Villa Minozzo: “Dalla montagna all’anima”, una serata con Fabrizio Silvetti, l’alpinista dei tre ottomila

Fabrizio Silvetti sulla vetta del ManasluLo sportivo reggiano racconterà la sua ultima avventura, che lo ha portato sulla vetta del Manaslu, in Nepal, cui ha associato un’iniziativa solidale. Sarà anche ricordato Juri Govi, scomparso otto anni fa sul Cusna

VILLA MINOZZO (RE) –  “Dalla montagna all’anima” è il cuore dell’appuntamento che si terrà domani (martedì 6 marzo), alle 21, nel teatro I Mantellini. Ospite della serata sarà l’alpinista Fabrizio Silvetti di Castelnovo Monti, reduce dalla sua ultima scalata oltre gli ottomila metri.

Fabrizio SilvettiAll’evento, che è organizzato dal Comune e dall’associazione Villacultura, sarà presente, fra gli altri, il primo cittadino, Luigi Fiocchi, “i cui saluti – spiega l’assessore Lucia Manicardisaranno anche l’occasione per ricordare il consigliere comunale Juri Govi, nell’ottavo anniversario della scomparsa, avvenuta il 6 marzo 2010, durante un’escursione sul monte Cusna”.

La locandina della serataQuello di Silvetti “non sarà un semplice racconto ma una condivisione di immagini e parole, emozioni e stati d’animo – rileva Angela Delucchi, presidente di Villacultura – vissuti prima e durante la conquista del suo terzo ottomila, la vetta del Manaslu, in Nepal (8163 metri), dopo quelle del Shisha Pangma, in Tibet, nel 2013, e del Gasherbrum, al confine tra il Pakistan e la Cina, nel 2011”.

Sottolineano inoltre l’assessore Manicardi e il presidente Delucchi: “Si tratta di un’impresa non comune, compiuta senza l’ausilio di ossigeno, in solitaria, che ci sembra molto significativa, non solo dal punto di vista della sua narrazione, che sarà accompagnata da foto e video spettacolari,  ma anche per riflettere sulle ragioni che sottendono la scelta di vivere la montagna sfidando quei limiti fisici e psicologici che la natura, nonostante il progresso tecnologico, è ancora capace di porre all’uomo”.

In occasione di “Manaslu project”, che ha avuto il suo momento più significativo il 30 settembre 2017, con la conquista della cima, Fabrizio Silvetti “ha associato al programma alpinistico – concludono i promotori della serata – un’iniziativa solidale di raccolta fondi a favore del progetto umanitario promosso dalla guida d’alta quota nepalese Ngima Sherpa, di adozione varesina, finalizzato alla costruzione di scuole e presidi medici nella regione in cui sorge il suo villaggio natale, Damar, colpita dal terremoto nel 2015”.