«Nelle nostre case famiglia accogliamo centinaia di persone disabili che non possono mantenere il distanziamento da chi li assiste — continua Ramonda —. La situazione più grave riguarda le persone con disabilità intellettiva che non sono in grado di prendersi cura della propria salute, che necessitano di essere sempre accompagnate e che non riescono ad indossare la mascherina protettiva, esponendosi ad un maggior rischio di essere contagiate o di contagiare. Si tratta di persone estremamente fragili il cui eventuale ricovero sarebbe estremamente difficoltoso».
«Queste preoccupazioni ricadono oggi sulle famiglie che sono costrette a tenere i figli disabili a casa, separati dal mondo. Questa non è inclusione ma segregazione — conclude Ramonda —. Sappiamo che il Presidente Conte, il Ministro Speranza ed il Commissario Arcuri si stanno prodigando per contrastare la pandemia. Li ringraziamo e li invitiamo ad inserire le persone disabili fra le categorie prioritarie cui somministrare il vaccino».
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