L’ACCUSA – La procura di Milano ha rilevato che la compagnia telefonica aveva il compito di intermediario tra i suoi clienti e i fornitori di piccoli servizi aggiuntivi a pagamento, come meteo, oroscopo, giochi, streaming e altri attivabili grazie a un sovrapprezzo sulla scheda sim dell’utente senza il suo esplicito consenso. La compagnia ricavava una percentuale su questi servizi che, talvolta, potevano essere attivati anche con l’inganno, grazia a fraudolenti banner pubblicitari.
LE CIFRE – Questo sistema, secondo quanto rilevato dalla Procura milanese, avrebbe fruttato nel 2018 alla compagnia telefonica, ricavi per circa 1,5 miliardi di euro. Attualmente il Giudice per le indagini preliminari ha posto il sequestro preventivo a WindTre di 21 milioni di euro pari alla «percentuale incamerata da Wind per i servizi attivati pacificamente con modalità fraudolente» dal 2018 ad oggi.
TUTELA DEI CONSUMATORI – Confconsumatori sta monitorando l’evolversi dell’inchiesta e gli esperti in telefonia sono a disposizione per assistere gli utenti di WindTre che si sono trovati in difficoltà con l’attivazione di servizi aggiuntivi non richiesti e altre problematiche. Ricordiamo che, in caso di mancato riscontro al reclamo o risposta insoddisfacente, gli utenti possono esperire il tentativo obbligatorio di conciliazione assistiti da Confconsumatori. Inoltre, in caso di processo, l’associazione è pronta a chiedere di essere ammessa come parte civile nel procedimento, in rappresentanza dei consumatori e ad assistere tutti coloro che abbiano riscontrato addebiti illegittimi riconducibili ai fatti contestati.
L’elenco delle sedi territoriali dell’associazione è disponibile a questo link: https://www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/
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