25 novembre 2021, si moltiplicano sul territorio gli spazi di accoglienza, ascolto e supporto per le donne vittime di violenze

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Tutti gli appuntamenti nella città metropolitana per la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”

BOLOGNA – Il 25 novembre si celebra la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”. Per l’occasione verrà inaugurata ufficialmente alla presenza delle autorità la Stanza Rosa realizzata nella stazione dei Carabinieri di Sasso Marconi e già attiva dal marzo 2020 (ore 16 in viale Kennedy). Si tratta di uno spazio attrezzato e appositamente pensato per tutelare la dignità delle persone vittime di violenza, maltrattamenti e abusi, in primis donne e minori.

La costituzione delle Stanze rosa nel territorio metropolitano nasce dall’accordo tra Città metropolitana di Bologna e Arma dei Carabinieri, Comando Provinciale di Bologna, sottoscritto nel 2018 e rinnovato nel 2021. Il progetto fa parte delle azioni previste dal Protocollo d’intesa per il miglioramento della protezione delle donne che hanno subito violenza nell’ambito delle relazioni d’intimità, promosso dal Comune di Bologna e sottoscritto dalla Città metropolitana di Bologna e dall’Arma dei Carabinieri, oltre che da altri soggetti, istituzionali e non, del territorio.

Sempre giovedì 25, a San Lazzaro verrà inaugurato il Punto Rosa nei locali della Polizia Locale (ore 10.30 via Salvo D’Acquisto 12) uno spazio sicuro, dedicato all’accoglienza di donne vittime di violenza e individuazione del rischio e della recidiva. E ancora, a Imola alle 10.45 verrà inaugurata la “Stanza degli ascolti protetti: spazio accogliente per chi denuncia abusi e violenze” presso il Commissariato di Polizia di Stato (via Mazzini, 52). Sempre giovedì 25 a Vergato verrà inaugurata la Stanza dell’Ascolto presso il Comando Polizia Locale (ore 10.30 via Gramsci n. 53).

Venerdì 26 novembre si terrà l’iniziativa on line “Parità di genere: così vicina, così lontana? Diritti negati tra globale e locale” organizzata da Città metropolitana in collaborazione con gli Enti locali e le Associazioni del territorio: una riflessione sui temi della parità e del contrasto alla violenza di genere, che intreccia la situazione attuale a livello internazionale, ed in particolare il dramma che stanno vivendo le donne afgane, all’esperienza delle donne italiane e straniere nei nostri contesti, anche attraverso il coinvolgimento delle Associazioni attive nel territorio metropolitano ed il racconto di esperienze e testimonianze.
La giornata si colloca nell’ambito del Festival della Cultura Tecnica 2021, manifestazione che si inserisce all’interno delle operazioni orientative per il successo formativo promosse dalla Regione Emilia-Romagna e cofinanziate dal Fondo sociale europeo PO 2014-2020.
(Link per accedere: https://forms.gle/HyP4HvdCVrtSpQyLA)

Il tema della violenza sulle donne emergerà con forza negli spazi pubblici anche grazie all’inaugurazione di una decina di “panchine rosse” nei comuni del territorio.
Intorno alle installazioni delle panchine rosse si costruiranno momenti di riflessione e memoria delle vittime.

Un centinaio gli eventi organizzati nei comuni per sensibilizzare i cittadini sul tema, tra incontri, inaugurazione di mostre fotografiche, spettacoli teatrali e letture a tema, raccolti nel sito dedicato sul portale della Città metropolitana.

“Il lavoro contro la violenza sulle donne e sui minori ha necessità di un radicale cambio di passo. La violenza è l’effetto della disparità della condizione delle donne e per essere contrastata ha bisogno di azioni di sistema, trasversali a tutti i Settori dell’Amministrazione – spiega Simona Lembi, responsabile del Piano Uguaglianza della Città metropolitana – Grazie ai centri antiviolenza siamo riusciti a rendere visibile il fenomeno, a raccontarlo e a dargli un volto. Le azioni per dare risposta nell’immediato sono tante nel territorio metropolitano, ora dobbiamo lavorare insieme per prevenire e contrastare le molte disuguaglianze della nostra vita quotidiana. Per questo vogliamo costruire un Piano Uguaglianza fatto di una pluralità di azioni, sociali, economiche e culturali. Non si può parlare di contrasto alla violenza senza dire della necessità di parità e di uguaglianza nel mondo del lavoro pagato: ogni donna che perde il lavoro impiega il doppio della fatica di un uomo per trovarne uno nuovo con la metà delle possibilità di riuscirvi”.