rappresentanza delle idee, dei sentimenti, delle aspirazioni dei cittadini, sento di poter salutare anche una personalità che ha mostrato attenzione per l’attività della Associazione, si è mosso a livello internazionale e ricordo che nelle sale della Camera abbiamo presentato e poi esposto una opera grafica, contributo che Lamberto Pignotti ci aveva voluto dedicare.

Ringrazio le Autorità presenti,

tutti insieme, citando soltanto il Cardinale di Bologna, che non posso non ringraziare per aver voluto ricordare, proprio quando ci sentivamo sopraffatti dal morbo, tutte le vittime del terrorismo,
il 9 maggio scorso, nella Giornata della memoria.

Dopo quelle terribili giornate tutti ci auguriamo che la vita riprenda, che le attività tornino con vigore.

Anche noi parenti in tanti modi siamo stati “costretti” dal morbo,
che però non ci ha tolto Memoria e Futuro.

Oggi ribadiamo l’impegno per la verità e la memoria.

È il nodo della verità che dobbiamo affrontare: nei manifesti per l’Anniversario abbiamo voluto riportare due frasi:
“C’era la guerra quella notte nei nostri cieli” e
“il DC9 è stato abbattuto”
Questa è la verità!

Una verità che deve essere completata con l’individuazione degli autori materiale della Strage: chi nel cielo quella sera ha compiuto l’azione mortale.

È ancora aperta una indagine da parte della Procura della Repubblica di Roma; a questi giudici deve essere fornito ogni tipo di documentazione. Crediamo a un ruolo determinante del Ministero della Giustizia per la gestione delle rogatorie internazionali e per questo chiediamo al Ministro Bonafede sforzi ulteriori, mentre gli riconosciamo l’impegno preso per la digitalizzazione di tutti gli atti relativi alla vicenda di Ustica.

Sappiamo, lo hanno affermato le precedenti indagini, che tutta la documentazione militare in Italia è stata soppressa colpevolmente.

Già nella precedente istruttoria i contributi qualificanti e decisivi sono dovuti venire dalla Nato.
Dobbiamo fino in fondo avere la consapevolezza che stiamo parlando di un capitolo tragico della recrudescenza della Guerra fredda e delle attività militari degli Stati.

Questo l’ostacolo e io credo che l’impegno di oggi sia avere piena consapevolezza della necessità di superare questo ostacolo.
Ripeto: è assolutamente necessaria una totale e determinata azione dell’Esecutivo, delle Istituzioni del nostro Paese, perché facciano sentire il bisogno di verità, soprattutto a difesa della dignità nazionale.
Questa la richiesta e l’impegno per questo 40 °anniversario

Ricordiamo che Ustica è una verità nota nell’immediatezza dell’evento: è documentato dalle registrazioni delle conversazioni tra i siti radar , uno stato di allarme già durante il volo- si vedevano aerei militari “razzolare” attorno al DC9 – e si è arrivati a cercare, in maniera assolutamente inusuale, aiuto dall’Ambasciata americana a Roma. Era immediatamente a disposizione ed è stato visionato, un tracciato radar -anche questo abbiamo riprodotto nel nostro manifesto-, con una evidente manovra d’attacco al DC9.
Ma è stato deciso, probabilmente in una riunione d’emergenza- ancora inspiegabile- proprio all’Ambasciata americana a Roma, che i cittadini non dovevano sapere.

I militari, l’Aeronautica forte del suo prestigio e delle sue capacità tecniche, hanno fatto intendere che in un cielo, che si sosteneva assolutamente vuoto e senza pericoli, l’aereo poteva essere caduto soltanto per un cedimento strutturale. La “tragica ovvietà che gli aerei cadono” .
Così hanno perso ogni mordente le indagini della Magistratura e si è individuato un capro espiatorio nella compagnia Itavia, la società privata proprietaria del velivolo che è stata fatta fallire.
Dopo qualche mese la vicenda Ustica è scomparsa dall’attenzione, proprio come il DC9 si era inabissato nel Tirreno

Abbiamo avuto molti anni di silenzio: poi sotto la spinta dell’opinione pubblica, in un clima di rinnovata attenzione, – di questo cercheremo di parlare nel Convegno che abbiamo organizzato per il prossimo novembre- i lavori della Commissione Stragi, presieduta dal compianto Senatore Libero Gualtieri, che ha saputo far votare all’unanimità importanti risoluzioni, e della Magistratura, con il giudice Istruttore Priore e la Procura della Repubblica di Roma, ci hanno consegnato finalmente la verità sulle cause dell’accaduto.

