“UNI 4 JUSTICE”: l’Università di Parma partner del progetto che studia modelli innovativi per il sistema giudiziario

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Quasi 9 milioni di finanziamento dal Ministero della Giustizia, per uffici giudiziari più efficienti e vicini ai cittadini

PARMA – L’Università di Parma, con il Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali, è partner di “UNI 4 JUSTICE”, progetto guidato dall’Università di Bologna e incentrato sullo studio di modelli operativi innovativi per il sistema della giustizia italiana.

Il progetto ha ottenuto un finanziamento PON (Programma Operativo Nazionale) di 8.89 milioni di euro dal Ministero della Giustizia, per contribuire alla realizzazione di un obiettivo di importanza strategica primaria anche nell’ottica del PNRR: un’organizzazione degli uffici giudiziari, civili e penali, più efficiente, più efficace e più vicina ai cittadini.

A “UNI 4 JUSTICE” partecipano altri 12 Atenei italiani: per l’Emilia-Romagna, oltre a Bologna e Parma, anche le Università di Ferrara e di Modena e Reggio Emilia; per il Friuli Venezia Giulia le Università di Trieste e di Udine; per le Marche le Università di Camerino, di Macerata, Politecnica delle Marche e di Urbino Carlo Bo; per il Trentino-Alto Adige/Südtirol l’Università di Trento; per il Veneto le Università di Padova, di Venezia e di Verona. Il progetto coinvolge inoltre 5 Distretti di Corte d’Appello (Ancona, Bologna, Trento, Trieste, Venezia), con cui il rapporto di collaborazione sarà stretto e costante. “UNI 4 JUSTICE” nasce infatti dall’idea di instaurare una relazione sinergica fra mondo accademico e sistema della giustizia.

Gli uffici giudiziari di primo e di secondo grado dei 5 Distretti, e le istituzioni che partecipano alla creazione di condizioni di qualità della giurisdizione (in particolare i Consigli dell’Ordine degli Avvocati), saranno attori di primo piano nell’iniziativa.

Nel corso dei prossimi mesi si svolgeranno dunque le azioni previste dal PON: dall’individuazione di soluzioni organizzative di successo all’elaborazione di modelli per l’Ufficio del Processo, dalla loro “misurazione” – sia in senso giurisdizionale sia in senso organizzativo-gestionale – alla diffusione di forme virtuose, e poi ancora la costruzione partecipata di strumenti e metodi di potenziamento della digitalizzazione dei flussi documentali, la definizione di modelli di intelligenza artificiale e “legal data analytics” capaci di favorire l’ottimizzazione dei processi decisionali, la creazione di strategie di comunicazione e interazione con il cittadino capaci di promuovere l’aumento dell’accesso e della fiducia nella giustizia.

L’obiettivo finale è ambizioso: lasciare una forte impronta rafforzando nel sistema della giustizia la capacità di costruire competenze rispondenti ai bisogni e di valorizzare le risorse assegnate – umane, tecnologiche e infrastrutturali – in una prospettiva di sostenibilità, resilienza, efficienza.