RIMINI – Il progetto, denominato
Aphrodite, è stato selezionato e finanziato dall’
Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e mira a risolvere una delle principali sfide delle missioni spaziali di lunga durata: la necessità di diagnosi mediche rapide e autonome.L’obiettivo è la realizzazione di un
biosensore portatile “lab-on-chip”, un dispositivo compatto e di facile utilizzo che verrà inviato sulla ISS. Questo piccolo laboratorio permetterà agli astronauti di eseguire in autonomia analisi chimico-cliniche su campioni di
saliva, un metodo non invasivo. La ricerca è focalizzata sulla determinazione dei livelli salivari di biomarcatori cruciali di stress e di alterazione della funzionalità del sistema immunitario, quali il
cortisolo e il
Deidroepiandrosterone (DHEA).Grazie a questo biosensore, l’intero processo analitico verrà completato direttamente nello spazio, eliminando la necessità di spedire campioni biologici a Terra. Ciò garantirà una notevole
rapidità di intervento in caso di situazioni critiche, permettendo al contempo di raccogliere dati essenziali per la valutazione dello stato psico-fisico degli equipaggi spaziali. Il dispositivo potrà, in futuro, essere facilmente adattato per l’analisi di altri biomarcatori.