Rimini

Viaggio della Memoria, partiti ieri 51 studenti riminesi

foto gruppo viaggio memoria 2026

Il percorso, organizzato dall’Attività di Educazione alla Memoria del Comune di Rimini, quest’anno tocca Monaco di Baviera, Praga, Terezín e Lidice

RIMINI – Sono partiti ieri i 51 studenti riminesi delle classi quinte che partecipano al Viaggio della Memoria 2026, promosso dal Comune di Rimini nell’ambito delle attività di Educazione alla Memoria. Il gruppo resterà in viaggio fino a giovedì 22 ottobre tra Germania e Repubblica Ceca. La prima tappa è stata fatta ieri a Monaco di Baviera, dove nel pomeriggio i ragazzi hanno visitato il Centro di Documentazione sul Nazionalsocialismo. Il viaggio proseguirà poi a Praga e a Terezín, il luogo simbolo di questa edizione.

Monaco è una prima tappa importante per avere un quadro d’insieme di questa parte della storia, che i ragazzi affronteranno in aula più avanti. Il Centro di documentazione visitato ieri era il quartier generale del partito nazista, uno dei luoghi chiave con cui il regime fece di Monaco la capitale del movimento negli anni dell’ascesa e della presa del potere.

Successivamente il gruppo si sposterà a Praga, dove gli studenti visiteranno il quartiere ebraico, le sinagoghe e la chiesa dei Santi Cirillo e Metodio e Lidice. Ma il focus del viaggio è Terezín, circa 60 chilometri da Praga, un ghetto di internamento e deportazione dove furono riuniti alcuni dei maggiori artisti e intellettuali ebrei dell’Europa centrale, tra pittori, scrittori e musicisti, insieme a moltissimi bambini. La propaganda nazista lo presentava come un insediamento ebraico modello, ma in realtà era un punto di raccolta e smistamento: la maggior parte dei prigionieri fu destinata ai campi di sterminio di Treblinka e Auschwitz.

Come noto il viaggio è il momento conclusivo del seminario 2026 di Educazione alla Memoria, che quest’anno ha avuto come titolo “Tra tormento e libertà. La musica nei ghetti e nei campi nazisti”. Da gennaio a maggio scorso sono stati coinvolti circa 130 studenti delle classi quarte di tutti gli istituti superiori della città, in un ciclo di otto appuntamenti, sei dei quali aperti a una platea più ampia. Un percorso formativo e di approfondimento storico che ha esplorato due aspetti: la musica come imposizione e strumento di sottomissione per i prigionieri dei lager, e la musica come resilienza, spazio di libertà e in alcuni casi possibilità di sopravvivenza per i membri delle orchestre dei campi. Attraverso le storie di musicisti, compositori e cantanti, ebrei e non ebrei, uomini e donne, si è mostrato come il regime abbia tentato di addomesticare la musica senza riuscirci del tutto.

Con gli studenti viaggiano la presidente del Consiglio comunale Giulia Corazzi e lo staff di Educazione alla Memoria, di cui fa parte il responsabile Fabio Cassanelli. Il viaggio è realizzato con il contributo dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna. Il seminario dell’Attività di Educazione alla Memoria del comune di Rimini viene realizzato anche con la collaborazione dell’Istituto per la storia della Resistenza e dell’Età contemporanea della provincia di Rimini.

“Il progetto di educazione alla memoria giunge quest’anno alla sua 62esima annualità – sottolinea l’assessora alla memoria e alle politiche giovanili, Francesca Mattei-. Va avanti dal 1964, quando erano trascorsi meno di vent’anni dalla fine della Seconda guerra mondiale. Ogni anno scegliamo un tema che faccia da filo rosso tra la storia della Shoah e l’attualità, perché crediamo che la storia insegni soprattutto a vivere il presente. I viaggi sui luoghi della memoria sono il momento in cui ciò che si è studiato diventa esperienza diretta. Riflettere su queste vicende significa assumersi una responsabilità: custodire la memoria, praticare la democrazia, educare al pensiero critico, riconoscere i segnali dell’odio e della discriminazione, difendere la dignità umana. In un momento così cruciale vogliamo consegnare ai giovani la sfida di costruire una società più inclusiva”.

“Accompagnare questi ragazzi è per me un privilegio – afferma la presidente del Consiglio comunale Giulia Corazzi –. Esperienze come questa sono formative nel senso più pieno, soprattutto oggi, in un periodo in cui assistiamo a un ritorno di discriminazioni di ogni tipo. Vedere con i propri occhi i luoghi dove tutto è accaduto lascia un segno che nessun libro può dare. Sono fiera di rappresentare il Comune di Rimini nella cerimonia prevista a Terezín, dove deporremo una corona a nome della nostra città per ricordare chi in quel luogo ha subito le atrocità che la storia ci ha insegnato a conoscere”.

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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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