Tributi, in fase di definizione il piano straordinario per la ripartenza:

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Esenzione totale dal pagamento di Tari e Cosap per il periodo di chiusura delle imprese fermate dal Covid. L’assessore Brasini: “Gettiamo il cuore oltre l’ostacolo”

palazzo del municipio RiminiRIMINI – Prosegue il lavoro del Comune di Rimini sul progetto ‘Rimini Open Space’, il pacchetto di misure che si propone di dare un supporto al tessuto socioeconomico riminese, alle sue imprese e alle sue aziende nella delicata “fase 2”, quella che determinerà la graduale ripartenza dopo lo stop imposto dall’emergenza sanitaria. Il principio di ‘Rimini Open Space’ è quello di allargare gli spazi della città, attraverso un nuovo modo di fruizione delle oltre 2mila attività del territorio, garantendo il distanziamento fisico e relazioni in sicurezza. Un intervento che si accompagnerà anche ad importanti misure sul fronte dei tributi: oltre agli interventi immediati già messi in campo, il Comune sta infatti definendo un piano straordinario (Fondo Covid) che andrà ad intervenire su due dei principali tributi, Cosap (canone per il suolo pubblico) e Tari.

“Il primo obiettivo dell’Amministrazione Comunale è creare le condizioni per far ripartire anche con modalità diverse tutte le nostre imprese – sottolinea l’assessore al Bilancio Gian Luca Brasini – mettendo in campo tutte le leve a disposizione, consapevoli che il nostro tessuto economico è particolare e si fonda sul settore turistico e sulla sua filiera. Stimiamo che il pil generato a Rimini dal settore è di 4 miliardi e 600 milione Rimini ed ogni giorno di chiusura costa in termini di pil 10/15 milioni di euro. E’ evidente che la sola Amministrazione non può reggere l’urto di questa chiusura, oltretutto in un contesto economico drammatico per gli enti locali. Noi oggi gettiamo il cuore oltre l’ostacolo, con un atto che sarà presentato al Consiglio Comunale e che prevederà un impegno per il Comune di Rimini attorno ai 6/7milioni di euro, con risorse del proprio bilancio, attraverso avanzo e quota mutui. Somma che si aggiunge agli oltre 25 milioni di euro già impegnati per non pesare sulle tasche di cittadini, famiglie, associazioni e imprese”.

Ecco le misure.

Tari

Per quanto riguarda la Tari, si proporrà l’esenzione totale dal pagamento per il periodo in cui le imprese che sono rimaste chiuse a seguito del decreto della presidenza del Consiglio dei ministri. Si tratterà quindi di mettere in atto un corposo lavoro, incrociando i codici Ateco con i riferimenti dpr 158/99 e l’Osservatorio territoriale, considerando una media di tre mesi di chiusura. E’ prevista anche una riduzione per le attività che sono restate aperte, ma che hanno subito restrizioni.

Anche per le imprese stagionali, che non sono state toccate da alcun provvedimento governativo, si sta valutando ad un abbattimento della Tari, presumendo ad esempio che gli stagionali lunghi (8 mesi), non avendo potuto aprire nel periodo di Pasqua e maggio, riaprano per i restanti 4 mesi estivi.

Parallelamente il Comune si sta muovendo attraverso Anci affinché si prendano provvedimenti legislativi nazionali che consentano alle Amministrazioni una riduzione della Tari mirata per categorie, in deroga a tutta la normativa TARI ed al nuovo metodo ARERA.

Cosap

Come già anticipato, l’obiettivo è quello di dare più spazio ai pubblici esercizi, mettendo a disposizione gratuitamente di più metratura per occupazioni suolo pubblico in tutta la città, dal mare al centro storico, alle aree periferiche della città. Una Cosap 2, completamente gratuita, che consentirà ai negozi e ai locali di ampliarsi con maggiore possibilità di lavorare in sicurezza. Oltre all’azzeramento dei costi per le superfici marginali utilizzate per garantire il distanziamento fisico, è prevista l’esenzione del canone Cosap in considerazione dei mesi di chiusura dettati dall’emergenza sanitaria.

Va ricordato inoltre che il Comune di Rimini con l’insorgere dell’emergenza è immediatamente intervenuto ‘congelando’ almeno fino al 31 luglio i versamenti tributari, in attesa delle decisioni e delle decretazioni del Governo circa il sostegno ai Comuni e agli Enti locali, anch’essi pesantemente colpiti dalla pandemia in termini di mancati introiti. Si ricorda inoltre la ‘no tax area’ grazie alla quale i proprietari di immobili a destinazione commerciale o produttiva possono ottenere un contributo economico sulla base dell’IMU versata a fronte di una riduzione del canone di affitto alle imprese non inferiore al 20%, contributo che copre l’intero valore dell’Imu se la riduzione del canone supera il 30%.

“Sono misure concrete e attuabili. Non sono iniziative spot – conclude l’assessore Brasini – che richiedono uno sforzo enorme, sia di risorse sia di lavoro, da parte dell’Amministrazione e che non possono essere svilite né strumentalizzate politicamente. Stiamo vivendo una fase delicata e non possiamo perdere tempo ed energie dietro queste manovre, ma lavorare per creare tutte le condizioni per ripartire”.