In questo 40° Anniversario bisogna ripartire da quell’impegno, da quei risultati.
La Commissione Stragi all’unanimità , – non paia fuori luogo sottolineare questa unanimità, è solo per sottolineare che le osservazioni critiche che ancora oggi rivolgiamo sono state condivise dal Parlamento tutto e anche per permettermi un sommesso appello alla concordia in questo grave momento, la Commissione Stragi dicevo, indicò
“al Parlamento le responsabilità delle istituzioni militari per avere trasformato una “normale” inchiesta sulla perdita di un aereo civile, con tutti i suoi 81 passeggeri, in un insieme di menzogne, di reticenze, di deviazioni,”. E affermò “che si può cominciare a chiedere conto di quei comportamenti che all’interno della Pubblica amministrazione hanno così a lungo ostacolato la ricerca della verità”

Diciamo con forza che soli i parenti delle vittime hanno trovato la determinazione per chiedere conto di tutto ciò e oggi abbiamo anche una serie di sentenze civili definitive che hanno condannato i Ministeri dei Trasporti e della Difesa. Di queste sentenze chiediamo il doveroso e totale rispetto. E ricordiamo anche la sentenza che condanna Ministeri Trasporti e Difesa a risarcire la compagnia Itavia fatta fallire a conseguenza dell’indegna menzogna del cedimento strutturale.
Pensiamoci bene questa non è soltanto una vicenda giuridico-amministrativa, è la restituzione della verità.
E respingendo le vergognose campagne di falsità e depistaggi messe in atto dai nostalgici della bomba a bordo, ribadiamo che la verità è quella che ci ha consegnato il giudice Priore e
poniamoci come irrinunciabile obiettivo, per la dignità stessa di questo Paese, di avere la totale spiegazione di quanto è avvenuto.

Signor Sindaco,
l’anno scorso proprio in questa occasione avevo espresso le difficoltà dell’Associazione nel campo della ricerca storica, per passare, come ci siamo prefissi, dalla Verità alla Storia.
Oggi con grande soddisfazione voglio ringraziare il Rettore dell’università di Bologna e l’Amministrazione comunale che hanno trovato modalità di collaborazione per dotare Bologna di un’altra professionalità qualificata per studiare i temi del Terrorismo e di quel periodo storico che ha particolarmente insanguinato le nostre terre. E per quanto riguarda il nostro impegno per la Storia è ancora con soddisfazione che segnalo che proprio in questi giorni sono in libreria due volumi:
uno per l’edizione Laterza di Cora Ranci, una studiosa che nel suo percorso presso l’università di Bologna ha potuto usufruire di contributi della nostra Associazione e della guida del prof. Mirco Dondi
l’altro che esce a cura di Luca Alessandrini per l’editore Mondadori Universitaria, è frutto della collaborazione con l’Istituto Parri.

Sono sincera, caro Virginio, non è tanto solo un ringraziamento quanto anche una richiesta esplicita d’aiuto, a te che sei neo Presidente dell’Istituto Parri, anche perché è già in fase di attiva preparazione per la metà di novembre il convegno “1980 l’anno di Ustica- la situazione interna”.

Proprio in questi giorni ho avuto comunicazione dal Ministero dei Beni Culturali che sono disponibili a Bologna, come all’Archivio centrale dello Stato a Roma, i documenti prodotti dalla attuazione della direttiva Renzi: oltre un milione di carte. Io credo che sia un grande merito delle nostre Associazioni, quello di aver cercato di dar attuazione alla direttiva Renzi, facendo salvo tutte le critiche sulle quali richiamiamo ancora l’attenzione delle forze politiche, ma credo di voler esprimere un merito particolare per questa disponibilità a Bologna.

E permettetemi: porto a Bologna un milione di carte, mi impegno per la desecretazione in applicazione della Direttiva Renzi, chiedo i documenti per i giudici che indagano su Ustica, non posso accettare da una polemica bieca e piena di falsità, di passare per chi vuol nascondere, è davvero offensivo e indegno, e penso anche che la stampa dovrebbe aver più attenzione per questi giochi di falsità soprattutto se già ampiamente smascherati.
Voglio concludere dicendo che sono davvero orgogliosa per il programma culturale che presenteremo nel Giardino che continuiamo a voler pensare come spazio del Museo per la Memoria di Ustica.

Sono spettacoli che nascono proprio dalla collaborazione con realtà culturali della città, debbo prendere atto che purtroppo non abbiamo potuto dar seguito all’impegni con la didattica con le scuole, alle attività per gli studenti organizzate con il Miur, mentre sono particolarmente grata alla collaborazione con le Istituzioni culturali, penso al Mambo: avremo un evento che credo significativo per l’intera estate, la meravigliosa mostra di Nino Migliori, un affascinante percorso tra fotografia musica e arte. Concluderemo le iniziative il solito 10 agosto, con la Serata di poesia, che quest’anno interesserà le due città. Bologna e Palermo, e ringrazio l’Assessore presente e il Sindaco Orlando che hanno voluto essere ancora al nostro fianco, serata che vedrà la presenza oltre che degli attori anche del Cardinale Zuppi e dell’Arcivescovo Lorefice.

Signor Sindaco, Signor Presidente, Autorità tutte siamo ancora qui, a quaranta anni di distanza a chiedere verità e giustizia per i nostri cari e per la dignità stessa del nostro Paese,
siamo ancora qui a fare Memoria, crediamo nella funzione della Storia, abbiamo ancora bisogno della vostra comprensione e del vostro aiuto”.