Bologna, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Il Consiglio comunale di bologna riunito oggi in seduta solenne. Intervento di apertura della Presidente Luisa Guidone. I messaggi di Monsignor Zuppi e di Simonetta Saliera

torre degli asinelli bolognaBOLOGNA – In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il Consiglio comunale di Bologna si è riunito oggi in seduta solenne. La seduta è stata aperta dalla Presidente del Consiglio comunale, Luisa Guidone. Di seguito l’intervento e i messaggi di Monsignor Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna, e della Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, Simonetta Saliera.

“Oggi il Consiglio si riunisce in forma solenne per celebrare una giornata divenuta un appuntamento importante per tutte le istituzioni e gli organismi internazionali, richiamata dalle leggi del nostro paese e prevista anche da leggi regionali: una giornata sancita dall’ONU sulla violenza contro le donne. Una giornata in cui, in questa assise, avremo modo di ascoltare la Casa delle Donne, una realtà che si occupa di questo fenomeno in città; il Procuratore Capo Amato, che ringrazio fin da ora per avere accettato il nostro invito ad intervenire; il Sindaco di Bologna Virginio Merola al quale saranno affidate le conclusioni e che oggi, insieme all’Assessore Zaccaria, ha scoperto una targa in memoria delle donne vittime di violenza nel cortile di Palazzo D’accursio, un gesto simbolico di grande rilevanza. Ringrazio Sua Eccellenza Monsignor Zuppi e la Presidente dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna, Simonetta Saliera per aver fatto giungere a questa seduta i loro messaggi.

Per introdurre i lavori di questa giornata, desidero partire da quanto il Consiglio comunale tutto ha potuto elaborare effettuando un approfondimento rispetto a questo tema nella settimana appena trascorsa, confermando una sensibilità bipartisan rispetto a questo fenomeno. Un percorso partito dalla visita alla sezione femminile del carcere della Dozza e proseguito con i lavori delle Commissioni I, V e VII che ci hanno consegnato un’attività istruttoria importante e preziosa consentendoci:

1) un’interlocuzione istituzionale con i diversi soggetti che in città si dedicano quotidianamente a queste tematiche e che chiedono un sempre maggiore ascolto e coinvolgimento nel dibattito cittadino.

2) Un approfondimento di quella che l’ organizzazione mondiale della sanità, riconosce ormai come una vera e propria emergenza sanitaria mondiale partendo anche dal dato per cui chi ha subito violenza, oltre ad essere successivamente affetto da disturbi depressivi e alimentari, è altresì soggetto ad un un rischio maggiore di ben 4 volte di morire di suicidio rispetto a chi non ne ha subita (e queste morti non sono conteggiate nei bollettini statistici relativi ai femminicidi).

3) Un’analisi del fenomeno dello stalking e un focus sul fenomeno della violenza rispetto alla dimensione urbana.

Il tema della violenza di cui oggi parliamo si presenta come composito, multidisciplinare: dalle violenze in famiglia, agli abusi compiuti da estranei, sino al fenomeno delle violenze e delle molestie subite dalle donne nei luoghi di lavoro. E’ sempre più evidente come questo fenomeno richieda approfondimenti specifici che riguardano, ad esempio, quello che accade quotidianamente sotto gli occhi di tutti, ovvero il fenomeno della tratta legata allo sfruttamento della prostituzione.

In questa giornata è inoltre doveroso ricordare anche tutte le donne, madri e mogli, vittime della cruda e brutale violenza mafiosa che hanno combattuto ed hanno pagato con la propria vita, e che hanno avuto l’unica colpa di essere nate in famiglie di mafia, ‘ndrangheta e camorra. Tra le tante vittime ricordiamo, in particolare Lea Garofalo, sciolta nell’acido. Se poi allarghiamo lo sguardo al resto del mondo, vediamo cosa sta succedendo alle nostre sorelle Turche rispetto al fenomeno dei matrimoni combinati con minorenni e ci rendiamo conto di quanto questo aspetto non riceva adeguata attenzione nel nostro paese quando si parla di quello che sta accadendo attualmente, ad esempio, in quello Stato. E, andando ancora oltre, è necessario interrogarsi sulle condizioni della donna nel mondo laddove sussistono ancora pratiche indicibili quali, ad esempio l’infibulazione.

In un mondo dove ormai i confini tra gli stati sono sempre più labili la condizione della donna deve ricevere un’attenzione ed un’elaborazione di tipo globale. Ci sono diversi punti focali da sottolineare quando si parla di violenza contro le donne: non colpevolizzarle; responsabilizzare gli uomini; formare ed educare le bambine e le ragazze alla propria autonomia, capacita’ e forza ed i bambini, tra le altre cose, al rispetto di tutti ed alla gestione della frustrazione. Occorre occuparsi altresì dei bambini rimasti orfani, uguali ad altri orfani ma allo stesso tempo diversi e speciali, perchè riportano traumi legati allo choc di quanto hanno visto e al lutto violento che sono costretti ad elaborare, con il genitore omicida che, se sopravvissuto, si trova in carcere.

