ZOLA PREDOSA (BO) – “Per una terra comune, viva, coltivata, allevata” è il titolo scelto per il seminario pubblico promosso dal Biodistretto Appennino Bolognese. L’incontro, pensato per difendere e valorizzare un modello agricolo e artigiano che sostiene comunità, tutela i territori e costruisce alleanze per il futuro, sarà dedicato al valore sociale, culturale, ambientale ed economico dell’agricoltura di piccola e media scala.
L’evento vedrà la partecipazione di agricoltori e allevatori di tutti i Biodistretti della regione, sindaci e amministratori locali, il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna, l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna e rappresentanti del MASAF (invitati). Alle 20:00 sarà offerto ai partecipanti un assaggio dei prodotti locali, simbolo della qualità del territorio e della cura dei produttori.
Le aree appenniniche e collinari italiane affrontano una crisi strutturale: la chiusura continua di aziende agricole mette a rischio ettari coltivati, competenze, relazioni, biodiversità, paesaggi e cultura locale. A fronte di questa fotografia, il Biodistretto Appennino Bolognese offre un esempio concreto di resilienza: con 48 aziende agricole e oltre 100 soci tra artigiani, associazioni, ambientalisti e amministratori locali, questa rete dimostra che è possibile rigenerare territori, biodiversità e comunità, mantenendo vive le tradizioni e innovando nel presente.
“Ripopolare l’Appennino significa dare ai giovani agricoltori, allevatori e artigiani le condizioni per vivere e lavorare nei nostri territori. Non producono solo cibo, ma anche cultura, relazione e senso di comunità” – Lucio Cavazzoni, presidente del Bio-distretto Appennino Bolognese.
Le aziende della rete producono cereali, pane, farine, biscotti e dolci, vino, ortaggi, composte e salse vegetali, uova, miele, formaggi freschi e stagionati da pascolo di capra, pecora e mucca, frutta come mela rosa romana, castagne e marroni e carne da pascolo. Buon cibo nei suoi agroturismi e ristoranti. Ogni produzione nasce dall’esperienza e dalla cura dei produttori, espressione di una comunità capace di resistere e innovare.
L’obiettivo del Biodistretto Appennino Bolognese è valorizzare il territorio attraverso una gestione sostenibile delle risorse, che promuova la rigenerazione di ecosistemi e comunità locali. I protagonisti di questo modello sono allevatori, viticoltori, apicoltori, produttori di cereali, ristoratori, artigiani e cittadini impegnati nella tutela della campagna e della montagna, insieme ad amministratori pubblici uniti per contrastare spopolamento e degrado. Le loro attività creano un legame diretto tra chi produce e il mondo urbano, primo fruitore di aria, acqua, foreste, agricoltura, bellezza e cibo, attraverso eventi culturali, gastronomici e percorsi di turismo partecipato. Questo modello agricolo e artigiano sostiene comunità e territori, costruisce dialoghi e alleanze e riconosce il suo ruolo sociale nella rigenerazione di comunità in sofferenza per abbandono, spopolamento e mancanza di prospettive economiche e lavorative.
L’iniziativa rientra nel Progetto BioApp, finanziato dal MASAF con Decreto DG MASAF PQA n. 0579612 del 04/11/2024 – CUP J65B24001380001, con il patrocinio del Comune di Bologna e di Bologna per il Diritto al Cibo.
Per maggiori informazioni: https://www.appennino.bio/eventi/per-una-terra-comune-viva-coltivata-allevata
Corporate background
Il Bio‑Distretto dell’Appennino Bolognese ETS copre 30 comuni dalle valli del Santerno al Panaro ed è espressione di un’alleanza cooperativa e senza scopo di lucro di imprese agricole, artigiani, associazioni, enti locali e cittadini nata per valorizzare il territorio montano e promuovere un modello di sviluppo agro‑ecologico sostenibile. Il progetto affonda le sue radici in un percorso partecipativo avviato oltre vent’anni fa con l’impegno del Gruppo di Azione Locale (GAL) dell’Appennino Bolognese e successivamente riconosciuto e sostenuto dalla Regione Emilia‑Romagna attraverso appositi strumenti di promozione dei biodistretti biologici.
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