Modena, Remo Bodei al primo incontro di “Impara l’arte”

Andrea NemizVenerdì 8 gennaio alle 18 alla Fondazione Biagi il filosofo, presidente del Comitato scientifico del festivalfilosofia, svolgerà una “lezione” su “Il congedo dalle arti belle”

MODENA – Con la “lezione” di Remo Bodei intitolata “Il congedo dalle arti belle” prende il via venerdì 8 gennaio alle 18 mell’auditorium della Fondazione Marco Biagi di Modena la rassegna aperta a tutti “Impara l’arte. Introduzione alla ricerca contemporanea”, promossa dal Comune e dalla Fondazione Cassa di risparmio di Modena e organizzata dal Consorzio per il festivalfilosofia in collaborazione con Galleria civica e Fondazione Fotografia.

Il contributo di Bodei darà conto anzitutto delle grandi discontinuità che hanno investito in modo irreversibile l’arte del Novecento: “Che la bellezza si riferisca soprattutto all’arte ci pare oggi un’ovvietà che non merita di venire discussa. Eppure le ‘arti belle’ – sottolinea il filosofo – si sono staccate molto tardi dalle rispettive tecniche artigianali, che richiedevano semplice apprendistato, abilità e pazienza. Sino a duecento anni fa, intrinsecamente bella viene considerata in genere soltanto la natura. Parimenti – spiega Bodei – la relazione dell’arte con la dimensione sensibile è rivendicata soltanto alla metà del Settecento, quando comincia a farsi strada anche la carriera del ‘brutto’, della dissonanza e persino del caos come generatore di ordini interessanti e sconosciuti. L’erosione degli ordini classici di bellezza conduce in questi ultimi due secoli al completo rovesciamento dei ruoli: il ‘brutto’ diventa l’autentico bello e assume la parte, oggi insidiata, del protagonista”.

Professore di Filosofia alla University of California a Los Angeles e presidente del Comitato scientifico del Consorzio per il festivalfilosofia, Remo Bodei è uno dei più affermati filosofi italiani. Tra i massimi esperti delle filosofie dell’idealismo tedesco, si è occupato di pensiero utopico e di forme della temporalità e ha indagato in particolare lo statuto delle passioni e le esperienze della soggettività tra mondo moderno e contemporaneo. Ha studiato inoltre i modelli filosofici del bello e del sublime, tracciando la parabola che ha condotto alla significazione estetica del brutto. Tra i suoi libri: “Geometria delle passioni” (Milano 1991); “Le forme del bello” (Bologna 1995); “Destini personali” (Milano 2002); “Paesaggi sublimi” (Milano 2008); “La vita delle cose” (Roma-Bari 2009); “Immaginare altre vite” (Milano 2013); “Generazioni” (Roma-Bari 2014); “La civetta e la talpa. Sistema ed epoca in Hegel” (Bologna 2014); “La filosofia nel Novecento (e oltre)” (Milano 2015).

La rassegna “Impara l’arte. Inww.festivalfilosofia.it)