Purtroppo però è ora di fare il bilancio di quanto sta accadendo: gli omicidi, negli ultimi anni, non sono affatto diminuiti e questo, nonostante le norme approvate, l’ ttenzione dei mass media e dell’opinione pubblica. I dati sembrano indicare addirittura un aumento del fenomeno.

Dunque, è evidente che occorre procedere attraverso la strada che ci costringe ad uno sforzo di elaborazione ulteriore, ciò che è stato fatto fino ad oggi è stato prezioso ma non ancora sufficiente ed in questo percorso occorre il contributo di tutti, partendo da una rinnovata alleanza tra uomini e donne”.

Messaggio di Simonetta Saliera, Presidente dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna.

“Gentile Presidente,

La ringrazio per l’invito alla seduta del Consiglio comunale di Bologna di domani in occasione della Giornata contro la violenza contro le donne e mi complimento per la qualità delle iniziative realizzate dal Comune di Bologna in occasione di questo importante avvenimento.

Purtroppo, per precedenti e improrogabili impegni, non potrò essere presente e mi spiace molto, ma voglio ugualmente far pervenire il saluto dell’Assemblea legislativa regionale.

La violenza sulle donne è il più odioso dei crimini. Lo è perché colpisce profondamente la dignità della donna, nella maggior parte dei casi avviene fra le mura domestiche ed è inflitta da persone che si conoscono.

È un crimine ignobile perché perpetua antichi pregiudizi e vecchi luoghi comuni ed è una fondamentale violazione dei diritti umani. Per questo è molto importante non abbassare la guardia, continuare le battaglie di cultura e di civiltà e sostenere con tutti i mezzi chi ha il coraggio di chiedere giustizia per un crimine così inumano e doloroso.

Oggi ci sono fenomeni che vanno oltre alle tradizionali forme di violenza come intimidazione, violenza fisica, schiavitù, stupro, femminicidio, ma siamo in presenza, addirittura dell’enormità che lo stesso atto di amare consensuale può diventare assurda violenza attraverso i nuovi strumenti di comunicazione, la cosiddetta rete.

Tanto da divenire strumento di volgare diffamazione e offesa alla propria intimità. Talvolta siamo di fronte a nuove forme di femminicidio provocate da una vergogna insostenibile e dalla violazione del diritto alla riservatezza che inducono al suicidio: per questo è importante continuare la battaglia culturale aprendola a nuovi orizzonti della tutela della dignità umana.

E proprio al capitolo “formazione e prevenzione” vanno inserite molte attività che verranno realizzate nel 2016-2017 all’interno del progetto Concittadini, il corso di educazione civica realizzato ormai da diversi anni dall’Assemblea legislativa regionale: su 120 progetti che verranno realizzati, ben 12, ovvero il 10% del totale, sarà dedicato a temi ai diritti delle donne, alla tutela della persona umana iniziative che coinvolgeranno circa 2.000 studenti e docenti di scuole di tutta la regione.

Unitamente ai migliori auguri di buon lavoro, formulo i più cordiali saluti”.

Messaggio di Sua Eccellenza Monsignor Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna

“Cara Presidente, cari consiglieri e autorità tutte, desidero inviare in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne e la vostra opportuna riflessione il mio sostegno ed esprimere la vicinanza a tutte le forze presenti in Comune e a quanti lo contrastano. Ribadisco l’impegno della Chiesa per combattere questa tragica realtà che uccide e umilia migliaia di donne. Avvenire di oggi indica le ultime rilevazioni che vedono la Lombardia al primo posto con 17 vittime dall’inizio dell’anno, seguita dall’Emilia-Romagna con 14 e dal Veneto con 12. E pensiamo anche ai figli orfani. Nel 2016 sono già 73 i figli rimasti senza madre, 1.701 i minori che negli ultimi dieci anni sono rimasti privi di uno o di entrambi i genitori a seguito di omicidio o di omicidio-suicidio. Papa Francesco in molte occasioni ha invitato a pensare “alle donne sopraffatte dal peso della vita e dal dramma della violenza, delle donne schiave della prepotenza dei potenti, delle bambine costrette a lavori disumani, delle donne obbligate ad arrendersi nel corpo e nello spirito alla cupidigia degli uomini. Possa giungere quanto prima per loro l’inizio di una vita di pace, di giustizia, di amore, in attesa del giorno in cui finalmente si sentiranno afferrate da mani che non le umiliano, ma con tenerezza le sollevano e le conducono sulla strada della vita fino al cielo”. Deve esser l’impegno per prevenire comportamenti violenti, riconoscerli e permettere non siano subiti o coperti mai da vergogna o complicità. Penso a tante forme dirette e non di violenza domestica sia fisica, che economica, psicologica, sessuale. Non basta certo solo la denuncia ma occorre “il pieno rispetto dell’identità femminile e la promozione, che riguardi tutti gli ambiti della vita femminile, a partire da una rinnovata e universale presa di coscienza della dignità della donna” (Giovanni Paolo II), a partire dalle più deboli e vulnerabili. E’ questo un obbiettivo che ci unisce tutti nella difesa di quell’umanesimo che esprime la cultura profonda del nostro paese e i valori della nostra convivenza”.