Scuola Saliceto Panaro, al Comune l’impianto fotovoltaico

Sì del Consiglio all’acquisizione dell’opera realizzata nel 2011 dalla cooperativa di genitori “Sole per tutti”. Guerzoni: “Operazione vantaggiosa per l’Amministrazione”

comune di Modena logoMODENA – Il Comune di Modena ha acquisito l’impianto fotovoltaico posto sul tetto della scuola primaria Saliceto Panaro progettato e realizzato, nel 2011, dalla cooperativa “Sole per tutti” costituita dai genitori degli alunni della scuola. La delibera che prevede l’acquisizione a titolo oneroso dell’opera da parte dell’Amministrazione è stata presentata al Consiglio comunale, nella seduta di giovedì 14 luglio, dagli assessori all’Ambiente Giulio Guerzoni e al Bilancio Ludovica Carla Ferrari, e approvata dall’assemblea con il voto favorevole di Pd, Movimento 5 stelle, Sel, Fas-Sinistra italiana e Per me Modena e quello contrario di CambiaModena. Astenuti i gruppi di Forza Italia e Idea-Popolari liberali.

Nel presentare la delibera, l’assessore Guerzoni ha ripercorso la storia dell’impianto inaugurato il 30 settembre 2011 e inserito nella cornice del Patto dei sindaci come una tra le azioni concrete, previste dal Piano d’azione per l’energia sostenibile del Comune di Modena, per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica e il risparmio energetico tramite fonti rinnovabili e pulite. L’impianto, ha sottolineato Guerzoni, è nato inoltre come progetto sperimentale e partecipativo avviato dai genitori della scuola che, con 120 soci, avevano costituito a questo scopo la cooperativa “Sole per tutti” senza fini commerciali o speculativi ma con gli obiettivi del risparmio energetico e del benessere scolastico. Il progetto era stato approvato in linea tecnica dal Comune che ha concesso in comodato d’uso ventennale alla cooperativa la copertura della scuola elementare sulla quale, dopo un intervento di riqualificazione a cura della cooperativa stessa, è stato installato l’impianto fotovoltaico che copre interamente il fabbisogno di energia della scuola. “Sole per tutti” ha poi affidato a un soggetto terzo la manutenzione, la pulizia e la gestione dell’impianto e della copertura del tetto.

Nel corso degli anni il progetto ha garantito significativi vantaggi economici diretti per l’Amministrazione come la ristrutturazione senza oneri del tetto della scuola e la possibilità di usufruire dell’autoconsumo e della quota dei proventi derivanti dallo scambio sul posto, ma ha manifestato anche alcune criticità tra le quali una difficoltà a mantenere il coinvolgimento dei genitori-soci man mano che i figli finivano la scuola; squilibri economico-finanziari; problemi di rapporti con la ditta alla quale è stata affidata la manutenzione; nessun ampliamento della compagine sociale e difficoltà nella governance della cooperativa. I problemi hanno portato i soci, a luglio 2015, a inviare una lettera al Comune con la richiesta di superare l’esperienza. Il Comune ha valutato opportuno e vantaggioso aderire alla richiesta della Cooperativa Sole per tutti acquisendo appunto l’impianto. La struttura, bene mobile non accatastato, ha un valore di 446 mila 499 euro al lordo degli oneri fiscali. Il Comune corrisponderà alla Cooperativa 250 mila euro e subentrerà nel mutuo che la stessa aveva acceso con Banca etica accollandosi il debito residuo da rimborsare di 196 mila 499 euro.

Aprendo il dibattito per il M5s, Mario Bussetti si è dichiarato favorevole all’operazione, “virtuosa sotto tutti i punti di vista”, chiedendo che impianti analoghi siano installati su ogni scuola comunale. Contrario all’operazione invece Antonio Montanini di CambiaModena per il quale la cooperativa “dovrebbe vendere l’impianto sul mercato. Secondo la logica applicata in questo caso, il Comune dovrebbe intervenire ogni volta che una società non riesce a pagare il mutuo e non è rilevante che l’opera sia collocata su una scuola: questi sono privati cittadini che vendono al Comune un business”.

Antonio Carpentieri, per il Pd, ha ribattuto che “è nell’ordine delle cose che chi gode di un diritto di superficie possa chiedere al proprietario, il Comune appunto, di recedere e di acquistare le opere realizzate. Noi non possiamo ignorare che sotto quel tetto c’è una scuola con cinquecento bambini che il Comune deve tutelare senza dimenticare il fatto che non siamo davanti a un salvataggio ma a un’operazione che porta addirittura introiti all’Amministrazione”.