BOLOGNA – È da poco uscito un nuovo studio di Giovanni De Plato, scrittore, già professore universitario di psichiatria, primario ospedaliero e dirigente Ausl, che da qualche anno si dedica al tema della salute mentale nel mondo dei grandi artisti, noti e amati:
Giovanni De Plato
GENIO E ARTE
Il caso Edvard Munch
Mauro Mazzali, già direttore dell’Accademia di Belle Arti di Bologna
L’incontro si svolge nell’ambito della rassegna “Le voci dei libri” in collaborazione con Coop Alleanza 3.0
Afferma l’autore:
Nell’ultimo decennio ho portato avanti la lotta contro i muri invisibili eretti tra le persone. Sul preconcetto e sul nodo follia e arte ho pubblicato quattro romanzi, e negli ultimi due ho narrato la vita di van Gogh e Caravaggio. Ora scrivo questo saggio, narrando la vita e la produzione artistica di Edvard Munch per fare un passo in avanti nella lotta allo stigma della follia, chiarendo i termini genio e arte secondo le scienze umaniste e fisiche, perché non si possono valutare i tratti tipici del genio come segni o disturbi della mente.
Cercherò di dimostrare che dietro Il sole di Munch, come di tanti altri suoi capolavori, c’è solo e soltanto il suo sommo genio teso alla ricerca della verità, perché come sostiene Flavio Caroli “L’arte non chiede follia, perché è essa stessa follia, nella ricerca della verità.
Il libro:
Il dibattito che accompagna la vita e le opere di Edvard Munch si inserisce in una lunga tradizione di pregiudizi che hanno segnato la storia dell’arte. Il volume affronta la questione con un approccio multidisciplinare e multiprofessionale, interrogandosi su quanto il legame tra “follia e arte” sia il prodotto di vecchi schemi psichiatrici e di nuove derive algoritmiche. Dopo aver analizzato lo stigma politico e artistico in precedenti lavori dedicati a van Gogh e Caravaggio, l’autore propone uno studio che intende restituire autonomia concettuale al genio e all’arte, sottraendoli all’associazione artificiosa con la malattia mentale. La vicenda di Munch diventa così banco di prova per ribadire che la creatività appartiene alla normalità e che la grande arte è espressione estetica e culturale, non psicopatologica. Scorrevole come un romanzo ma con finalità pedagogiche, il saggio invita a riflettere sul rapporto tra mente e corpo, sulle distorsioni del pregiudizio e sull’attualità del tema, offrendo al lettore strumenti per riconoscere la grandezza dell’artista norvegese e collocarlo, a pieno titolo, nel Pantheon del genio umano.
Giovanni De Plato, medico e psichiatra, già professore di Psichiatria dell’Università degli Studi di Bologna e direttore del Master presso la sede di Buenos Aires, primario ospedaliero e direttore del Dipartimento di salute mentale dell’Ausl Bologna Nord, consultant dell’OMS per la riforma sanitaria e psichiatrica dei Paesi dell’America Latina, è stato dichiarato ospite d’onore della città autonoma di Buenos Aires. È autore di manuali e volumi scientifici, saggista, scrittore ed editorialista. Tra i suoi principali testi didattici: Manuale di Psicologia e Psicopatologia delle Emozioni (BUP, 2015); Elementi di Psichiatria (BUP, 2016). È anche autore di romanzi quali: Il mistero di Evita (Chiarelettere, 2020); Vincent van Gogh. Il giallo della follia (Libri Scheiwiller, 2022); Caravaggio. La luce e il buio della mente (Libri Scheiwiller, 2023). Per Pendragon ha già pubblicato Il figlio del Migliore (2018).









