Mirandola, San Possidonio, Concordia, Cavezzo, San Felice, Camposanto, Finale Emilia, Medolla, Massa Finalese, Carpi, Novi, Rovereto, Soliera, San Prospero furono tutte sedi Avis da abbandonare (solo Soliera e San Possidonio rimasero agibili) e tutte emergenze da affrontare con strutture mobili, tende, autoemoteche, nuove attrezzature, trasferimenti in altre sezioni. Il tutto per continuare a garantire la donazione di sangue, che anche quell’anno non venne mai meno e anzi diede risultati straordinari.
Quelle che gli intervistati raccontano, non senza emozione, sono storie di straordinaria solidarietà da tutto il mondo Avis e da tutta Italia, ma anche di umanità, di condivisione, di comunità che si stringono intorno al simbolo della propria Avis. “Alla fine – ha confessato una di loro – ci è quasi dispiaciuto lasciare quel tendone”. Su tutto emerge la caparbia volontà, quasi il bisogno da parte dei donatori e dei volontari, di continuare a donare sangue, come se non si fosse voluto spezzare un “filo rosso” che in quel momento più che mai era simbolo di vita.
Il progetto “Trema la terra”, non a caso affidato a giovani videomaker, è un contributo alla memoria del nostro territorio e nello stesso tempo un tributo alla rete di volontariato Avis che si è dimostrata, in questa come in altre più recenti emergenze, più solida di ogni scossa.
Segui “Trema la terra” dal 20 al 29 maggio su Avis Provinciale Modena e provinciale_avismodena
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