Crescono le ristrutturazioni, segnano il passo le grandi opere. La fotografia dell’attività urbanistico-edilizia a Cesena

Confermati i benefici introdotti dal pacchetto semplificazione. Ridotti da 270 a 120 i tempi per il rilascio dei permessi per costruire

comune-cesenaCESENA – Ristrutturazioni in aumento, sostanziale tenuta degli interventi edilizi medio-piccoli, mentre continuano a segnare il passo le opere di grandi dimensione, sulle quali sembrano proiettarsi ancora le ombre lunghe della crisi.

Questa, in estrema sintesi, la fotografia dell’edilizia a Cesena sulla base dell’andamento delle pratiche edilizie e urbanistiche al 31 dicembre 2017.

Ma, soprattutto, i dati confermano gli effetti positivi innescati dall’Amministrazione comunale con il varo, fra 2009 e 2010, del cosiddetto ‘pacchetto semplificazione’.

“Quando, quasi dieci anni fa siamo partiti, soprattuttosu sollecitazione delle Associazioni di settore, preoccupate dai tempi burocratici dei procedimenti edilizi e urbanistici, – ricordano il Sindaco Paolo Lucchi e l’Assessore Orazio Moretti – Cesena risultava essere uno dei Comuni più lenti della Regione: per un permesso di costruire ci volevano circa 290 giorni, contro la media regionale di 270 giorni, e a fronte dei 120 giorni impiegati dai Comuni più virtuosi. Analogamente, le autorizzazioni dei Piani Attuativi in Urbanistica erano rilasciate in 36 mesi, contro i 32 mesi di media regionale e i circa 18 mesi di alcuni Comuni. Questo quadro, ovviamente, si ripercuoteva sul numero degli interventi autorizzati: basti dire che fino al 2008 venivano presentati in media circa 350 permessi per costruire all’anno, e ne venivano rilasciati in media 200, il che significa che si rispondeva solo al 57% delle richieste. Con le iniziative assunte a partire dal 2009 per semplificare e sveltire le procedure, la situazione è decisamente cambiata, come dimostrano i risultati raggiunti. Di questo, vogliamo ringraziare in particolare la struttura tecnica del Comune, diretta dall’Architetto Emanuela Antoniacci, ma anche le Associazioni, con le quali in questi anni ci siamo spesso confrontati e che con noi hanno condiviso le scelte di fondo anche durante una specifica riunione del Tavolo Economia e lavoro”.

Numeri alla mano, il pacchetto semplificazione sembra aver ‘facilitato’ soprattutto l’attuazione dei Pua Produttivi, con un netto aumento di quelli approvati (il triplo rispetto alla media fino al 2008) e la riduzione di oltre un terzo dei tempi di approvazione (passati da 36 a 21 mesi).

Infatti, fra il 2003 e il 2008 sono stati presentati 71 Pua e ne sono stati approvati 23 (in istruttoria 48), con una risposta media di 4 Piani Urbanistici approvati ogni anno. Invece, fra il 2009 e il 2012 ne furono presentati 22 e approvati 54 (in istruttoria 16), con una risposta media di 12 Piani Urbanistici approvati ogni anno. Infine, fra il 2013 e il 2017 sono stati presentati 9 Pua e ne sono stati approvati 13 (in istruttoria 3).

“E’ evidente che la situazione dei tempi dal 2013 al 2017 – spiegano Sindaco e Assessore – è stata condizionata dalla crisi. Così, all’alto numero di approvazioni di Pua presentati prima della crisi, si è contrapposto un rallentamento di presentazioni e, invece, sono iniziate le richieste di dilazionare i tempi per le integrazioni dei documenti, le sospensioni volontarie, e le richieste di proroga. A causa di queste circostanze, per alcuni Pua, i tempi si sono dilatati addirittura fino a 60 mesi. Ma per i Pua completi, non ci sono state frenate, e i tempi sono risultati di appena 12 mesi. In generale, si può dire che oggi la durata dei procedimenti è in larga parte in mano ai privati, e che la situazione attuale è di 90 Pua approvati, ma poco più di 40 convenzionati”.

Su questo fronte, negli anni più recenti sono stati introdotti ulteriori elementi di semplificazione. In particolare, se fino al 2008 la Convenzione andava sottoscritta entro 12 mesi (pena decadenza), oggi il termine è prorogato a 48 mesi. Infine, per agevolare il reperimento delle fideiussioni per convenzionare i Pua, è stata prevista una forte riduzione degli importi, garantendo le sole opere fuori comparto.

Particolarmente interessante l’andamento nel corso degli anni dei Permessi di Costruire presentati e rilasciati.

Fino al 2008 si presentavano in media 350 Permessi di Costruire all’anno, e ne venivano rilasciati in media 200, rispondendo mediamente al 57% delle richieste.

Fra il 2009 e il 2012 sono stati presentati 1.100 Permessi di Costruire, e ne sono stati rilasciati oltre 1.000, dando annualmente risposta al 90% delle richieste.

A questo dato corrisponde una notevole riduzione dei tempi di rilascio, passata dai 290 giorni del 2008, (190 nel 2010, 150 nel 2011) a 136 giorni del 2012.

Nel periodo fra il 2013 e il 2017, i dati nel settore edilizia risentono ovviamente della crisi in atto e della progressiva riduzione di nuovi e grandi interventi.

Nel quinquennio, comunque, sono stati presentati oltre 750 Permessi di Costruire, e ne sono stati rilasciati 700 circa, con tempi medi di rilascio contenuti nei 120 giorni.

E gli uffici segnalano che anche qui è frequente la richiesta, anche a pratica istruita, di procrastinare il rilascio del titolo edilizio, o che i Permessi non vengano ritirati, ritardando il pagamento degli oneri.

Per quanto riguarda le procedure semplificate (Dia, Cia e Scia), che dal 2008 al 2013 sono costantemente aumentate, passando da oltre2000 a circa 2400 pratiche all’anno, negli anni successivi si è registrata una, seppur contenuta, tendenza al ribasso: cos’, nel 2014 si sono contate 2.055 procedure semplificate, nel 2015 se ne sono registrate 1.865, nel 2016 sono state 1.856; infine, nel 2017 se ne sono contate 2.024.

“Questi dati – commentano il Sindaco Lucchi e l’Assessore Moretti – dimostrano che nonostante la crisi, il numero di pratiche istruite dal Settore Edilizia non è sceso drasticamente, ma si è mantenuto piuttosto alto, e, anzi, il trascorso 2017 sembra aver tracciato una timida inversione di tendenza. Va poi considerato come l’apparente flessione paia potersi attribuire alla semplificazione introdotta dalla L. R. 15/2013, che consente di presentare una “unica variante finale”, ed ha anche liberalizzato alcuni piccoli interventi. In questo contesto, uno degli aspetti più significativi è la tenuta del numero degli interventi sull’esistente, con un aumento di ristrutturazioni, rispetto a nuove costruzioni di grandi dimensioni. Infine va rilevato che le procedure si riferiscono in gran parte a interventi sul patrimonio edilizio a destinazione residenziale (circa l’80% degli interventi presentati) sicuramente incentivati dagli sgravi fiscali”.