La Cesena invisibile dei senza fissa dimora

I dati dei servizi attuati dal 2011 a oggi. Al tema sarà dedicato un incontro pubblico in programma per lunedì 12 giugno alle ore 17.30 nell’Aula Magna della Biblioteca Malatestiana

Biblioteca malatestianaCESENA – Da quando, ed era dicembre 2011, l’Amministrazione comunale di Cesena ha aperto in città il primo centro di accoglienza notturna per le persone senza fissa dimora (chiamato dai più “dormitorio”), la programmazione di questi servizi non si è mai più fermata.

Il che, naturalmente, è da una parte dovuto purtroppo ad un aumento dei bisogni collegati – e a ciò che a più riprese è stato indicato come l’impoverimento costante e progressivo della comunità cesenate – e, dall’altra, alla capacità del sistema dei servizi sociali di riuscire a rinnovarsi, rispondendo ad istanze nuove.

Un sistema che mai come in questo caso deve intendersi come integrato fra pubblico (Comune di Cesena e Unione dei Comuni Valle Savio) e privato (Associazioni di volontariato, Fondazioni, Asp).

“In tutti questi anni – dichiarano il Sindaco Paolo Lucchi e l’Assessore ai servizi per le persone Simona Benedetti – il rapporto con il “tavolo povertà” è stato determinante, impegnativo ma robusto e funzionale. A tal punto che alle associazioni storiche, come Caritas, San Vincenzo, Croce Rossa, Centro di aiuto alla vita, Grazia e Pace, Banco di solidarietà, si sono aggiunte Fondazione Opera Don Dino, Agesci e Masci (che concorrono a realizzare gli interventi in strada). Una grande rete, mossa da valori condivisi e da una visione della nostra comunità che parte dall’obiettivo di riconoscere a tutte le persone, indistintamente, dignità e diritti”.

“Dopo il trasferimento definitivo del dormitorio all’ex Roverella avvenuto nel 2012 – proseguono Sindaco ed Assessore – la rete pubblico-privata ha dato vita al centro sociale “La marmotta rossa” di Corso Cavour, all’Unità di strada “Via delle stelle” e all’attività di accoglienza transitoria denominata “Housing first”: servizi in cui pubblico e privato, ovvero operatori sociali e volontari, stanno collaborando in maniera positiva, arricchendosi delle rispettive sensibilità e professionalità. Siamo fermamente convinti che il lavoro portato avanti sia davvero importante”.

In effetti, in questi anni non sono di certo mancati i fruitori dei servizi. Guardiamo ai dati del 2016: centoventicinque persone accolte nel dormitorio comunale di via Strinati (con media di 25 notti a persona), 117 interventi dei volontari ed operatori di strada, durante i quali sono state contattate notte dopo notte 1.886 senza fissa dimora e 222 persone passate al centro sociale di Corso Cavour.

Interventi nuovi rispetto al passato meno recente della nostra città ma ormai consolidatisi.

Per fare il punto sull’andamento di questi servizi e capirne insieme criticità, punti di forza e prospettive, il Comune di Cesena, insieme agli enti pubblici e privati coinvolti, ha deciso di invitare la città ad una riflessione condivisa.

L’occasione sarà fornita dall’incontro “Vivere in strada: la Cesena invisibile”, che si terrà lunedì 12 giugno alle ore 17.30 presso l’Aula Magna della Biblioteca Malatestiana.

Articolato e ricco il ventaglio dei contributi previsti. Dopo i saluti istituzionali, prenderanno la parola, fra gli altri, Francesco Lucchi, assistente sociale; Giancarlo Dall’Ara, sociologo Caritas (presenterà la sua ricerca condotta a Cesena “Barboni, Clochard, Homeless…..Persone”); Fabiola Tinessa e Cristina Benvenuti dell’Unità di strada “Via delle stelle”; Emanuele Ortino, operatore de “La marmotta Rossa”; Gloria Amici, operatrice della Fondazione Opera Don Dino; l’ispettore del Nucleo di Polizia Sociale Giorgio Battistini e Ivo Morelli, coordinatore del centro di accoglienza notturna.

Come detto, l’incontro è aperto al pubblico.